Donald Trump ha annunciato a sorpresa una «breve» sospensione di Project Freedom – l’operazione per scortare le navi commerciali nello Stretto – per «verificare se l'accordo con l’Iran possa essere finalizzato». Secondo il presidente, infatti, «sono stati compiuti grandi progressi» in questo senso. Conferme arrivano da Axios: citando due ufficiali Usa e due fonti informate, il sito riporta che Washington e Teheran sarebbero a un passo da un accordo per la cessazione delle ostilità. A quel punto, potrebbe ripartire la fase due, con al centro delle trattative Hormuz, nucleare iraniano, sanzioni e fondi congelati all’Iran.

La decisione di Trump è stata annunciata al solito in un post sul social Truth ed è stata presa «di comune accordo» e «alla luce della richiesta avanzata dal Pakistan e da altri paesi, dell’enorme successo militare ottenuto durante la campagna contro l’Iran e, inoltre, dei notevoli progressi compiuti verso il raggiungimento di un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani». Anche i mercati ringraziano: le borse sono in rialzo e il petrolio Brent è tornato poco sopra i 100 dollari a barile.

Il blocco navale Usa nell'area rimane comunque in vigore.

Dall’altro lato della barricata, il regime iraniano esplora altre sponde. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha incontrato a Pechino il suo omologo cinese, Wang Yi.

Nelle ultime settimane, Araghchi ha intrapreso una serie di incontri diplomatici per raccogliere sostegno internazionale e porre fine al conflitto.

Il viaggio in Cina è particolarmente significativo, visto che l'arrivo del funzionario iraniano a Pechino avviene circa una settimana prima della visita prevista di Trump in Cina in programma per il prossimo 14-15 maggio, dove dovrebbe avere un vertice con l'omologo Xi Jinping.

PUNTI CHIAVE

11:52

Project Freedom sospeso, i mercati ringraziano: il Brent torna intorno ai 100 dollari a barile

11:21

Axios, Stati Uniti e Iran al lavoro su un memorandum per chiudere la guerra

10:37

Tregua fragile in Libano: quattro morti a Zellaya sotto i raid israeliani

12:12

Portavoce governo francese: "La Francia non era l'obiettivo dell'attacco"

Maud Bregeon, portavoce del governo di Parigi, ha detto che la nave francese attaccata questa mattina nello Stretto di Hormuz non era il vero obiettivo. L'imbarcazione del gruppo armatoriale francese Cma Cgm, detta San Antonio, ha subito danni per i colpi subiti e parte dell'equipaggio è rimasto ferito.

11:52

Project Freedom sospeso, i mercati ringraziano: il Brent torna intorno ai 100 dollari a barile

L'ennesimo colpo di scena nella guerra scatenata in Iran dal presidente Usa Donald Trump ha inciso positivamente sui mercati. L'annuncio della sospensione del Project Freedom e lo spiraglio del memorandum d'intesa tra i due paesi in guerra hanno spinto il petrolio Brent a 102 dollari a barile (-7%), mentre le borse sono in rialzo. In particolare, respirano Parigi (+2,4%), Francoforte e Madrid (+2,2%), Londra (+2,1%).

11:21

Axios, Stati Uniti e Iran al lavoro su un memorandum per chiudere la guerra

Washington e Teheran sarebbero vicini a un accordo per chiudere il conflitto dopo 67 giorni dall'inizio dell'operazione Epic Fury. Lo riporta il sito Axios, citando due ufficiali statunitensi e due altre fonti informate, e lo conferma l'agenzia Reuters, citando fonti pakistane. Il memorandum dovrebbe portare a un cessate il fuoco definitivo, a un periodo di 30 giorni per la riapertura dello Stretto di Hormuz e alla preparazione del terreno per un ulteriore accordo sul nucleare iraniano e sulla sospensione delle sanzioni economiche a Teheran. A condurre il negoziato sul memorandum, in 14 punti, sarebbero Steve Witkoff e Jared Kushner per parte Usa e diversi funzionari iraniani. Le nuove trattative sono previste a Islamabad o a Ginevra e i mediatori Usa si aspettano una risposta entro 48 ore.

