Fiato sospeso per un’improvvisa ipotesi di accelerazione nelle trattative testimoniata dalla scelta del presidente di sospendere l’operazione ideata per scortare le navi commerciali nello Stretto. Secondo Axios, Usa e Iran sono a un passo da un memorandum di fine conflitto
Donald Trump ha annunciato a sorpresa una «breve» sospensione di Project Freedom – l’operazione per scortare le navi commerciali nello Stretto – per «verificare se l'accordo con l’Iran possa essere finalizzato». Secondo il presidente, infatti, «sono stati compiuti grandi progressi» in questo senso. Conferme arrivano da Axios: citando due ufficiali Usa e due fonti informate, il sito riporta che Washington e Teheran sarebbero a un passo da un accordo per la cessazione delle ostilità. A quel punto, potrebbe ripartire la fase due, con al centro delle trattative Hormuz, nucleare iraniano, sanzioni e fondi congelati all’Iran.
La decisione di Trump è stata annunciata al solito in un post sul social Truth ed è stata presa «di comune accordo» e «alla luce della richiesta avanzata dal Pakistan e da altri paesi, dell’enorme successo militare ottenuto durante la campagna contro l’Iran e, inoltre, dei notevoli progressi compiuti verso il raggiungimento di un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani». Anche i mercati ringraziano: le borse sono in rialzo e il petrolio Brent è tornato poco sopra i 100 dollari a barile.
Il blocco navale Usa nell'area rimane comunque in vigore. Dall’altro lato della barricata, il regime iraniano esplora altre sponde. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha incontrato a Pechino il suo omologo cinese, Wang Yi. Nelle ultime settimane, Araghchi ha intrapreso una serie di incontri diplomatici per raccogliere sostegno internazionale e porre fine al conflitto.
Il viaggio in Cina è particolarmente significativo, visto che l'arrivo del funzionario iraniano a Pechino avviene circa una settimana prima della visita prevista di Trump in Cina in programma per il prossimo 14-15 maggio, dove dovrebbe avere un vertice con l'omologo Xi Jinping.
PUNTI CHIAVE
18:45
Wsj, Usa e Iran vicini al riavvio dei colloqui. La prossima settimana a Islamabad
15:48
Media Iran, "alcune parti della proposta Usa sono inaccettabili"
15:43
Israele non sapeva che gli Usa fossero vicini a un accordo, "ci stavamo preparando all'escalation"
Netanyahu: "Pienamente coordinati con Usa. Israele più forte che mai"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in apertura della riunione del gabinetto di sicurezza di questa sera, ha ribadito che con gli Stati Uniti "c'è comunanza di intenti": ''C'è pieno coordinamento con gli Usa e il presidente Trump, non ci sono sorprese. Condividiamo obiettivi comuni, e l'obiettivo più importante è rimuovere dall'Iran tutto l'uranio arricchito''. Il Presidente Trump, ha spiegato Netanyahu, "crede di poter raggiungere questo obiettivo, in un modo o nell'altro. Noi rimaniamo preparati per qualsiasi scenario, e questa è la mia direttiva alle nostre forze di sicurezza. Israele è più forte che mai, l'Iran e i suoi alleati sono più deboli che mai'', ha aggiunto Netanyahu, come comunicato dall'ufficio del premier in una nota.
Trump, "stiamo facendo molto bene con l'Iran, non avranno l'atomica"
"Stiamo facendo molto bene con l'Iran, vediamo se vogliono l'accordo". Donald Trump, parlando alla Casa Bianca, ha rivendicato quanto fatto fino ad ora e ha ribadito che non permetterà all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare.
Trump: "La firma dell'intesa con l'Iran entro la prossima settimana"
Donald Trump ha ipotizzato che gli Usa e l'Iran possano firmare l'accordo prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio. Probabilmente in occasione dei nuovi colloqui previsti per la prossima settimana a Islamabad, come riportato dal Wall Street Journal che cita fonti vicine al dossier.
