Da lunedì 13 aprile è in vigore il blocco navale, assicurato da 15 navi statunitensi, imposto dal presidente Usa Donald Trump nello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei negoziati con l’Iran tenuti in Pakistan. Ora «la palla è nel campo» iraniano, ha detto JD Vance, a capo della delegazione a Islamabad, in un’intervista a Fox News. Il vicepresidente Usa, dopo gli attacchi di Trump diretti a papa Leone XIV, ha ribadito: «Il Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali».

Secondo Trump, «Teheran ci ha chiamato, vogliono un accordo», ha affermato. Il New York Times ha rivelato il contenuto della proposta negoziale iraniana – una sospensione massima di 5 anni dei suoi piani di arricchimento dell’uranio – respinta, tuttavia, dal presidente statunitense. Sono in corso discussioni sull’opportunità di tenere un ulteriore ciclo di negoziati e il governo pakistano ha offerto di ospitarli nuovamente a Islamabad. Ma, scrive Ap, i funzionari statunitensi hanno menzionato anche Ginevra come possibile sede.

Intanto, una petroliera cinese, sanzionata dagli Stati Uniti per i rapporti commerciali con l’Iran, ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco navale. 

PUNTI CHIAVE

14:05

Vance: "La palla è nel campo di Teheran”

12:59

Media: giovedì possibili nuovi colloqui Iran-Usa

10:44

Libano, sei morti nei raid dell'esercito israeliano

18:56

Libano, "almeno 2.124 uccisi dal 2 marzo, tra loro 168 bambini"

Almeno 35 persone sono state uccise negli attacchi israeliani contro il Libano nelle ultime 24 ore. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese nel suo aggiornamento quotidiano, mentre funzionari libanesi e israeliani si incontrano a Washington per discutere di possibili colloqui per un cessate il fuoco, scrive la Cnn. Secondo quanto riferito dal ministero della Salute, gli attacchi aerei del Paese contro il Libano hanno causato la morte di almeno 2.124 persone dal 2 marzo. Tra le vittime figurano 168 bambini e almeno 88 operatori sanitari.

17:38

Usa, sei navi mercantili fermate dal blocco di Hormuz

Nelle ultime ventiquattro ore "nessuna nave è riuscita a superare il blocco statunitense". Sei navi mercantili hanno invertito la rotta e fatto ritorno ai porti iraniani dopo essersi imbattute nel blocco Usa in vigore da ieri. Lo ha detto il Comando centrale americano in un post sui social media. Oltre 10.000 militari americani e 12 navi della US Navy sono impegnati nel blocco dei porti iraniani, che viene attuato "nei confronti di navi di tutte le nazioni" in entrata o in uscita dai porti dell'Iran, ha precisato il Comando.

17:33

Media, Trump e Modi hanno discusso al telefono della guerra in Medio Oriente

Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha reso noto di aver ricevuto una telefonata dall' "amico" presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e di aver parlato con lui dell' "importanza di mantenere lo Stretto di Hormuz aperto e sicuro". "Abbiamo esaminato i notevoli progressi compiuti nella nostra cooperazione bilaterale in vari settori. Siamo determinati a rafforzare ulteriormente il nostro partenariato strategico globale in tutte le aree. Abbiamo inoltre discusso della situazione in Asia occidentale", ha aggiunto Modi in un post su X.

17:29

Trump, "possibili nuovi colloqui con l'Iran nei prossimi due giorni"

Il presidente americano Donald Trump ha detto al New York Post che sono "possibili nuovi colloqui con l'Iran nei prossimi due giorni".

17:04

Katz: "Rimozione uranio arricchito è condizione preliminare per finire la guerra"

Il ministro della Difesa israeliana Israel Katz afferma che la rimozione dell'uranio arricchito è una condizione preliminare per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Lo scrive The Times of Israel.

16:29

Da Bonelli a Conte, le reazioni politiche all'attacco di Trump a Meloni

Dopo la leader del Pd, in Aula della Camera interviene anche uno dei leader di Avs Angelo Bonelli per dire che "l'Italia è paese sovrano e respinge con forza le ingerenze che Trump sta facendo purtroppo da molto tempo". Bonelli ha espresso "solidarietà" anche al Papa, dopo le parole del presidente americano. "Se la destra ora vuole stare con noi a dire no alla guerra diciamo, ci stiamo e allora siamo uniti per dire no alla guerra e dire a Trump che non può assolutamente condizionare la politica italiana".

