Cinque persone sono morte e altre sei sono rimaste ferite in un attacco di droni avvenuto nella notte nella regione di Mosca. A rendere noto il bilancio è stato il governatore Andrei Vorobyov, secondo il quale le forze di difesa aerea russe sono intervenute per respingere i raid aerei.

L’attacco arriva mentre la guerra entra in una fase sempre più concentrata sulle infrastrutture strategiche e sulla capacità dei due Paesi di resistere alla pressione economica e militare. Secondo il vice primo ministro e ministro dell’Energia ucraino Denys Shmyhal, sarà proprio la battaglia intorno agli impianti energetici a contribuire a determinare l’esito del conflitto e le condizioni di eventuali negoziati.

«Putin vuole distruggere il nostro sistema energetico, compromettere l’economia e la produzione di armi e spera che in inverno la società ucraina crolli per la stanchezza», ha dichiarato Shmyhal in un’intervista a Politico. Kiev risponde con attacchi a lungo raggio contro le raffinerie russe, che secondo il ministro avrebbero messo fuori uso circa il 40 per cento della capacità primaria di raffinazione del Paese.

«È come il dodicesimo round di un incontro di boxe e ciascun pugile spera che l’avversario cada per primo», ha spiegato Shmyhal usando una metafora. Secondo il ministro, dopo gli attacchi dello scorso anno contro elettricità e riscaldamento, il prossimo obiettivo della Russia potrebbe essere il sistema idrico e fognario. «I russi hanno distrutto o danneggiato oltre l’80 per cento della produzione elettrica ucraina», ha spiegato il ministro, confermando misure in corso per proteggere le infrastrutture del paese.

Il governo ucraino chiede inoltre nuovi intercettori Pac-3 per i sistemi Patriot, indispensabili per contrastare i missili balistici russi, e punta a ricevere forniture anche da Spagna e Grecia. Su questo fronte, però, i tempi restano incerti. L’ambasciatore statunitense presso la Nato, Matthew Whitaker, ha dichiarato che difficilmente Washington e Kiev riusciranno a concludere prima dell’inverno un accordo per la produzione congiunta degli intercettori.

Parallelamente, il presidente Volodymyr Zelensky ha approvato nuove sanzioni contro 23 aziende e 20 individui coinvolti nella produzione di armi e nella fornitura di servizi al complesso militare-industriale russo. Nell’elenco figurano imprese attive nella produzione di missili balistici, sistemi di difesa aerea e guerra elettronica. Tra le società colpite dalle misure compare anche un’azienda ucraina.

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