Se la linea del governo per il Sì al referendum sulla giustizia finisse sconfitta al voto, il governo e la premier dovrebbero renderne conto? In che modo la maggioranza sta facendo fronte ai sondaggi non positivi? Lancia un assist preventivo Marina Berlusconi, che ha inviato una lettera a Repubblica sostenendo che il voto «non debba essere un derby tra tifoserie», che si debba uscire dalla «faziosità» e «liberare il dibattito dalle gabbie ideologiche in cui è rinchiuso». Questa la premessa per poi affermare il proprio posizionamento per il Sì al referendum: «Ecco perché voterò Sì».

«La riforma si articola in punti molto chiari, che si riconducono a un principio su cui penso possiamo essere tutti d’accordo: giustizia e politica dovrebbero correre su binari ben distinti. Perché ciò sia davvero garantito, a mio avviso, occorre una reale separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri», ha detto Marina Berlusconi scesa in campo in un momento in cui secondo i sondaggi è in vantaggio il fronte del “No”.

Reazioni

La lettera della figlia dell’ex presidente del Consiglio ha accolto il consenso di tutti i parlamentari di Forza Italia, ma anche all’interno di altri membri della maggioranza. «Condivido pienamente la riflessione di Marina Berlusconi su Repubblica. In Italia, quando si parla di giustizia, il dibattito finisce quasi sempre per scivolare sulle appartenenze: chi propone una riforma, a quale storia politica è legato, quali vicende e interessi personali ci stanno dietro. È uno schema che conosciamo bene e che, alla lunga, impoverisce il confronto», ha scritto su X Mara Carfagna segretaria di Noi Moderati.

«Il referendum sulla magistratura non è condizionato solo dalle “gabbie ideologiche” ma anche dall'azione di governo sulla giustizia che è in tutto e per tutto illiberale e antigarantista. E che contraddice intimamente il senso stesso e la finalità della separazione delle carriere. In questo senso, se posso permettermi, Marina Berlusconi dovrebbe scrivere prima di tutto a Palazzo Chigi invitando alla moderazione e a governare con la testa anziché con la pancia», ha detto invece il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

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