Giuseppe Conte, parlando con i cronisti in Transatlantico, ha definito l'attacco prevedibile. '"Era prevedibile, gli attacchi non mi sorprendono. In questo contesto avevo cercato di avvertire che almeno la linearità e la chiarezza possono mettere un po' al riparo. Invece l'ambiguità poi a un certo punto, come tutti i nodi, viene al pettine". 

Sul tema anche il segretario di Azione Carlo Calenda, che su X invita alla reazione compatta: "Meloni ha avuto coraggio a fare ciò che andava fatto da tempo: dire basta a questo pazzo. Il che è già più di quello che hanno fatto tanti altri. E spero davvero che davanti a questo attacco di Trump al nostro paese saremo tutti compatti nel respingerlo al mittente". 

Più duro il leader di Italia Viva Matteo Renzi: "Giorgia Meloni viene scaricata persino dai suoi, dal suo guru, dal suo leader. Da dopo il referendum ogni giorno un problema. Saranno 15 mesi di piano inclinato fino alle elezioni, il crollo è appena cominciato".

16:19

Schlein: "Solidarietà a Meloni, non accettiamo attacchi al nostro Paese"

"Ferma condanna per attacco del presidente Donald Trump alla presidente Meloni per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone". Così la segretaria Dem Elly Schlein in Aula alla Camera. "Siamo avversari in quest'Aula - ha aggiunto - ma tutti cittadini italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese".

16:13

Israele: "Sospensione memorandum non ha conseguenze pratiche"

Secondo quanto riporta Ynet citando una fonte israeliana in merito all'annuncio della premier Meloni sulla sospensione del rinnovo automatico dell'accordo di difesa con Israele, l'interruzione non ha conseguenze pratiche. "Non si tratta di un accordo di sicurezza, ma di un memorandum d'intesa privo di un vero e proprio contenuto, e la decisione non ha un significato pratico". 

15:17

Trump: "Io inaccettabile sul Papa? Mi sbagliavo su Meloni, non le importa dell'arma nucleare dell'Iran"

"È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità". Lo ha detto Donald Trump in una telefonata con il Corriere della Sera sulle parole di Giorgia Meloni dopo l'attacco del presidente americano al Papa. La premier "non è più la stessa persona, l'immigrazione sta uccidendo l'Italia e tutta l'Europa. Pagano i più alti costi del mondo per l'energia e non sono nemmeno pronti a battersi per lo stretto di Hormuz da dove la ricevono. Dipendono da me". Trump afferma inoltre di non parlare con Meloni "da molto tempo". "È molto diversa da quello che pensavo", aggiunge il presidente americano. Trump critica la premier italiana che un mese fa, in un'altra intervista al Corriere, lui stesso aveva definito un'amica e una grande leader che "cerca sempre di aiutare". 

15:01

Il Papa, "la democrazia senza legge morale è tirannia"

"La democrazia rimane sana solo quando è radicata nella legge morale e in una vera visione della persona umana. In mancanza di questo fondamento, rischia di trasformarsi in una tirannia maggioritaria o in una maschera per il dominio delle élite economiche e tecnologiche". Lo dice il Papa in un messaggio che ha inviato ai partecipanti alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali sull'uso del potere a livello mondiale.

14:17

Macron: "Ho invitato Pezeshkian e Trump a riprendere i negoziati"

Ieri ho parlato con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian e il presidente americano Donald Trump. Ho chiesto la ripresa dei negoziati interrotti a Islamabad, per chiarire i malintesi e per evitare nuove fasi di escalation. È essenziale in particolare che il cessate il fuoco sia rigorosamente rispettato da tutti e che includa il Libano. È altrettanto importante che lo Stretto di Hormuz venga riaperto incondizionatamente, senza controlli né pedaggi, il prima possibile". Lo scritto sul suo profilo X il presidente francese Emmanuel Macron.

