A Palazzo Madama arriva la norma che allarga il comitato sulle attività di educazione finanziaria. E spuntano risorse per arruolare esperti estranei alla Pa. Il Pd: «Rivedere la norma»
Questo articolo fa parte di “Razza Poltrona”, la rubrica di Domani, a cura di Stefano Iannaccone, che svela i retroscena del palazzo e racconta gli angoli nascosti del potere
Ogni strumento è buono per inserire qualche poltrona o posti per consulenti. Così, nel decreto fiscale in esame al Senato, è spuntata la norma che aumenta da 11 a 12 i componenti del «comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria».
Viene previsto, infatti, che un altro soggetto venga designato dalla Guardia di finanza con la possibilità di ottenere rimborsi spese per eventuali trasferte, anche internazionali. Anche i tecnici di Palazzo Madama sollevano qualche dubbio su questo punto. Nella nota di lettura che accompagna il decreto si legge: «In relazione agli oneri per i rimborsi spese citati andrebbe fornita una quantificazione degli stessi».
Ma non solo. Tra le pieghe del provvedimento emerge un’ulteriore novità, ancora più a misura di consulenza: lo stesso comitato consultivo potrà chiamare vari esperti, estranei alla pubblica amministrazione, ciascuno per un compenso annuo di 30mila euro all’anno, mettendo a disposizione un plafond totale di 180mila euro. A occhio sarebbero almeno 6 i profili da arruolare per diffondere il verbo dell’educazione finanziaria.
Una spesa, si legge nel decreto fiscale uscito dal Consiglio dei ministri, che non comporta altri oneri alle casse pubbliche, perché le risorse sarebbero già state messe a disposizione. Ancora una volta i tecnici del Senato mettono in guardia sulla dotazione economica: «Andrebbe confermato che lo stanziamento previsto a legislazione vigente rechi sufficienti disponibilità per assicurare la copertura dei nuovi oneri previsti».
Operazioni che non sono passate inosservate: c’è chi chiede un chiarimento «Invece di spiegarci le linee di indirizzo di questa strategia sulle emergenze economiche, chiedono di assumere ulteriori consulenti ed esperti esterni», dice a Domani la senatrice del Pd, Cristina Tajani, che chiede di rivedere il testo: «Abbiamo già visto come questo governo intende la selezione delle competenze: più che una ricerca di merito ci hanno abituato alla ricerca di accompagnatori o accompagnatrici di fiducia. Non ci sembra questo il momento e lo strumento per nuove prebende: chiederemo la soppressione di questo articolo del decreto». Un’educazione formato consulenza.
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