Wsj, Usa e Iran vicini al riavvio dei colloqui. La prossima settimana a Islamabad
Gli Stati Uniti e l'Iran, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, sono più vicini a una proposta per far ripartire i colloqui che potrebbero iniziare la prossima settimana a Islamabad.
Il presidente del parlamento iraniano: "Gli Usa vogliono distruggere la coesione del paese"
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che Washington sta cercando di ottenere la "resa" di Teheran attraverso una "nuova strategia" volta a "distruggere la coesione del Paese". "Il nemico, nella sua nuova strategia, cerca, attraverso un blocco navale, pressioni economiche e manipolazione dei media, di distruggere la coesione del paese per costringerci alla resa", ha affermato Ghalibaf in un messaggio vocale pubblicato sul suo canale Telegram.
Cnn, Netanyahu oggi avrà dei colloqui con gli Usa sui negoziati con l'Iran
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu terrà colloqui con funzionari dell'amministrazione Trump per comprendere meglio gli ultimi sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, secondo quanto riportato dalla Cnn, che cita una fonte israeliana a conoscenza dei dettagli. L'emittente ha spiegato che Netanyahu sta cercando aggiornamenti sullo stato dei negoziati e vorrebbe capire quali siano le proposte sul tavolo. Israele è preoccupato per possibili concessioni dell'ultimo minuto da parte degli Stati Uniti, volte a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran, aggiunge il rapporto citando la fonte.
Portaerei francese Charles-de-Gaulle si posiziona per missione a Hormuz
La portaerei francese Charles-de-Gaulle e la sua scorta passano il Canale di Suez per pre-posizionarsi nella regione del Golfo nel caso di avvio di una missione, promossa da Londra e Parigi, allo scopo di ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministero delle Forze armate a Parigi. Per l'Eliseo, si tratta del "segnale" che la coalizione è "pronta" e "capace" di garantire la "sicurezza" nello Stretto di Hormuz.
Vertice di maggioranza: "Su Hormuz con l'Europa. Valuteremo la partecipazione per lo sminamento"
Tra le questioni affrontate durante il vertice dei leader di maggioranza a Palazzo Chigi c'è anche la crisi nello Stretto di Hormuz. Durante la riunione, secondo alcune fonti di centrodestra citate dalle agenzie, è stata ribadita la volontà, già espressa dal governo, di continuare a lavorare con l'Europa nel dialogo con gli Usa per favorire una soluzione diplomatica. Si valuta anche, spiegano le stesse fonti, la disponibilità a una eventuale partecipazione a una missione internazionale per lo sminamento delle acque dello Stretto, sempre in una cornice internazionale. Non sarebbe in ogni modo, viene precisato, una missione di guerra.
Iran, "apprezziamo la proposta cinese per la pace regionale"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran "apprezza la proposta in quattro punti avanzata dalla parte cinese per il mantenimento e la promozione della pace e della stabilità a livello regionale". In un messaggio pubblicato su X, Araghchi ha dichiarato di avere avuto "colloqui positivi" a Pechino con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. "La parte iraniana si fida della parte cinese e si aspetta che continui a giocare un ruolo positivo nelal promozione della pace e nel fermare la guerra, e sostiene la creazione di una nuova architettura regionale post bellica che possa coordinare sviluppo e sicurezza", ha aggiunto il capo della diplomazia di Teheran.
Media Iran, "alcune parti della proposta Usa sono inaccettabili"
L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito, citando una "fonte ben informata", che "la proposta degli americani contiene diverse clausole inaccettabili". Lo riporta Ynet. Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano, ha definito su X i punti indicati nel memorandum, svelato da Axios, una "lista dei desideri americana" e "non una realtà".
Israele non sapeva che gli Usa fossero vicini a un accordo, "ci stavamo preparando all'escalation"
Israele non era a conoscenza del fatto che Donald Trump fosse vicino a raggiungere un accordo con l'Iran per porre fine ai combattimenti e riaprire lo Stretto di Hormuz: lo ha dichiarato un funzionario israeliano alla radio dell'esercito, ripreso dal Times of Israel. "Ci stavamo preparando a un'escalation", afferma il funzionario.