14:05

Vance: "La palla è nel campo di Teheran”

In un'intervista a Special report with Brett Baier, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha affermato che ora la palla dei negoziati passa a Teheran: "Sarebbero dovuti tornare a Teheran, dalla Guida Suprema o da qualcun altro, per ottenere l'approvazione dei termini che avevamo proposto", ha dichiarato. E ha aggiunto: "Abbiamo fatto passi avanti e avuto buone conversazioni".

12:59

Media: giovedì possibili nuovi colloqui Iran-Usa

Gli Stati Uniti e l'Iran sono ancora in contatto dopo il fallimento dei colloqui di pace in Pakistan e funzionari statunitensi stanno discutendo i dettagli di un possibile secondo incontro di persona con gli iraniani. Lo scrive la Cnn, che cita un funzionario Usa e una fonte. Anche per la Ap, che a sua volta cita due funzionari statunitensi e una persona a conoscenza del dossier, le parti stanno lavorando all'ipotesi di un secondo round negoziale. Per Ap, non è chiaro se ai colloqui arriveranno le stesse delegazioni precedenti. Islamabad, in Pakistan, è di nuovo tra le possibili sedi per i colloqui, ma i funzionari statunitensi hanno anche menzionato Ginevra come possibile sede, aggiungendo che, sebbene la sede e la data non siano ancora state definite, i colloqui potrebbero tenersi già giovedì.

12:13

Pakistan: “Al lavoro per nuovi colloqui, possibile incontro imminente”

"È in corso un lavoro per riportare entrambe le parti al tavolo dei negoziati. Ovviamente auspichiamo vengano a Islamabad, ma la sede non è stata ancora definita - ha affermato una fonte pakistana all'Afp. "L'incontro potrebbe tenersi presto. Lavoriamo anche per una proroga del cessate il fuoco in modo da avere più tempo a disposizione". 

12:11

A Parigi la conferenza dei paesi "non belligeranti" su Hormuz

Una conferenza si svolgerà venerdì a Parigi fra i "paesi non belligeranti" volontari per una missione sullo stretto di Hormuz, secondo quanto annuncia l'Eliseo.

11:37

Meloni: "Riaprire Hormuz è fondamentale"

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al margine di Vinitaly, ha affermato che è importante: "Bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace, fare ogni sforzo possibile per stabilizzare la situazione, riaprire lo Stretto di Hormuz, che per noi è fondamentale. Chiaramente non solo per i carburanti, ma anche per i fertilizzanti, altro elemento fondamentale per il settore del quale parliamo oggi". 

11:30

Negoziati Usa-Iran, ipotesi di Turchia o Egitto come nuova sede

Lo riferisce Bloomberg. "Anche i funzionari turchi ed egiziani hanno svolto un ruolo negli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra, il che fa presagire la possibilità che un incontro possa avere luogo in uno di questi paesi".

11:14

Il ministro degli Esteri francese: "L'economia globale non può essere ostaggio di questo conflitto"

"Le acque internazionali sono navigabili ovunque e in ogni circostanza. Si tratta di un principio del diritto internazionale, del diritto del mare, che deve essere rispettato", ha affermato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot alla radio RFI.  "Non dobbiamo permettere che l'economia globale sia ostaggio di questo conflitto, un conflitto in cui, ad esempio, la Francia e l'Europa non sono coinvolte. Non hanno approvato né sono coinvolte in queste ostilità, e quindi non dovremmo doverne subire le conseguenze".

10:44

Libano, sei morti nei raid dell'esercito israeliano

Lo riferisce l'agenzia stampa libanese Nna.

10:16

Reuters: "Possibile ripresa dei negoziati a Islamabad"

Lo rende noto l'agenzia stampa Reuters, citando cinque fonti. I colloqui potrebbero riprendere nel finesettimana, anche se non ci sarebbe ancora una data esatta.

09:00

Sanchez: «La Cina può svolgere un ruolo importante per la fine della guerra»

"La Cina può svolgere un ruolo importante" nella risoluzione del conflitto in Iran. Lo dice il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, al termine di un incontro con il Presidente cinese Xi Jinping a Pechino. "Qualsiasi sforzo possiamo compiere, soprattutto da parte di paesi che hanno la capacità di dialogare e che non hanno partecipato attivamente a questa guerra illegale, credo che questi sforzi non solo siano benvenuti, ma anche assolutamente necessari", ha aggiunto in Sanchez durante una conferenza stampa.

