L’ex presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol è stato condannato all’ergastolo dal tribunale distrettuale di Seul, accusato di insurrezione per aver tentato di imporre la legge marziale il 3 dicembre 2024. A riportare la notizia l’agenzia Yonhap. I procuratori speciali avevano chiesto la condanna alla pena di morte, prevista nel paese ma bloccata da una moratoria dal 1997.

Secondo i giudici, l’ex presidente ha pianificato il tentativo di sovvertire l’ordine costituzionale, con il coinvolgimento di numerosi funzionari e senza mostrare segni di pentimento. A sostenere Yoon migliaia di persone radunate fuori dal tribunale. 

Non è l’unica condanna ricevuta da Yoon: in un altro procedimento, che si è concluso il 16 gennaio, era stato condannato a cinque anni di reclusione per aver tentato di ostacolare il proprio arresto dopo la sua messa in stato di accusa da parte del parlamento, che ha portato alla destituzione e a elezioni anticipate vinte dall’attuale presidente coreano, Lee Jae-myung.

Le condanne

Nell’ambito del procedimento sono stati condannati anche l’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun, a 30 anni di reclusione, e l’ex primo ministro Han Duck-soo a 23 anni. L’ex ministro dell'Interno, Lee Sang-min, ha ricevuto una condanna di sette anni. Roh Sang-won, ex comandante dell'intelligence, dovrà scontare 18 anni di reclusione, mentre l’ex capo della polizia Cho Ji-ho è stato condannato a 12 anni. Dieci anni per l’ex capo della polizia metropolitana, Kim Bong-sik e tre anni per l’ex capo delle guardie di polizia dell’Assemblea nazionale, Mok Hyun-tae.

Secondo i media, Yoon potrebbe presentare ricorso, portando il caso fino alla Corte suprema. Gli imputati, ha fatto sapere il tribunale, hanno tempo una settimana per presentare appello.

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