10:58

Project Freedom, il primo ministro pakistano ringrazia Trump della sospensione 

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha ringraziato Donald Trump sul social network X: "Sono grato al presidente per la sua coraggiosa leadership e per l'annuncio tempestivo riguardante la pausa del Project Freedom nello Stretto di Hormuz". Le parole del premier di Islamabad arrivano in un momento delicato dei negoziati in stallo tra i due attori in guerra, con il Pakistan impegnato come mediatore terzo.

10:51

Vicinanza del Papa alle vittime di conflitti: "Parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita"

All'indomani del nuovo round di frizioni tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Papa Leone XIV, il Pontefice ribadisce la missione della Chiesa, all'udienza generale in piazza San Pietro: "Deve prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra - per poi aggiungere - ed è anche investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita".

10:37

Tregua fragile in Libano: quattro morti a Zellaya sotto i raid israeliani

Continuano gli attacchi dell'Idf nel Libano meridionale. Questa mattina i raid hanno ucciso quattro persone a Zellaya, nella Bekaa occidentale. Come riferisce il quotidiano L'Orient Le Jour, tra le vittime figurano anche la moglie e il figlio del sindaco del villaggio. Gli attacchi di Tel Aviv non si fermano: l'esercito israeliano ha chiesto l'evacuazione di 12 villaggi nel Libano del Sud, in sei regioni differenti, mentre la stampa locale ha scritto che uè stata colpita un'area adiacente una scuola pubblica a Meifdoun, nel distretto di Nabatieh, dove si registra già un morto. Nella notte si riporta poi il decesso di un soccorritore in un doppio attacco a Kfardounine, che ha causato anche quattro feriti. La lista dei bombardamenti continua e le fa eco la distruzione sistematica delle abitazioni libanesi, come a Khiam.

09:03

Araghchi: "Accetteremo solo un accordo equo e completo"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto in visita a Pechino che Teheran accetterà nei negoziati con Washington solo un accordo "equo e completo".

08:44

Libano, l'Idf ordina l'evacuazione di dodici paesi 

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno emesso avvisi di evacuazione per dodici villaggi nel Libano meridionale in vista di nuovi raid aerei. L'Idf motiva gli attacchi con "violazioni dell'accordo di cessate il fuoco" da parte di Hezbollah. La maggior parte delle zone indicate si trova a nord del fiume Litani: l'ordine di evacuazione è rivolto alla popolazione di Kaouthariyet al Saiyad, Ghassaniyeh, Mazraat al Daoudiyeh, Bedias, Rihan, Zellaya, Bazouriye, Harouf, Habboush, Ansariyeh, Qalaouiyeh e Deir ez Zahrani.

08:08

Pezeshkian: "Nessuno può costringerci alla resa"

"Nessuno può costringere l'Iran alla resa e alla sottomissione" ha detto il presidente iraniano Massoud Pezeshkian in un post su X. "Noi musulmani ci siamo già sottomessi all'Onnipotente e nessun altro può costringerci ad arrenderci", ha scritto. "Nella mia telefonata con il primo ministro iracheno Ali Falih Alzaidy, gli ho consigliato di esortare gli Stati Uniti a rimuovere le minacce militari dalla nostra regione poiché i seguaci della scuola sciita non possono essere costretti ad arrendersi con la forza", ha insistito.

07:40

Wang: "Guerra illegittima, serve un cessate il fuoco"

La guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran è illegittima. A dirlo è stato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, durante un incontro a Pechino con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. "La guerra è illegittima", ha detto Wang. "Siamo pronti a proseguire i nostri sforzi per allentare le tensioni. Stabilire un cessate il fuoco completo è sia necessario che inevitabile. La regione si trova a un bivio decisivo e gli incontri diretti tra le due parti sono essenziali", ha sottolineato. Il ministro degli Esteri iraniano "ha espresso gratitudine per la ferma posizione della Cina, in particolare per la condanna degli Stati Uniti e di Israele".

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