Una produzione che andrà in onda in autunno e sarà condotta da Bruzzone. Per renderla possibile, la cessione di un extrabudget da parte della direzione Prime time
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Sei puntate in seconda serata. Il nuovo programma prodotto da Francesca Verdini e la sua Casa rossa andrà in onda il prossimo autunno nel palinsesto della direzione Approfondimenti Rai, dopo un altro titolo della scuderia di Paolo Corsini. Al centro del programma, le truffe agli anziani e come evitarle: un prodotto che potrebbe coinvolgere anche la Polizia di stato (che, si apprende, finora ha avuto con la società soltanto un contratto preliminare).
Sarà condotto dalla criminologa Roberta Bruzzone, già in Nella mente di Narciso, prodotto sempre da La Casa rossa per Raiplay. Stavolta la produttrice, da anni è la compagna del segretario della Lega Matteo Salvini, si conquista un posto nella direzione di un dirigente considerato vicino a Fratelli d’Italia, ma l’accordo per portare il programma in seconda serata sembra essere nato a livelli ben più alti. I ben informati raccontano che i progetti de La Casa rossa arrivati sulla scrivania dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi siano stati parecchi.
Alla fine, l’ad e il presidente facente funzioni Antonio Marano – considerato gradito alla Lega – hanno deciso di lavorare sul titolo che riguarda le truffe, da qualche decina di migliaia di euro. Nonostante a parole tutti neghino l’intervento del partito di Salvini per spingere il programma prodotto da Verdini, tanto è risultato importante che si è anche trovato il modo di aggirare i vincoli di spending review della Rai.
Budget ad hoc
Il budget a disposizione di Corsini è già talmente risicato che molte trasmissioni d’inchiesta hanno dovuto fare i conti con tagli dei fondi disponibili, figurarsi un programma che non è considerato proprio la punta di diamante del palinsesto. Nessun problema, grazie a un generoso regalo in arrivo dal Prime time: il direttore Williams Di Liberatore – considerato gradito alla Lega – ha fatto a meno di un extrabudget che poi è stato ricollocato agli Approfondimenti. Anche qui c’è una versione ufficiale: «L’extrabudget del Prime time era legato alla fascia: nel momento in cui la seconda serata è passata agli Approfondimenti, si sono spostati anche i soldi». Insomma, sullo sbarco di un programma firmato Verdini in chiaro, le anime sempre in subbuglio dei dirigenti considerati vicini ai partiti di maggioranza spesso in lotta tra loro trovano una tregua (almeno temporanea).
Per lo meno, quelli di Lega e Fratelli d’Italia: dalle parti di Forza Italia, infatti, la collaborazione viene letta come l’ennesima manovra a detrimento degli azzurri, che già si sentono scippati della presidenza, ormai scivolata lontano, considerato che manca ormai poco più di un anno alla fine del mandato di questo Cda. Sempre che la riforma della Rai non intervenga prima ad azzerarlo, magari in estate come qualcuno – anche ai piani alti dell’azienda – inizia a supporre.
Intanto, le angherie reciproche continuano ad avvelenare il clima. Rosario Fiorello torna in televisione, su Rai2, dove alle 7.10 da qualche giorno va in onda una replica della puntata radio del giorno precedente. Una fascia che era quella di VivaRai2!, ma che nel frattempo è passata di mano – dopo qualche infruttuoso esperimento del Day time – e attualmente si spartiscono 1mattinaNews (progetto in condivisione tra Tg1 e la direzione di Angelo Mellone) e Buongiorno Italia, prodotto della Tgr. A provocare maretta, soprattutto il fatto che l’annuncio sia arrivato direttamente da Fiorello nel corso del programma.
Da sempre garanzia di ascolti, lo showman si è guadagnato un’autonomia che non tutti apprezzano, tanto che c’è chi scherza se il vero ad non sia lui. Quel che è certo è che Rossi, assente la scorsa settimana all’incontro in Vaticano tra il papa, la redazione del Tg2 e i vertici dell’azienda, a Natale aveva trovato il tempo per passare alla festa del programma (agli auguri del presidente della Repubblica al secondo tg Rai di mercoledì, però, c’era). Ampia tolleranza dunque per tutti i capricci del conduttore etneo, inclusa qualche battuta sulla governance e i passi falsi della Rai.
A far alzare qualche sopracciglio anche la risposta spericolata di Tommaso Cerno al Corriere della Sera, a cui il neoconduttore di 2 di Picche ha confidato di non aver ancora firmato nessun contratto per la striscia. Una verità parziale: il contratto quadro – quello che include anche Domenica in – è firmato da tempo, mentre la variante che riguarda il programma quotidiano ancora attende la sigla del direttore.
L’intesa a parole c’è, la fiducia, da entrambe le parti, forse non abbonda: rivelatasi però una risorsa inutilizzabile, per Giorgia Meloni e i suoi alleati la Rai appare ormai in ogni caso più una scatola da riempire con la collaborazione di chi ci lavora. Quando le idee non arrivano da dentro, calano da fuori.
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