08:35

Wsj, l'Arabia Saudita preme su Trump per la revoca del blocco

L'Arabia Saudita ha fatto pressioni su Trump affinché revochi il blocco navale dello stretto di Hormuz temendo la chiusura dello stretto di Bab al-Mandab, tra Yemen e Gibuti, la principale via di uscita per il petrolio saudita attraverso il Mar Rosso dopo l'impasse sul versante del Golfo Persico. Lo scrive il Wall Street Journal sul suo sito. L'Arabia Saudita sta facendo pressione sugli Stati Uniti anche affinché tornino al tavolo dei negoziati, temendo che la decisione del presidente Trump possa indurre l'Iran ad intensificare le tensioni e a interrompere altre importanti rotte marittime. 

08:34

Teheran all'Onu: «Il blocco Usa viola la nostra sovranità»

"L'imposizione del blocco marittimo sui porti iraniani da parte degli Stati Uniti indica una chiara violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iran", ha dichiarato il rappresentante iraniano presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, in una lettera indirizzata lunedì sera al segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e al presidente del Consiglio di sicurezza dell'Onu, Jamal Fares Alrowaiei, aggiungendo: "Questo atto illegale costituisce una grave violazione dei principi fondamentali del diritto marittimo internazionale".

"La piena responsabilità e le conseguenze di tale atto illegale ricadono sugli Stati Uniti, in quanto rappresenta una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali, esacerbando la tensione in una regione già gravemente instabile", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna. Nel frattempo, Iravani, in una lettera separata indirizzata alle Nazioni Unite, ha esortato i paesi della regione in cui si trovano le basi statunitensi a "porre fine alla complicità negli attacchi contro l'Iran" e ha chiesto a Bahrein, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Giordania di risarcire "l'Iran per tutti i danni materiali e morali subiti". 

08:20

Xi incontra il principe emiratino in Cina: piano di pace in quattro punti

Il presidente cinese, Xi Jinping, ha incontrato a Pechino nella mattinata locale il principe ereditario di Abu Dhabi, Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, che si trova in visita in Cina. Lo riporta l'agenzia di stampa di Stato cinese Xinhua, precisando che l'incontro è avvenuto nella Grande sala del popolo e che Xi ha presentato al principe emiratino un piano in quattro punti per la pace e la stabilità in Medioriente. Secondo quanto riporta Xinhua, i quattro punti previsti dal piano sono: sostenere il principio della coesistenza pacifica degli Stati del Golfo; sostenere il principio di sovranità nazionale; sostenere il principio dello Stato di diritto internazionale per evitare che "il mondo torni alla legge della giungla"; e sostenere il principio del coordinamento tra sviluppo e sicurezza.

08:15

Xi: «Rispettare la sovranità dei paesi del Medio Oriente e del Golfo»

Il presidente cinese Xi Jinping ha esortato al "rispetto" della sovranità nazionale dei paesi del Medio Oriente e del Golfo, illustrando le proposte per il mantenimento della pace nella regione. Lo riportano i media statali cinesi."La sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale dei paesi del Golfo in Medio Oriente devono essere sinceramente rispettate", ha affermato Xi, secondo l'emittente statale CCTV. 

08:10

Colloqui Teheran-Oman su cessate fuoco e negoziati

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo omanita Badr bin Hamad Albusaidi sugli ultimi sviluppi riguardanti il "cessate il fuoco e i negoziati" in corso tra Iran e Stati Uniti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mehr. "Araghchi ha sottolineato l'impegno di Teheran "a preservare la pace e la stabilità regionale con la cooperazione e la partecipazione di tutti i paesi della regione e lontano da interventi distruttivi degli Stati Uniti", scrive Mehr. Da parte sua, Albusaidi ha espresso la speranza che la pace e la stabilità "tornino nella regione il prima possibile", ha aggiunto l'agenzia.

