A questo ritmo le Nazioni Unite finiranno i soldi entro la fine del mese di agosto. L’allarme viene da Chandramouli Ramanathan, sottosegretario generale dell’Onu per la pianificazione dei programmi, le finanze e il bilancio. «Anche con il bilancio ordinario, stiamo operando con pochissime risorse finanziarie. Non abbiamo liquidità oltre agosto e settembre. I soldi sono finiti. Attendiamo le donazioni per poter sopravvivere oltre settembre. Quindi, in ogni caso, è molto probabile che chiuderemo l’anno a zero, il che significa sopravvivere a stento con un bilancio ridotto», ha spiegato il sottosegretario generale. A cosa è dovuta questa crisi. Ci sono due elementi che hanno inciso sui fondi ricevuti dall’Organizzazione internazionale. Il primo è la riduzione dei finanziamenti inviati dagli Stati membri, pesano soprattutto sul bilancio i soldi di Cina e Stati Uniti. I due paesi rispettivamente contribuiscono al 20 e al 22 per cento del bilancio complessivo.

Più volte l’amministrazione di Donald Trump ha criticato l’organismo e ha annunciato che avrebbe tagliato i fondi, non condividendo soprattutto la linea politica assunta dal Segretario generale Antonio Guterres. Non solo, già a gennaio del 2026 la Casa Bianca ha deciso di ritirarsi da decine di organismi legati alle Nazioni Unite, rimaste con meno fondi a disposizioni rispetto al previsto.

L’altro elemento che ha colpito duramente il bilancio dell’Onu è un vecchio regolamento, ora modificato, che prevedeva il rimborso ai singoli stati dei fondi non utilizzati. Tuttavia, i soldi venivano restituiti sulla base di quelli che avrebbero dovuto versare e non a quelli realmente trasferiti all’Onu.

A maggio le Nazioni Unite avevano pubblicato un rapporto dettagliato sulle loro risorse finanziarie, secondo cui Washington deve pagare 4.3 miliardi di dollari in totale e la Cina ne deve 1.3 miliardi. Soldi indispensabili per finanziare debiti sugli oneri ordinari, le missioni di peacekeeping in giro per il mondo e i tribunali internazionali.

© Riproduzione riservata