Nonostante gli Usa abbiano respinto l’ultima proposta iraniana arrivata sul tavolo, è ancora aperto lo spiraglio per una risoluzione con Teheran. Il presidente degli Stati Uniti avrebbe incontrato la sua squadra per la sicurezza nazionale e gli alti vertici delle forze armate per discutere delle future strategie del conflitto in Iran, inclusa la ripresa delle azioni militari
Il cessate il fuoco con l’Iran per il presidente Usa Donald Trump è «debolissimo, in terapia intensiva». Rimane però uno spiraglio per una risoluzione tra Washington e Teheran, nonostante gli Stati Uniti abbiano respinto l’ultima proposta iraniana arrivata sul suo tavolo via Islamabad. La soluzione diplomatica con l’Iran è ancora possibile, ha aggiunto Trump, anche se – secondo quanto riportato dalla Cnn – il presidente Usa avrebbe incontrato la sua squadra per la sicurezza nazionale e gli alti vertici delle forze armate per discutere delle future strategie del conflitto in Iran, inclusa la ripresa delle azioni militari.
Secondo il quotidiano statunitense Axios, Trump vuole un accordo ma il rifiuto dell’Iran di accettare molte delle sue richieste e la mancata disponibilità a fare concessioni significative sul programma nucleare hanno riportato l’opzione militare sul tavolo.
La tregua vacilla, ma sia Trump che il segretario della Difesa Pete Hegseth rassicurano i cittadini: il cessate il fuoco regge, i contatti per l’intesa sono in corso e, soprattutto, «non c’è fretta». Tuttavia, il conto della guerra in Iran è piuttosto salato: «Finora sono stati spesi 29 miliardi di dollari», ha riferito l funzionario del Pentagono, Jules Hurst.
Intanto il tycoon si prepara per la sua visita in Cina dal 13 al 15 maggio. «Non vedo l’ora di partire», ha scritto sul suo social Truth, «accadranno grandi cose per entrambi i paesi!».
PUNTI CHIAVE
15:38
Trump: "Contatti diretti con l'Iran, per l'intesa non c'è fretta"
12:49
Media, "i pasdaran ampliano la zona di controllo dello Stretto di Hormuz"
12:00
Israele istituisce il tribunale speciale militare per i crimini del 7 ottobre
Kallas: "La missione Aspides può essere un contributo per i Volenterosi a Hormuz"
L'alto rappresentante dell'Unione europea Kaja Kallas, al termine del consiglio Difesa, ha detto: "La missione Aspides potrebbe essere il nostro contributo alla coalizione dei volenterosi a livello europeo". Ha poi precisato che la missione avrebbe bisogno di più navi e che "alcuni Stati membri hanno dichiarato che contribuiranno". Dalla questione iraniana si è poi spostata sul fronte libanese: "Stiamo valutando una nuova missione Ue per aiutare a rafforzare il controllo dello Stato in Libano. Più rafforziamo l'esercito libanese, più indeboliamo Hezbollah",
Trump contro i Curdi: "Deluso, combattono solo se pagati"
Donald Trump torna a seminare accuse ai paesi ritenuti ingrati verso gli Stati Uniti. Questa volta tocca ai Curdi che, secondo il tycoon, "prendono, prendono, prendono, ma combattono solo se vengono pagati". Un'accusa, neanche velata, di comportarsi da mercenari. "Sono molto deluso", ha detto Trump, criticandoli per non aver garantito supporto militare all'opposizione iraniana.
Iran, il ministro degli Esteri non mancherà alla riunione dei Brics in India
Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, ha confermato che tra il 14 e il 15 maggio sarà in India per partecipare in presenza alla riunione dei ministri degli Esteri dei paesi Brics.
Trump: "Contatti diretti con l'Iran, per l'intesa non c'è fretta"
Prima di partire per la Cina, il presidente Usa Donald Trump ha confermato i contatti diretti in corso con i funzionari iraniani, e ha aggiunto: "Non c'è fretta per il raggiungimento dell'accordo". Ha poi rassicurato che l'Iran "abbandonerà al 100% l'arricchimento dell'uranio" e che gli Usa prenderanno possesso delle scorte nucleari iraniane. Il funzionario del Pentagono, Jules Hurst, in audizione al Congresso, ha invece fatto il punto sui costi economici della guerra in Iran: "Finora sono stati spesi 29 miliardi di dollari".