08:00

Il Pakistan offre di ospitare la seconda sessione di negoziati

Il governo del Pakistan ha offerto di ospitare a Islamabad un secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran nei prossimi giorni, prima della fine della tregua di due settimane concordata dai due paesi, secondo quanto riferito da fonti ufficiali pachistane citate dall'emittente televisiva in lingua araba Al Jazeera. La proposta, avanzata su base informale, resta subordinata alla volontà delle parti, che potrebbero richiedere una sede diversa per i colloqui. 

Precedentemente due funzionari Usa e una persona informata sui fatti avevano riferito ad AP che le parti stavano valutando la possibilità di nuovi negoziati nel tentativo di raggiungere un accordo, mentre un diplomatico di uno dei paesi mediatori era andato oltre affermando che Teheran e Washington avessero dato il loro consenso a un nuovo confronto. Il diplomatico e i funzionari Usa hanno riferito che si sta nuovamente discutendo di Islamabad come sede ospitante. Inoltre le fonti Usa hanno riferito ad AP che anche Ginevra era una possibilità e che, sebbene sede e tempistica non siano state decise, i colloqui potrebbero tenersi giovedì. 

07:21

Una petroliera cinese attraversa Hormuz nonostante il blocco Usa

La petroliera cinese Rich Starry sanzionata dagli Stati Uniti ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco navale imposto da Washington. È quanto emerge dai dati di navigazione di MarineTraffic e Kpler citati dalla Reuters. La petroliera e l'azienda proprietaria, Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd, sono state sanzionate dagli Stati Uniti per i loro rapporti commerciali con l'Iran. 

06:30

Nyt, Trump respinge l'offerta di Teheran sullo stop al nucleare

L'Iran, in una risposta formale inviata lunedì, ha offerto agli Usa una sospensione massima di 5 anni dei suoi piani di arricchimento dell'uranio, a fronte dei 20 anni richiesti dalla delegazione Usa nei negoziati tenuti a Islamabad nel fine settimana. Lo riporta il New York Times, in base a quanto riferito da due alti funzionari di Teheran e da uno di Washington. Trump, tuttavia, ha respinto l'offerta, ha precisato il funzionario statunitense. Sono però in corso discussioni sull'opportunità di tenere un ulteriore ciclo di negoziati in presenza, anche se non è ancora stato tracciato alcun piano definitivo.

06:05

Vance: «La palla adesso è nel loro campo»

Per quanto riguarda la tregua tra Stati Uniti e Iran, il vicepresidente americano JD Vance, in un'intervista a Fox News ha spiegato che "la palla è davvero nel loro campo". In un altro passaggio ha aggiunto: "Dobbiamo avere il loro impegno conclusivo a non sviluppare un'arma nucleare. E penso che se gli iraniani sono disposti a incontrarci su questo punto, allora questo potrebbe essere un accordo molto, molto buono per entrambi i paesi. Se non sono disposti a incontrarci su questo punto, dipende da loro".

Sempre facendo riferimento ai recenti colloqui in Pakistan, Vance ha evidenziato che il team iraniano non era in una posizione tale da "concludere un accordo". "Penso che abbiamo acquisito alcune conoscenze su come gli iraniani stanno negoziando ed è proprio per questo - ha specificato - che abbiamo lasciato il Pakistan. Perché abbiamo capito che non erano in grado, credo che il team presente non fosse in grado di concludere un accordo, e dovevano tornare a Teheran, o dal leader supremo o da qualcun altro, e ottenere effettivamente l'approvazione dei termini che avevamo stabilito".

06:00

Vance: «Il Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali»

Il vicepresidente Usa JD Vance ha affermato che il Vaticano dovrebbe "attenersi alle questioni morali". Vance ha espresso la sua valutazione dopo il durissimo attacco del presidente Donald Trump all'indirizzo di Papa Leone.

"Ritengo certamente che, in alcuni casi, sarebbe preferibile che il Vaticano si attenesse alle questioni morali e che lasciasse che il presidente degli Stati Uniti si occupasse di definire le politiche pubbliche americane", ha chiarito Vance, arrivato alla fede cattolica in età adulta, parlando al programma 'Special Report with Bret Baier' di Fox News.

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