Notte di tensione e violenze a Belfast, nell’Irlanda del Nord, dove le proteste anti-immigrazione sono degenerate in violenza. Le manifestazioni sono scoppiate dopo il grave accoltellamento del quarantenne Stephen Ogilvie avvenuto l’8 giugno alle 22.30 e attribuito a Hadi Alodid, rifugiato trentenne proveniente dal Sudan, che l’avrebbe aggredito con un coltello, ferendolo gravemente al volto, al collo e alla schiena.

Il video dell’aggressione è stato diffuso sui social generando, ora dopo ora, appelli sempre più violenti alla protesta.

L’estrema destra fomenta la violenza

Tra gli inviti a scendere in piazza anche quelli di numerosi leader dell’estrema destra come Stephen Yaxley-Lennon, conosciuto come Tommy Robinson, il deputato del Regno Unito Rupert Lowe che ha diffuso immagini dell’aggressione e il ceo di Tesla, proprietario di X Elon Musk che tra i post che, sul suo social, ha dedicato all’accaduto ha scritto: «Solo protestando RIPETUTAMENTE e A GRAN VOCE ci sarà qualche cambiamento!!», dopo aver pubblicato la lista delle aree in cui le proteste si stavano diffondendo.

Così, con il passare delle ore e il crescere del numero di condivisioni sui social, la rabbia per l’aggressione si è trasformata in una mobilitazione anti-immigrazione e centinaia di manifestanti, molti dei quali incappucciati e con il volto coperto, sono scesi per le strade della Capitale incendiando automobili, abitazioni e devastando alcuni quartieri della città. È stato bruciato anche un autobus di linea, danneggiate attività commerciali frequentate da stranieri, mentre un negozio di alimentari mediorientale è stato dato alle fiamme, riportano i media locali. Due agenti delle forze dell’ordine sarebbero rimasti feriti durante gli scontri. Tre i manifestanti fino ad ora arrestati. Un video diffuso da Bbc, mostra alcuni cittadini costretti a scappare dalle proprie case mentre divampa un incendio. Politici e leader religiosi hanno denunciato episodi di chiara matrice razzista, sostenendo che alcune famiglie sarebbero state costrette a lasciare le proprie case esclusivamente per il colore della pelle.

La condanna della politica
 

La premier nordirlandese Michelle O'Neill ha condannato duramente le violenze, definendole «teppismo puro e semplice» e sottolineando che il brutale accoltellamento non può essere utilizzato come pretesto per colpire persone innocenti. Anche il Primo ministro britannico Keir Starmer, che già qualche giorno fa aveva accusato Musk di "provocare divisioni" per aver alimentato la polemica sull’omicidio del 18enne Henry Nowak, ha ribadito la linea della tolleranza zero contro i disordini che ha definito «scioccanti e del tutto inaccettabili», prima di ringraziare, invece, i cittadini e i primi soccorritori che sono intervenuti per fermare l'assalitore durante l'accoltellamento dell’8 giugno.

«Comprendiamo che le persone possano sentirsi travolte dalla rabbia e dalle emozioni. Ma per favore, lasciate che il Psni (la polizia ndr) faccia il proprio lavoro senza ostacoli e senza essere distratta da più ampie preoccupazioni che potrebbero esserci sui disordini. La sfida che affrontiamo con la natura tossica dell’ambiente online di oggi è che le persone vengono incitate da soggetti senza volto che non sanno nulla di questo luogo straordinario e vivace. Non fatevi ingannare o raggirare da persone online», ha aggiunto il capo delle forze della Police Service of Northern Ireland, Jon Boutcher durante una conferenza stampa.  

Il capo della polizia ha poi anche spiegato che al sospettato era stato concesso il permesso di restare nel Regno Unito il 28 settembre 2023: «Sono stato informato che dal Sudan è arrivato a Parigi in date non note, e da Parigi ha volato a Dublino in una data ancora da determinare». In seguito, il 10 febbraio, avrebbe viaggiato da Dublino a Belfast in autobus, dove ha fatto richiesta d’asilo: «Non c’è traccia di questo sospettato in nessuno dei nostri database di sicurezza nazionale. Sono stato in contatto diretto con il responsabile della polizia antiterrorismo nel Regno Unito. In questa fase non abbiamo informazioni che suggeriscano un legame con il terrorismo».

Sebbene il sospettato dell’aggressione, Alodid, sia accusato di tentato omicidio e sia in custodia cautelare dopo essere comparso in tribunale, la tensione a Belfast resta alta. Per la serata del 10 giugno sono previste nuove proteste e, in via precauzionale, per la giornata, sono rimaste chiuse anche le scuole. Le comunità di migranti hanno raccontato ai media locali di vivere nel timore di essere prese di mira.

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