Il cdr approfondimento della Rai ha smentito l’articolo del Corriere della Sera che raccontava, citando fonti interne alla redazione di Report, un clima in cui i giornalisti della squadra non vorrebbero vedere Sigfrido Ranucci tornare al timone della trasmissione. Il giornalista ha presentato un ricorso urgente al tribunale del lavoro per il suo reintegro: la giudice venerdì scorso si è riservata del tempo per decidere, la sentenza dovrebbe arrivare mercoledì 30 settembre. 

«Il titolo “'Se ritorna lui ce ne andiamo noi' Report, la redazione contro
Ranucci” non corrisponde alla realtà» si legge in un comunicato. Il Cdr - prosegue la nota - «smentisce che ci sia stata alcuna assemblea o altra riunione rappresentativa della redazione titolata ad attribuire la loro opinione. L'articolo a firma di Simone Canettieri attribuisce alla redazione le opinioni che avrebbe raccolto da non precisati "autori storici di Report"». Nell’articolo viene citato un sentimento di inquietudine per il fatto che Ranucci sia ancora presente in redazione, fatto che costringerebbe i nuovi conduttori Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi a discutere delle prossime puntate lontano dall’ufficio dell’ex conduttore. Tanto sarebbe il malessere che, nel caso in cui il conduttore tornasse in sella, tanti sarebbero pronti a lasciare. 

Secondo il comitato di redazione, un racconto parziale. «Il timore oggi tra i colleghi è che si sia scelta una parte per il tutto, come già accaduto - ahinoi - nelle relazioni imbastite informalmente dall'Azienda nel recente passato».

La risposta di Ranucci

Ranucci stesso in mattinata aveva commentato l’articolo riproponendo il comunicato firmato dalla redazione in cui i giornalisti della squadra gli esprimevano solidarietà dopo un’assemblea. «Il corriere di oggi, con anonimo. Il comunicato firmato dalla redazione del 31 agosto. Buona lettura» ha scritto il giornalista sui suoi social. Nel pomeriggio ha condiviso anche il comunicato del cdr: «Il cdr approfondimento smentisce quanto ricostruito dal Corriere. Una versione che, secondo quanto ricostruito, riguarda la posizione di 2-3 giornalisti, sulla totalità di 43 persone impiegate nella trasmissione. Oltre le 3 persone il resto della redazione era all’oscuro dell’intervista rilasciata in modalità anonima». 

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