Nyp, Trump: "È troppo presto per pensare a colloqui di persona"
Interpellato dal New York Post sulla possibilità di negoziati di persona tra Teheran e Washington nel prossimo futuro, il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che è "troppo presto" per considerare una simile prospettiva.
Teheran, "stiamo valutando la proposta Usa"
L'Iran sta ancora esaminando la proposta statunitense e comunicherà la propria posizione alla parte pakistana dopo aver completato la valutazione. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei. "La proposta statunitense è ancora al vaglio dell'Iran e, una volta raggiunta una conclusione, l'Iran comunicherà il proprio punto di vista alla parte pakistana", ha dichiarato Baghaei all'agenzia Isna (Iranian Students' News Agency).
Pasdaran: "Passare per lo Stretto di Hormuz è ora possibile"
In un comunicato i Guardiani della Rivoluzione hanno affermato: "Il passaggio sicuro e stabile attraverso lo Stretto di Hormuz è ora possibile, in conformità alle procedure iraniane, dopo la scomparsa della minaccia degli aggressori". I pasdaran non hanno specificato quali nuove modalità sono previste e se includeranno il pagamento di un pedaggio.
La Mezzaluna Rossa dice di aver subito 129 milioni di dollari di danni dall'inizio della guerra
Tre elicotteri danneggiati, di cui uno "completamente distrutto", 49 veicoli di emergenza con danni subiti e 56 strutture colpite. Questo è il bollettino di guerra citato dall'agenzia iraniana Mehr e ricostruito da Meysam Afshar, segretario generale della Mezzaluna Rossa iraniana. Il danno economico complessivo ammonta a 129 milioni di dollari.
Portavoce governo francese: "La Francia non era l'obiettivo dell'attacco"
Maud Bregeon, portavoce del governo di Parigi, ha detto che la nave francese attaccata questa mattina nello Stretto di Hormuz non era il vero obiettivo. L'imbarcazione del gruppo armatoriale francese Cma Cgm, detta San Antonio, ha subito danni per i colpi subiti e parte dell'equipaggio è rimasto ferito.
Project Freedom sospeso, i mercati ringraziano: il Brent torna intorno ai 100 dollari a barile
L'ennesimo colpo di scena nella guerra scatenata in Iran dal presidente Usa Donald Trump ha inciso positivamente sui mercati. L'annuncio della sospensione del Project Freedom e lo spiraglio del memorandum d'intesa tra i due paesi in guerra hanno spinto il petrolio Brent a 102 dollari a barile (-7%), mentre le borse sono in rialzo. In particolare, respirano Parigi (+2,4%), Francoforte e Madrid (+2,2%), Londra (+2,1%).
Axios, Stati Uniti e Iran al lavoro su un memorandum per chiudere la guerra
Washington e Teheran sarebbero vicini a un accordo per chiudere il conflitto dopo 67 giorni dall'inizio dell'operazione Epic Fury. Lo riporta il sito Axios, citando due ufficiali statunitensi e due altre fonti informate, e lo conferma l'agenzia Reuters, citando fonti pakistane. Il memorandum dovrebbe portare a un cessate il fuoco definitivo, a un periodo di 30 giorni per la riapertura dello Stretto di Hormuz e alla preparazione del terreno per un ulteriore accordo sul nucleare iraniano e sulla sospensione delle sanzioni economiche a Teheran. A condurre il negoziato sul memorandum, in 14 punti, sarebbero Steve Witkoff e Jared Kushner per parte Usa e diversi funzionari iraniani. Le nuove trattative sono previste a Islamabad o a Ginevra e i mediatori Usa si aspettano una risposta entro 48 ore.
Project Freedom, il primo ministro pakistano ringrazia Trump della sospensione
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha ringraziato Donald Trump sul social network X: "Sono grato al presidente per la sua coraggiosa leadership e per l'annuncio tempestivo riguardante la pausa del Project Freedom nello Stretto di Hormuz". Le parole del premier di Islamabad arrivano in un momento delicato dei negoziati in stallo tra i due attori in guerra, con il Pakistan impegnato come mediatore terzo.
