Martedì un drone russo, entrato nello spazio aereo della Moldavia, ha ritardato la partenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky da Chișinau verso Oslo. Secondo quanto il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store ha riferito alla tv pubblica Nrk, l’aereo di Zelensky sarebbe stato «quasi colpito» dal drone, senza aggiungere dettagli. Il dato accertato è che la Moldavia ha chiuso temporaneamente il proprio spazio aereo dopo l’ingresso di due droni russi: uno è caduto in un campo a nord della capitale, provocando un incendio, l’altro ha proseguito verso lo spazio aereo romeno. Il volo di Zelensky è stato autorizzato a partire solo dopo la fine dell’allarme.

Il presidente ucraino era diretto in Norvegia per partecipare ai funerali di re Harald V, morto il 28 agosto. A Oslo ha incontrato Store e i rappresentanti di alcune aziende europee della difesa. Al centro dei colloqui, la richiesta ucraina di nuovi intercettori per i sistemi Patriot e il programma Freyja, con cui Kiev e i partner europei lavorano allo sviluppo di nuove capacità antibalistiche. Zelensky ha chiesto anche sostegno energetico in vista dell’inverno, mentre gli attacchi russi contro le città ucraine sono tornati ad aumentare.

Nelle ultime ore il confronto si è intensificato anche sul territorio russo. Il ministero della Difesa di Mosca sostiene di avere abbattuto nella notte 448 droni ucraini in diverse regioni. Sul fronte ucraino, mercoledì nuovi raid russi hanno colpito Kiev, Sumy e la regione di Odessa. Secondo le guardie di frontiera ucraine, nelle ultime settimane la Russia ha colpito cinque valichi, quattro verso la Moldavia e uno verso la Romania, aumentando la pressione sulle rotte terrestri utilizzate da Kiev.

© Riproduzione riservata