La Russia ha lanciato nella notte tra sabato 23 e domenica 24 maggio un massiccio attacco contro l’Ucraina, colpendo Kiev, la regione attorno alla capitale e diverse aree del centro del paese. Secondo le autorità locali ucraine, i bombardamenti hanno causato almeno quattro morti e oltre 60 feriti nella capitale e nei dintorni. Mosca ha confermato di avere usato anche un missile balistico ipersonico Oreshnik, in grado di trasportare testate nucleari.

Nella regione della capitale sono morte altre due persone e nove sono rimaste ferite, tra cui una bambina «che non ha nemmeno un anno», secondo il capo dell’amministrazione regionale Mykola Kalashnyk.

I bombardamenti hanno colpito anche il centro dell’Ucraina. Nella regione di Dnipropetrovsk ci sono stati almeno sette feriti, mentre nella regione di Cherkasy le autorità locali hanno riferito di undici feriti.

Il ministero della Difesa russo ha definito l’operazione una rappresaglia per i raid ucraini contro infrastrutture civili in Russia. Secondo Mosca, nelle ultime 24 ore sono state colpite infrastrutture ucraine legate alla raffinazione petrolifera, all’energia e ai trasporti. Il ministero ha sostenuto che «tutti gli obiettivi previsti sono stati colpiti» e che i raid hanno preso di mira anche strutture di comando militare ucraine, basi aeree e imprese dell’industria della difesa.

Nel comunicato citato da Interfax, la Russia ha detto di avere impiegato missili balistici Oreshnik, missili aerobalistici Iskander, missili ipersonici Kinzhal, missili da crociera Tsirkon e droni. L’Oreshnik è il più recente missile ipersonico russo a capacità nucleare ed è stato dispiegato da Mosca in Bielorussia, paese alleato che confina con Polonia, Lituania, Lettonia e Ucraina.

Sabato 23 maggio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva avvertito che Kiev stava osservando «segnali di preparazione per un attacco combinato contro il territorio ucraino, inclusa Kiev», con l’impiego di diversi sistemi d’arma, tra cui proprio l’Oreshnik. Zelensky aveva invitato la popolazione a «comportarsi responsabilmente» e a raggiungere i rifugi in caso di allarme. Anche l’ambasciata americana aveva detto di avere ricevuto informazioni su «un potenziale attacco aereo significativo» che avrebbe potuto verificarsi in qualsiasi momento.

Mosca aveva già usato l’Oreshnik due volte dall’inizio dell’invasione del 2022: nel novembre 2024 contro una fabbrica militare e nel gennaio 2026 contro un impianto aeronautico nell’ovest dell’Ucraina, vicino ai confini della Nato. In entrambi i casi, secondo le informazioni riportate dalle agenzie, i missili non trasportavano testate nucleari.

Il presidente russo Vladimir Putin aveva promesso una risposta dopo il raid con droni ucraini compiuto tra giovedì e venerdì contro edifici scolastici a Starobilsk, nella regione occupata di Lugansk. Secondo Mosca, l’attacco ha causato almeno 18 morti e oltre 40 feriti. Kiev ha negato di avere preso di mira civili, sostenendo invece di avere colpito un’unità russa di droni presente nella zona.

Zelensky ha chiesto alla comunità internazionale di aumentare la «pressione» sulla Russia per impedirle di lanciare attacchi di questo tipo e ha avvertito che l’Ucraina «risponderà pienamente e in modo equivalente a ogni attacco russo».

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