Il tribunale di Ashkelon ha prorogato di sei giorni la detenzione di due attivisti della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza, il cittadino brasiliano Tiago Avila e Saif Abu Kashek, un palestinese residente in Spagna, fermati e interrogati in Israele. I due sono stati catturati al largo della costa di Creta, arrestati e portati in Israele.

Avila e Abu Keshek erano tra gli oltre 170 arrestati da Israele quando la flottiglia è stata intercettata in acque internazionali, vicino a Creta, tra il 29 e il 30 aprile scorsi.

«Il tribunale ha autorizzato la loro detenzione fino a domenica mattina» ha detto Miriam Azem, coordinatrice per la difesa dei diritti umani a livello internazionale presso l'ong israeliana Adalah. Gli attivisti sono sospettati da Israele di aver aiutato il nemico in guerra, di aver avuto contatti con un agente straniero, di appartenere a un'organizzazione terroristica e di averle fornito servizi, nonché di aver trasferito beni a un'organizzazione terroristica.

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I due – portati in tribunale in catene – hanno iniziato da giorni uno sciopero della fame. In una lettera alla figlia, Avila ha raccontato di essere stato sottoposto a ripetuti interrogatori, (di oltre otto ore) e di essere stato anche minacce di morte. Gli avvocati del centro Adalah hanno visitato i due attivisti e in una nota raccontano il loro stato di detenzione, caratterizzato anche da abusi fisici: «Le celle sono sottoposte a un'illuminazione costante ad alta intensità 24 ore su 24. Vengono tenuti bendati in ogni momento, anche durante le visite mediche».

Il team legale di Sumud ha già presentato due esposti alla procura di Roma e un ricorso d’urgenza per chiedere alla Corte europea dei diritti dell’uomo l’emissione di misure cautelari che spingano l’Italia ad agire per Thiago e Saif. Un grido a cui si è unita l’opposizione. Piazzale Clodio a questo punto indaga per sequestro di persona. 

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