Sigfrido Ranucci ha deciso: l’ex conduttore di Report andrà a Rainews, dov’è iniziata la sua carriera nel servizio pubblico. Il vicedirettore degli Approfondimenti ha comunicato la scelta a tarda sera dell’ultimo giorno concesso dalla Rai per prendere la sua decisione. L’azienda gli aveva proposto anche la vicedirezione del Tg3 e la corrispondenza al Cairo, un incarico secondo Ranucci di cattivo gusto che ricordava il destino di Giulio Regeni. 

Il giornalista adesso va comunque incontro alla sospensione comminata dal comitato etico, che comunque ha appellato, poi passera alla rete all news dove potrebbe restare anche fino alla pensione, o finché deciderà di recuperare i (tanti) giorni di ferie accumulati. Ranucci aveva presentato un ricorso urgente per farsi reintegrare entro l’inizio della prossima stagione del programma, che nel frattempo è stato affidato alla conduzione di Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi. Il tribunale del lavoro, però, ha respinto la richiesta dopo un tentativo di mediazione naufragato. Nel ricorso il giornalista e i suoi legali lamentavano la diminutio che sarebbe derivata dalla rimozione dal video del conduttore: nel suo nuovo incarico, governerà una squadra di giornalisti d’inchiesta, ma non è previsto che lui stesso torni davanti alla telecamera. 

Nel frattempo, continuano gli altri procedimenti di Ranucci contro l’azienda: da un lato, il ricorso contro i dieci giorni di sospensione comminati contro di lui a seguito dell’esame delle sue condotte, secondo il Comitato etico Rai in contrasto con le regole aziendali. Dall’altro, il ricorso nel merito contro la rimozione dalla conduzione di Report operata dal direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini a fine agosto. 

Il ricorso

Secondo il team legale di Ranucci, non sarebbe chiaro il riferimento dell’azienda alle «opacità» che genererebbe l’amicizia del conduttore con Valter Lavitola, presunto mandante dell’attentato contro il giornalista di Rai3. Secondo la giudice del lavoro, in realtà, la rimozione del giornalista sarebbe giustificata dal malcontento rilevato in redazione: nell’ordinanza si legge infatti di uno «scontro consumatosi tra base e vertice della redazione di Report fosse idoneo a incidere negativamente sull’attività del gruppo di lavoro minandone la necessaria serenità».

La giudice ha anche rilevato un inopportuno intervento della politica: «L’accertata impropria pressione mediatica esercitata a opera di esponenti di rilievo della maggioranza» non sarebbe, però, «prova sufficiente a far ritenere che si sia consumata effettiva e determinante interferenza». Insomma, non ci sarebbe un rapporto di causa ed effetto.

In attesa dei nuovi sviluppi, dunque, il ruolo di Ranucci in Rai cambia e, almeno per il momento, si allontana da Report. 

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