«Il sorteggio rompe questo meccanismo para-mafioso» del Csm. A dirlo, il ministro della Giustizia Carlo Nordio in un'intervista al Mattino di Padova.

«Alcuni magistrati, magari vittime di questo sistema, sono contrari alla riforma» spiega Nordio, «perché sanno che non ci sono argomenti contro questa riforma civile, liberale, voluta dagli italiani. E quindi cercano di portarla sul piano politico: governo sì, governo no». La politicizzazione del referendum non preoccupa, aggiunge, ma «mi delude».

La replica di Schlein

Parole da cui parte il contrattacco delle opposizioni, che spingono sull’associazione di Nordio tra magistrati e mafiosi. «Ci siamo svegliati con un'intervista del ministro Nordio che assimila ai magistrati i mafiosi. La trovo una cosa gravissima, soprattutto se a farlo è il ministro della Giustizia. Ci aspettiamo che Giorgia Meloni prenda immediatamente le distanze da queste parole e ci aspettiamo le scuse da parte del ministro» dice Elly Schlein da Bari, dove la segretaria dem è intervenuta a un’iniziativa per il No. 

Secondo Schlein, così facendo il Guardasigilli «insulta anche la storia di tanta magistratura che si è battuta per anni contro le mafie e ha pagato anche con il prezzo della vita. Parliamo di persone come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rosario Livatino, Rocco Chinnici. È inaccettabile che un ministro parli in questo modo dei magistrati. Noi siamo qui per ribadire le nostre ragioni nel merito di questa riforma che riteniamo sbagliata, ma pensiamo che Nordio abbia oltrepassato il limite».

E torna anche sulle ragioni per cui, secondo Nordio, anche il centrosinistra dovrebbe essere a favore della riforma: «Al ministro Nordio che dice che questa riforma servirà anche al centrosinistra quando sarà al governo, dico anche io “no grazie”. Quanto torneremo al governo noi vorremo essere controllati, perché è così che funziona in democrazia».

Le parole di Conte

Sulla stessa lunghezza il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte. «Il ministro Nordio dopo aver annunciato tagli alle intercettazioni per “modestissime mazzette” ora addirittura accosta il funzionamento della giustizia con tutti i giudici che ci lavorano a dinamiche “para-mafiose”» scrive sui social l’ex premier.

«Succede dopo che per giorni la maggioranza ha gettato fango su Gratteri, un magistrato che rischia la vita per la lotta contro le mafie, nonostante avesse ben chiarito il suo pensiero». Il riferimento è all’intervista a un giornale calabrese in cui il procuratore di Napoli spiegava che a votare Sì al referendum in Calabria sarebbero stati «gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente». 

«Dovrebbero solo chiedere scusa ai tanti che lavorano nel nostro sistema di giustizia, alla memoria dei tanti giudici che hanno perso la vita per combattere la mafia, quella vera» continua Conte. «È davvero incredibile vedere un governo che getta fango e ombre sulle Istituzioni e su servitori dello Stato solo per portare a casa una riforma che mira a salvare i politici e i governi dalle inchieste».

© Riproduzione riservata