In giornata, da Roma sono partiti i dispacci più conciliatori. Il ministro Crosetto ha chiarito: «Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa»
L’Italia ha negato l’uso della base di Sigonella a dei bombardieri statunitensi che poi sarebbero volati in direzione Medio Oriente. Una notizia diffusa questa mattina dal Corriere e che fin da subito ha avuto un’eco internazionale.
Nel giro di poco tempo è emerso che l’episodio è avvenuto qualche giorno fa. Gli aerei militari sarebbero dovuti atterrare a Sigonella, ma non avrebbero chiesto alcuna autorizzazione ai vertici italiani ma era stato comunicato il loro piano quando erano già in volo.
Visto che non si trattava di voli “normali”, bensì di una categoria non compresa nel trattato in atto con gli Stati Uniti, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dato mandato – scrive il Corriere – al capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano di avvertire le controparti americane: per quegli aerei non ci sarebbe stato spazio a Sigonella.
I messaggi di Roma
L’Italia ha quindi mandato un messaggio agli Stati Uniti di Donald Trump. Anche se poi, in giornata, da Roma sono partiti i dispacci più conciliatori. Palazzo Chigi, infatti, con una nota ha fatto sapere che il paese «agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere». «La linea dell’esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica. Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato».
Poi la specifica, diretta a Washington: «Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione».
Anche lo stesso Crosetto, su X, ci ha tenuto a sottolineare la posizione: «Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato». Il ministro ha poi continuato: «Il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio Supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni. Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del Governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento) in assenza della quale non è possibile concedere nulla e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi».
«Un ministro deve solo farli rispettare. Terzium non datur» ha aggiunto Crosetto, prima di concludere con un messaggio simile a quello della presidenza del Consiglio. «In ultimo voglio ribadire che non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi».
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