Intercettazioni nei cieli dei paesi del Golfo. Due persone uccise nel sud di Beirut, sei feriti a Tel Aviv. Colpito un gasdotto presso una centrale elettrica a Khorramshahr, nel sud-ovest dell'Iran
Nonostante l’annuncio di Donald Trump sulle trattative in corso con l’Iran per raggiungere un accordo di pace, la guerra è proseguita anche nell’ultima notte, a quasi un mese dall’inizio delle ostilità. In Iraq è stato ucciso un comandante delle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf), due missili hanno colpito in Iran un gasdotto presso una centrale elettrica a Khorramshahr, nel sud-ovest del paese. L’Idf ha ucciso due persone in una serie di raid nel sud di Beirut.
A Tel Aviv, invece, si contano sei feriti nell’ultima ondata di attacchi iraniani. Diverse le intercettazioni di missili e droni di Teheran nei cieli dei paesi del Golfo. Al momento, quindi, gli attacchi proseguono in attesa di capire se si arriverà veramente a un’intesa tra gli Stati Uniti e il regime iraniano. Secondo i media lo stato ebraico non è coinvolto nelle trattative, affidate per il momento a tre paesi mediatori: Pakistan, Turchia ed Egitto.
PUNTI CHIAVE
12:02
Iran, nominato il successori di Larijani
07:31
Il prezzo del petrolio sale ancora sopra i 100 dollari
07:24
Gli attacchi nella notte
Guardian, Israele: "Assumiamo il controllo del sud del Libano"
Il quotidiano britannico Guardian ha pubblicato una notizia che confermerebbe le mire espansionistiche di Tel Aviv sul sud del Libano, come affermato da ieri dal ministro delle Finanza Benzalel Smotrich. “Tutti e cinque i ponti sul Litani sono stati fatti saltare in aria, e l'Idf controllerà il resto dei ponti e la zona di sicurezza fino al Litani” ha infatti dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Katz, avvertendo che “centinaia di migliaia di residenti” libanesi non potranno tornare a sud del fiume “finché non sarà garantita la sicurezza” nel nord di Israele. La zona di sicurezza è un'area di 30 km dal confine nord di Israele.
Qatar: "Non siamo coinvolti nei negoziati"
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majid Al-Ansari, ha dichiarato che il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo da parte di Stati Uniti e Iran di porre fine alla guerra. “Il nostro obiettivo è porre fine agli attacchi contro il nostro Paese e difendere il nostro territorio” ha detto il ministro in conferenza stampa.
Libano, espulso l'ambasciatore iraniano
Il governo libanese ha deciso di espellere l'ambasciatore iraniano; dandogli tempo fino a domenica per lasciare il paese dei Cedri.
Iran, nominato il successori di Larijani
Il regime iraniano ha nominato il successore di Ali Lairjani, il più alto funzionario in carico per la sicurezza, ucciso una settimana fa in un attacco israeliano. Lo riferisce l'agenzia di stampa Mehr, secondo cui il nuovo segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano è ora Mohammad Bagher Zolghadr. Costui ha ricoperto la carica di segretario del Consiglio per il Discernimento. La nomina è stata approvata dalla nuova Guida suprema, Mojtaba Khamenei.
Il governo del Pakistan: "Disponibili per ospitare colloqui"
"Se le parti lo desiderano, Islamabad è sempre disposta a ospitare colloqui", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Tahir Andrabi. "Ha sempre sostenuto il dialogo e la diplomazia per promuovere la pace e la stabilità nella regione". Ieri tre paesi - Pakistan, Turchia e Egitto - avevano dato la disponibilità per attivare concretamente la possibilità di intavolare delle trattative diplomatiche tra Stati Uniti e Iran. Non ci sono state conferme da parte dei governi di Washington e Teheran, anche se nei giorni scorsi questi paesi avrebbero mediato dei messaggi per cercare di avvicinare la trattativa. Quello che appare quasi certo è che il capo dell'esercito pakistano - il feldmaresciallo Asim Munir - ha parlato con il tycoon domenica scorsa. Mentre il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto interlocuzioni telefoniche con il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, lunedì. Anche il più alto funzionario diplomatico del Pakistan, il ministro degli Esteri Ishaq Dar, si è mobilitato contattando telefonicamente il suo omologo turco e iraniano.
Il ministro della Difesa israeliano Katz: "L'Idf continuerà a operare nel Sud del Libano"
Il ministro della Difesa Israel Katz - durante un incontro con i vertici militari - ha dichiarato che: "L'Idf continuerà a operare in Libano con tutta la sua forza contro Hezbollah. Centinaia di migliaia di residenti del Libano meridionale, evacuati verso nord, non faranno ritorno a sud del fiume Litani finché non sarà garantita la sicurezza dei residenti del nord". L'invasione del paese dei Cedri - avvenuta durante il conflitto iraniano - ha causato dal 2 marzo più di mille vittime. Ieri, il ministro delle Finanze di Tel Aviv, Smotrich, aveva detto che il fiume Litani - confine naturale che delimita lo spazio territoriale della milizia filo-iraniana sciita Hezbollah - "dovrebbe essere il confine tra noi e il Libano. Così come controlliamo il 55 per cento della Striscia di Gaza, dovremmo fare lo stesso in Libano".