L'Iran ha fatto ricorso all'Aja contro gli Stati Uniti
Teheran ha presentato ricorso alla Corte di arbitrato dell'Aja contro gli Stati Uniti. Il motivo? La presunta violazione del trattato di Algeri del 1981, che chiuse la crisi degli ostaggi. Come riporta l'agenzia Tasnim, "gli Usa si erano impegnati non interferire, direttamente o indirettamente, politicamente o militarmente, negli affari interni dell'Iran".
Torna la slopaganda di guerra di Trump su Truth: "Bye bye fast boats"
Sul suo social network Truth, il presidente Usa Donald Trump è tornato a pubblicare compulsivamente contenuti di slopaganda: ovvero immagini di bassa qualità generate con l'intelligenza artificiale funzionali alla propaganda politica. La foto mostra un caccia americano intento a polverizzare due barchini della cosiddetta "flotta di zanzare" iraniana, con sopra la scritta "Bye bye boats". Pochi minuti prima, alle 13:57, ha invece ripubblicato dopo quattro giorni l'immagine Ia di una nave da guerra statunitense che fa esplodere con un raggio laser un caccia di Teheran, nuovamente accompagnata da una frase a effetto: "Lasers, Bing, Bing, GONE!!!"
Bahrein, 20 condanne per vicinanza a Teheran
Non si placano le tensioni nei paesi del Golfo. Dopo l'arresto di quattro infiltrati dei Guardiani della Rivoluzione in Kuwait, anche il Bahrein si mobilita per sventare minacce interne: oltre 20 persone sono state condannate al carcere per accuse di spionaggio e cospirazione a favore dei pasdaran. Tra le pene detentive, figurano anche tre ergastoli. Si aggiungono ad altre decine di persone condannate dall'inizio della guerra per presunte affiliazioni con Teheran, in un pugno duro che, secondo le associazioni per i diritti umani, avrebbe preso di mira anche i dissidenti interni.
Kuwait, arrestati quattro infiltrati dei pasdaran
Le forze armate del Kuwait hanno arrestato quattro unità dei pasdaran, che provavano ad accedere dentro i confini del paese via mare. Lo riporta l'agenzia di stampa statale Kuna. Nell'operazione un soldato kuwaitiano sarebbe rimasto ferito.
Premier Qatar, "sono stato a Washington a sostegno degli sforzi per la pace"
Il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani afferma di essersi recato a Washington per sostenere gli sforzi per porre fine alla guerra in Iran.
Media, "i pasdaran ampliano la zona di controllo dello Stretto di Hormuz"
"L'Iran ha esteso la definizione dello Stretto di Hormuz fino a considerarlo una vasta area operativa, ben più ampia rispetto a prima della guerra", che si estende dalla città di Jask a est fino all'isola di Siri a ovest. Lo ha affermato Mohammad Akbarzadeh, alto ufficiale della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, ripreso da Reuters.
Akbarzadeh ha poi aggiunto che "lo Stretto non è più considerato un tratto angusto, perché la sua portata e importanza militare sono state notevolmente ampliate".
Le agenzie di stampa iraniane Fars e Tasnim hanno riferito che "la larghezza di Hormuz, precedentemente stimata tra le 20 e le 30 miglia, è ora aumentata fino a raggiungere le 200-300 miglia, formando una mezzaluna completa".
Kuwait, "arrestati 4 infiltrati dei pasdaran che tentavano ingresso via mare"
Secondo l'agenzia di stampa statale Kuna, il ministero dell'Interno del Kuwait ha arrestato quattro infiltrati affiliati al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, che avevano tentato di entrare nel paese via mare.
Secondo quanto riferito, un membro delle forze armate kuwaitiane è rimasto ferito negli scontri con gli infiltrati.
Libano, "morte 380 persone nei raid israeliani dall'inizio della tregua"
"I raid israeliani in Libano hanno causato la morte di 380 persone dall'inizio del cessate il fuoco fra Israele e Hezbollah, entrato in vigore il 17 aprile". Lo ha riferito il ministero della Salute libanese all'Afp. Un funzionario del ministero ha inoltre dichiarato che fra le vittime ci sono "22 bambini e 39 donne", su un totale di circa 2.900 morti dall'inizio della guerra, scoppiata il 2 marzo.