Vicinanza del Papa alle vittime di conflitti: "Parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita"
All'indomani del nuovo round di frizioni tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Papa Leone XIV, il Pontefice ribadisce la missione della Chiesa, all'udienza generale in piazza San Pietro: "Deve prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra - per poi aggiungere - ed è anche investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita".
Tregua fragile in Libano: quattro morti a Zellaya sotto i raid israeliani
Continuano gli attacchi dell'Idf nel Libano meridionale. Questa mattina i raid hanno ucciso quattro persone a Zellaya, nella Bekaa occidentale. Come riferisce il quotidiano L'Orient Le Jour, tra le vittime figurano anche la moglie e il figlio del sindaco del villaggio. Gli attacchi di Tel Aviv non si fermano: l'esercito israeliano ha chiesto l'evacuazione di 12 villaggi nel Libano del Sud, in sei regioni differenti, mentre la stampa locale ha scritto che uè stata colpita un'area adiacente una scuola pubblica a Meifdoun, nel distretto di Nabatieh, dove si registra già un morto. Nella notte si riporta poi il decesso di un soccorritore in un doppio attacco a Kfardounine, che ha causato anche quattro feriti. La lista dei bombardamenti continua e le fa eco la distruzione sistematica delle abitazioni libanesi, come a Khiam.
Araghchi: "Accetteremo solo un accordo equo e completo"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto in visita a Pechino che Teheran accetterà nei negoziati con Washington solo un accordo "equo e completo".
Libano, l'Idf ordina l'evacuazione di dodici paesi
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno emesso avvisi di evacuazione per dodici villaggi nel Libano meridionale in vista di nuovi raid aerei. L'Idf motiva gli attacchi con "violazioni dell'accordo di cessate il fuoco" da parte di Hezbollah. La maggior parte delle zone indicate si trova a nord del fiume Litani: l'ordine di evacuazione è rivolto alla popolazione di Kaouthariyet al Saiyad, Ghassaniyeh, Mazraat al Daoudiyeh, Bedias, Rihan, Zellaya, Bazouriye, Harouf, Habboush, Ansariyeh, Qalaouiyeh e Deir ez Zahrani.
Pezeshkian: "Nessuno può costringerci alla resa"
"Nessuno può costringere l'Iran alla resa e alla sottomissione" ha detto il presidente iraniano Massoud Pezeshkian in un post su X. "Noi musulmani ci siamo già sottomessi all'Onnipotente e nessun altro può costringerci ad arrenderci", ha scritto. "Nella mia telefonata con il primo ministro iracheno Ali Falih Alzaidy, gli ho consigliato di esortare gli Stati Uniti a rimuovere le minacce militari dalla nostra regione poiché i seguaci della scuola sciita non possono essere costretti ad arrendersi con la forza", ha insistito.
Wang: "Guerra illegittima, serve un cessate il fuoco"
La guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran è illegittima. A dirlo è stato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, durante un incontro a Pechino con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. "La guerra è illegittima", ha detto Wang. "Siamo pronti a proseguire i nostri sforzi per allentare le tensioni. Stabilire un cessate il fuoco completo è sia necessario che inevitabile. La regione si trova a un bivio decisivo e gli incontri diretti tra le due parti sono essenziali", ha sottolineato. Il ministro degli Esteri iraniano "ha espresso gratitudine per la ferma posizione della Cina, in particolare per la condanna degli Stati Uniti e di Israele".
Araghchi incontra l'omologo Wang
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha incontrato a Pechino il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi. È stata la prima volta di Araghchi in Cina dall'inizio della guerra in Iran. Da Washington, il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva espresso la speranza che, durante la visita di Araghchi, Pechino ribadisse a Teheran la necessità di allentare la morsa sullo Stretto di Hormuz.
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