L’ipotesi che Europa delle nazioni sovrane, il partito più a destra dell’Ue, violi i valori dell’Unione c’è ed è condivisa, come conferma l’Europarlamento. Con 414 voti a favore, 224 contrari e 18 astenuti, oggi a Strasburgo i Mep hanno ufficialmente richiesto all'Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee (Appf) di verificare se Esn – di cui fanno parte anche Alternative für Deutschland e Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci – sia conforme ai valori dell’Unione.

Se non lo fosse, Esn non rispetterebbe più le condizioni per la registrazione e il finanziamento previste dal regolamento sullo statuto e sul finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee e perderebbe le sovvenzioni che il Parlamento dà ai partiti: 2 milioni di euro quelli che gli spetterebbero per il 2026. È la prima volta che una procedura come questa viene avviata. Anche perché la revisione del regolamento sui partiti Ue, considerati strumenti essenziali per formare una coscienza politica europea ed esprimere la volontà dei cittadini, che prevede norme rafforzate in materia di trasparenza e interferenze straniere proprio a tutela dei valori dell’Unione, è stata approvata solo lo scorso ottobre.

«Oggi il Ppe e Forza Italia hanno votato insieme ai socialdemocratici, Left e Renew, a partiti che vorrebbero legalizzare l’occupazione abusiva delle case, che si fanno fotografare insieme ai finanziatori e i terroristi di Hamas e che giustificano la rivolta sociale», ha detto Vannacci a commento della decisione dell’Europarlamento. «Vannacci fa la vittima, invece è lui che accompagnandosi a colleghi che addirittura negano la Shoah o vorrebbero riconsiderare positivamente il nazismo si mette in una posizione che non può che portare alla dura condanna», gli ha risposto il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi. Il voto della plenaria di ieri si è tenuto a scrutinio segreto su richiesta di Esn, Patrioti per l’Europa e Ecr. Probabilmente perché sono stati proprio i partiti a destra dell’emiciclo l’ago della bilancia nella votazione, in particolare il Ppe che in altre occasioni aveva, invece, dimostrato di considerare S&D e Renew partner meno indispensabili di prima.

La richiesta di verifica nei confronti di Esn parte da una lettera scritta dal direttore dell’Autorità per i partiti politici, Pascal Schonard, e inviata il 22 maggio alle principali istituzioni Ue, Parlamento, Consiglio dell’Unione europea e Commissione, dopo aver elaborato un ampio dossier con le violazioni che i membri di Europa delle nazioni sovrane avrebbero compiuto: mancato rispetto dello Stato di diritto, della libertà, della tutela delle minoranze, della democrazia, come quando – si legge nel rapporto – alcuni sostenitori di Vazrazhdane, il partito ultranazionalista bulgaro vicino a Mosca, avrebbero incendiato la porta dell’edificio che ospita la Rappresentanza della Commissione europea e l’Ufficio del Parlamento europeo a Sofia, per fare solo un esempio tra i tanti episodi citati.

«I soldi europei non possono finire nelle casse di organizzazioni neofasciste che attaccano l’uguaglianza e i diritti umani. Non è censura, è rispetto delle regole. Ora sarà la stessa autorità indipendente a valutare il caso. Ma il principio è chiaro: nessun euro pubblico a chi calpesta i valori fondamentali su cui l’Unione è nata», ha commentato l’eurodeputato Pd Alessandro Zan subito dopo i risultati del voto. «Si tratta di un passo necessario e atteso da tempo. Non ci devono essere finanziamenti pubblici per chi incita all’odio e al razzismo», ha detto anche Martin Schirdewan, co-presidente di The Left, il gruppo che lo scorso 9 giugno aveva preparato il testo per invitare gli altri europarlamentari ad andare avanti con la richiesta all’Appf per verificare la coerenza di Esn ai valori Ue, che ha portato al passaggio procedurale di oggi: il voto dell’europarlamento.

Ora l’Autorità deve comunicare all’Esn l’avvio della procedura, invitando il partito a presentare le proprie osservazioni e dandogli la possibilità di adottare misure correttive. Scaduto il termine, l’Appf trasmetterà il fascicolo al Comitato di personalità indipendenti che esprimerà il proprio parere. Solo una volta ricevuto e tenendone conto, l’Autorità deciderà se Esn rispetta i requisiti. O se la violazione dei valori Ue è così «grave e manifesta» da portare alla sua cancellazione dal registro dei partiti politici europei.

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