Costretti a prostrarsi a terra, insultati, trascinati con violenza. E insultati dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir che li definisce «terroristi» e urla «Siamo noi i padroni». Il governo Meloni convoca l’ambasciatore: «Dignità violata». Il capo dello Stato: «Livello infimo». Tajani: «Superate le linee rosse»
Prima si vede un’attivista, Cat Graham, irlandese, spinta a terra con veemenza per aver gridato «Free Palestine». Poi si vede Itamar Ben-Gvir, il ministro della Sicurezza nazionale, d’estrema destra, sventolare una bandiera israeliana mentre dice: «Benvenuti. Qui siamo noi i padroni». Attorno a lui, in una tensostruttura al porto di Ashdod, oltre alle forze di sicurezza con le armi puntate, le centinaia di persone (dovrebbero essere 428) fermate durante l’abbordaggio, durato circa 35 ore, delle 52 barche della Global Sumud Flotilla a largo di Cipro. Sono arrivate nella mattinata del 20 maggio, dopo aver viaggiato a bordo delle navi-prigione della Marina israeliana.
Gli attivisti, medici, insegnanti, giornalisti, cittadini di almeno 40 paesi diversi nel mondo (29 gli italiani), non sono solo inginocchiati a terra. Ma piegati su loro stessi affinché la faccia tocchi il pavimento, con le mani legate da fascette di plastica.
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«Non lasciatevi turbare dalle loro urla. Sono arrivati pieni di orgoglio, come grandi eroi. Guarda come sono ridotti adesso. Sono sostenitori del terrorismo. Dico al primo ministro Netanyahu: lasciateli con me per molto tempo ancora. Mandateli nelle prigioni dei terroristi», grida ancora il ministro nel video che lui stesso ha voluto rendere pubblico, in cui si vedono anche alcune delle persone bloccate in uno Stato in cui non avevano nessuna intenzione di andare, tra cui l’ex consigliera del Comune di Firenze Antonella Bundu, trascinate con violenza dalle forze di polizia che spingono le loro teste verso il basso.
Immediate le reazioni degli avvocati dell’ong Adalah, che fanno sapere di essere riusciti a mettersi in contatto con le persone trattenute in Israele dopo le difficoltà iniziali. E della Global Sumud Flotilla, che definisce quello di Ben-Gvir un comportamento «vergognoso e riprovevole. La comunità internazionale deve adottare misure urgenti per proteggere i membri della Flotilla da questa condotta brutale e illegale». E ancora: «Che le istituzioni trovino almeno un po’ della dignità mostrata dalla giovane donna che nonostante la violenza della situazione ha avuto il coraggio di urlare in faccia al ricercato internazionale Ben-Gvir “Free Palestine” prima di essere trascinata via dalle sue SS», aggiunge la portavoce della delegazione italiana di Gsf, Maria Elena Delia.
Non si fanno attendere neanche le reazioni dei governi. La Turchia descrive come «violenta e barbarica» la mentalità del governo Netanyahu. La Francia convoca l’ambasciatore israeliano. Lo stesso fa l’Italia, dove la condanna per Ben-Gvir e la richiesta che Israele rispetti diritto internazionale e diritti umani arrivano, seppur con sfumature diverse, da maggioranza e opposizione, oltre che dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che definisce le azioni del ministro israeliano un «trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo».
La premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, per cui questa volta Israele «ha superato la linea rossa», comunicano subito di stare compiendo «ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. L’Italia pretende delle scuse».
Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto risponde: «Noi ci vantiamo di altro, ministro. Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l’abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno», dice prima di ribadire che il memorandum d’intesa tra Italia e Israele per la difesa e il settore militare non si rinnoverà automaticamente, anche se, con lo Stato ebraico, restano aperti i canali diplomatici. «Grave e inaccettabile» il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla anche per la presidente dell’Ucei Livia Ottolenghi: «Le azioni del ministro in questa circostanza danneggiano Israele e le sue ragioni».
Schlein: ora sanzioni
Per la segretaria del Pd Elly Schlein «le immagini degli attivisti sequestrati, ammanettati, inginocchiati e derisi dal ricercato dalla Corte penale internazionale Ben-Gvir sono agghiaccianti. Servono sanzioni per il governo di Netanyahu e i suoi ministri estremisti». Sempre dal Pd anche l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando è duro: «Netanyahu per prendere le distanze da Ben-Gvir mette in fila tre menzogne: la prima è che ci sia stato un sostegno ad Hamas da parte della Flottilla, la seconda è che si siano preservate le acque territoriali mentre la Flottilla è stata fermata in acque internazionali e la terza richiama i valori di Israele».
Va oltre Giuseppe Conte, presidente del M5S, il partito a cui appartiene l’unico parlamentare imbarcato con la Flotilla, Dario Carotenuto, ora tra i detenuti ad Ashdod: «Le chiacchiere del governo e dell’Europa stanno a zero se, a fronte del genocidio e di una lista enorme di atti illegali non si straccia ogni accordo con il governo criminale di Netanyahu e non si impongono sanzioni contro chi ha calpestato anche l’ultimo briciolo di diritto internazionale e di umanità».
Che sia ora di passare dalle parole ai fatti lo chiarisce anche Angelo Bonelli, Avs, dalla conferenza stampa che nella mattinata del 20 maggio gli organizzatori di Gsf hanno indetto davanti a Montecitorio, a cui hanno partecipato anche il deputato M5s Riccardo Ricciardi e il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury, oltre a Tatiana Montella, legale di Gsf: «L’unica cosa da fare è sanzionare Israele duramente. Di fronte al genocidio, alla pulizia etnica, non è più ammissibile: c’è un problema che riguarda anche la complicità politica e morale del governo Meloni».
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