Hezbollah lancia 30 razzi contro Israele
Una raffica di circa 30 razzi lanciati da Hezbollah ha colpito la zona della baia di Haifa, nel nord di Israele. Lo riportano i media locali, aggiungendo che non ci sono stati feriti. Secondo l'esercito, la maggior parte dei razzi è stata intercettata dalla difesa aerea e non ci sono segnalazioni immediate di impatti in aree residenziali.
Francia, Macron convoca nuovo Consiglio di Difesa per oggi pomeriggio
Il presidente Emmanuel Macron ha convocato una nuova riunione del Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale per oggi pomeriggio. La riunione sarà dedicata alla "situazione in Iran e in Medio Oriente", come annunciato dal Palazzo dell'Eliseo. Questa nuova riunione del Consiglio di Difesa, che riunisce ministri e funzionari responsabili delle questioni di sicurezza - l'ultima si è tenuta il 17 marzo - avrà luogo alle 17.30. La convocazione giunge mentre Donald Trump, con un clamoroso dietrofront, ha menzionato "negoziazioni" con un funzionario iraniano non meglio identificato.
Iran: media Teheran, 6 morti e 9 feriti in raid nella notte a Tabriz
Attacchi aerei condotti nella notte da Stati Uniti e Israele hanno colpito diverse zone residenziali nella provincia nord-occidentale di Tabriz, in Iran. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui nei raid, che hanno distrutto completamente diverse unità abitative, sono morte almeno sei persone e sono rimaste ferite altre nove.
Iran: media, 14 morti in raid Usa contro i miliziani in Iraq
Quattordici persone sono morte in un raid degli Stati Uniti contro le Forze di Mobilitazione Popolare, allineate all’Iran, nella provincia di Anbar, nell'ovest dell'Iraq. Lo riporta Al Jazeera, sottolineando che l'attacco ha colpito il quartier generale del comando operativo della coalizione di milizie armate.
Israele colpisce Teheran dopo i razzi su Tel Aviv
Dopo l'attacco missilistico iraniano, con almeno un missile con una testata da 100 chilogrammi di esplosivo che ha causato almeno 6 feriti e ingenti danni nel cuore di Tel Aviv, le forze israeliane stanno colpendo lanciatori di missili e infrastrutture nell'Iran occidentale. Lo riferiscono i media israeliani.
Regno Unito: no all'uso delle basi per attaccare infrastrutture energetiche
Il Regno unito non permetterà agli Stati uniti di usare basi britanniche per attacchi contro infrastrutture energetiche iraniane, ha dichiarato il ministro della Difesa John Healey. "L'uso di basi britanniche da parte degli Stati uniti è autorizzato a fini difensivi; questo non include attacchi contro centrali elettriche iraniane", ha affermato Healey in Parlamento
Pakistan: "Colloqui Teheran-Usa? Siamo pronti se c'è la volontà delle parti"
Il Pakistan è "sempre pronto a ospitare colloqui" a patto che "le parti lo desiderino". Lo ha confermato alla Bbc il portavoce del ministero degli Esteri di Islamabad, Tahir Andrabi, all'indomani delle indiscrezioni secondo cui potrebbe esserci in Pakistan un incontro tra delegazioni di Usa e Iran. Il portavoce non ha confermato se ci siano stati contatti sui possibili colloqui. Il Pakistan, si è limitato a dire, "ha sempre sostenuto il dialogo e la diplomazia per promuovere pace e stabilità nella regione".
Il prezzo del petrolio sale ancora sopra i 100 dollari
Il prezzo del petrolio Brent è risalito sopra i 100 dollari al barile, all'indomani di un crollo superiore al 10 per cento in seguito alla decisione di Donald Trump di rinviare nuovi attacchi contro l'Iran, dopo aver definito "ottimi" i colloqui con Teheran. Il Brent è salito del 2,9 per cento a 102,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha registrato un balzo del 3,5 per cento a 91,20 dollari.
Gli attacchi nella notte
L'Arabia Saudita ha abbattuto 19 droni in una regione petrolifera. Sette linee elettriche ad alta tensione in Kuwait sono state danneggiate da schegge provenienti da operazioni di difesa aerea, durante le ultime intercettazioni. Anche il Bahrein ha segnalato alcuni attacchi. In Iraq un comandante delle Forze di mobilitazione popolare (Fmp) è stato ucciso in un attacco statunitense ad Anbar, nell'ovest del paese. Due razzi hanno colpito un gasdotto presso una centrale elettrica a Khorramshahr, nel sud-ovest dell'Iran, e gli edifici amministrativi di una stazione di servizio a Isfahan, nel centro del paese. Israele, intanto, ha preso di mira sette quartieri nella periferia sud di Beirut causando due morti. In mattinata i Pasdaran hanno risposto con una nuova ondata di attacchi, ferendo sette persone a Tel Aviv.
I paesi del Golfo potrebbero intervenire contro l'Iran
Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, Riad ha recentemente accettato che le forze americane utilizzino la base aerea di King Fahd. Una svolta significativa, dato che finora il regno aveva assicurato di non voler consentire l'uso del proprio territorio o del proprio spazio aereo per attacchi contro l'Iran. Ma anche gli Emirati Arabi Uniti stanno assumendo una postura più aggressiva, il timore è che l'Iran possa consolidare una leva strategica sullo Stretto di Hormuz, snodo vitale per i propri mercati. Non è escluso, quindi, che dal Golfo partino attacchi contro il regime.
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