Nella notte centinaia di manifestanti, anche a volto coperto, hanno riempito le strade della Capitale dell’Irlanda del Nord dando fuoco a veicoli e proprietà dopo che un uomo sudanese di 30 anni ha aggredito gravemente un residente locale. Appelli a scendere in piazza sono arrivati anche da gruppi di estrema destra
Notte di tensioni e violenze a Belfast, nell’Irlanda del Nord, dopo il grave accoltellamento di un uomo avvenuto lunedì sera e attribuito a un richiedente asilo sudanese. Centinaia di manifestanti, molti dei quali a volto coperto, sono scesi per le strade della Capitale dando origine a scontri con la polizia e ad atti vandalici che hanno provocato incendi in diverse abitazioni. Bruciati anche un autobus di linea, un supermercato e automobili. Diversi cittadini sono stati evacuati dalle proprie case mentre le fiamme sono divampate in alcuni quartieri della città.
Le proteste sono esplose dopo l’arresto di un uomo sudanese di 30 anni, accusato di tentato omicidio per aver aggredito con un coltello un residente locale, ferendolo gravemente al volto, al collo e alla schiena. La vittima, identificata dai media locali come Stephen Ogilvie, è in ospedale in condizioni gravi. Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il sospettato sarebbe un richiedente asilo al quale era stato successivamente riconosciuto lo status di rifugiato e un permesso di soggiorno nel Regno Unito.
Con il passare delle ore, la rabbia per l'aggressione si è trasformata in una mobilitazione anti-immigrazione che ha preso di mira, stando a diverse testimonianze, abitazioni e strutture abitate da migranti. Politici e leader religiosi locali hanno denunciato episodi di chiara matrice razzista, sostenendo che alcune famiglie sarebbero state costrette a lasciare le proprie case esclusivamente per il colore della pelle.
In alcune zone della città, gruppi di manifestanti hanno danneggiato attività commerciali frequentate da stranieri, mentre un negozio di alimentari mediorientale è stato dato alle fiamme.
La premier nordirlandese Michelle O'Neill ha condannato duramente le violenze, definendole «teppismo puro e semplice» e sottolineando che il brutale accoltellamento non può essere utilizzato come pretesto per colpire persone innocenti. Anche la sua vice, Emma Little-Pengelly, ha invitato alla calma, ribadendo che la violenza non risolve i problemi e finisce per danneggiare le stesse comunità locali.
Il deputato di Belfast Nord, John Finucane, ha definito la violenza scaturita dalle proteste in Irlanda del Nord «spregevole» e «inaccettabile». «Le scene cui stiamo assistendo questa sera sono vergognose e non hanno posto nelle nostre strade. Case di famiglie e attività commerciali attaccate, auto e autobus incendiati e parti della nostra comunità in fiamme», ha dichiarato prima di aggiungere che «il disgusto e l'orrore per il terribile tentato omicidio» sono comprensibili. Tuttavia «nessuno ha il diritto di diffondere paura, terrorizzare famiglie innocenti o portare disordine e illegalità nelle nostre strade. Queste azioni, che mirano ad alimentare paura, divisione e tensione, sono completamente inaccettabili». Per Finucane l’attenzione dovrebbe rimanere concentrata sul sostegno alla vittima dell'aggressione, «stando al fianco della sua famiglia e assicurandosi che il responsabile venga assicurato alla giustizia».
Ad alimentare le proteste anche gli appelli diffusi online da gruppi legati all’estrema destra: un post dell'estremista Tommy Robinson è stato rilanciato su X da Elon Musk con tanto di invito a scendere in strada. Dura anche la condanna da parte del governo laburista del premier Keir Starmer.
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