Israele istituisce il tribunale speciale militare per i crimini del 7 ottobre
La Knesset ha approvato ieri sera una legge per istituire un tribunale militare speciale incaricato di processare i terroristi palestinesi accusati di aver commesso atrocità il 7 ottobre 2023, con 93 voti a favore e nessuno contrario. Lo scrivono i media israeliani. La proposta di legge bipartisan prevede un tribunale speciale per processare i circa 300 presunti terroristi catturati dalle forze di sicurezza in Israele. In base alla nuova legge, il tribunale potrà accusare gli aggressori di tutti i reati pertinenti, tra cui il genocidio. Coloro che venissero condannati per genocidio rischierebbero la pena di morte.
Hezbollah, "il nostro disarmo non è sul tavolo dei negoziati"
Il leader di Hezbollah Naim Qassem sottolineato che il disarmo del suo gruppo non rientra nei prossimi negoziati tra Libano e Israele e ha minacciato che i suoi combattenti trasformeranno il campo di battaglia in un "inferno" per le forze israeliane.
Quella delle armi "è una questione interna libanese e non fa parte dei negoziati con il nemico", recita una nota in vista del terzo round di colloqui a Washington, in programma giovedì e venerdì.
"Non ci arrenderemo e continueremo a difendere il Libano e il suo popolo, non abbandoneremo il campo di battaglia e lo trasformeremo in un inferno per Israele", ha aggiunto.
Il blocco di Internet in Iran prosegue da 74 giorni
L'osservatorio della rete Netblocks ha evidenziato che il blocco quasi totale di internet in Iran - partito dopo l'inizio della guerra con Stati Uniti e Israele - è giunto al 74esimo giorno.
"Dal 28 febbraio 2026, il mondo ha assistito a progressi scientifici e tecnologici. Nel frattempo, il regime iraniano ha continuato ad arrestare e giustiziare esperti di tecnologia", si legge in un messaggio di Netblocks su X che denuncia il blocco quasi totale di internet nella Repubblica islamica in corso da 74 giorni.
Nel frattempo, il governo iraniano ha riconosciuto, definendola "completamente giustificata", la frustrazione da parte della popolazione. "La causa di questa rabbia sono i nemici che minano il nostro ambiente di sicurezza", ha affermato la portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, come riferisce l'emittente Iran International, promettendo che la rete internet sarebbe tornata ad essere disponibile una volta cessata la minaccia della guerra.
Il Pakistan smentisce notizie di aerei militari Iran nei suoi aeroporti
Il Pakistan ha definito "fuorvianti" le affermazioni secondo cui avrebbe permesso agli aerei militari iraniani di parcheggiare sui suoi aeroporti, pur proponendosi come mediatore nei colloqui di pace tra Teheran e gli Stati Uniti. Lo riporta Sky News.
Cbs News, citando funzionari statunitensi, ha riferito che l'Iran ha inviato "diversi aerei" alla base aerea pakistana di Nur Khan pochi giorni dopo che Donald Trump aveva annunciato un cessate il fuoco con l'Iran all'inizio di aprile. I funzionari hanno anche affermato che Teheran ha inviato aerei civili a parcheggiare nel vicino Afghanistan. Il ministero degli Esteri pakistano ha dichiarato di "respingere categoricamente" il servizio della Cbs, definendolo "fuorviante e sensazionalistico".
Intanto, secondo quanto ricostruito da AlJazeera sulla base delle agenzie di stampa russe, il Pakistan avrebbe previsto di aumentare le importazioni di petrolio dalla Russia durante la crisi dello Stretto di Hormuz. La TASS cita l'ambasciatore pakistano in Russia Faisal Niaz Tirmizi.
Cnn, improbabile che Trump decida su Iran prima di partenza per la Cina
Anche se Donald Trump sta valutando seriamente se riprendere gli attacchi in Iran, secondo alcune fonti è improbabile che venga presa una decisione importante sull'Iran prima della visita in Cina, in programma dal 13 al 15 maggio. Lo scrive la Cnn.
Ambasciatore Usa, Israele ha inviato batterie antimissile Iron Dome agli Emirati
Israele avrebbe inviato batterie antimissile Iron Dome e personale per gestirle negli Emirati Arabi Uniti per difendere il paese durante la guerra con l'Iran. Lo ha dichiarato l'ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee durante un evento a Tel Aviv, come riportano i media ebraici. "Vorrei esprimere il mio apprezzamento per gli Emirati Arabi Uniti, il primo membro degli Accordi di Abramo", ha dichiarato Huckabee alla Conferenza di Tel Aviv. "Basta guardare i vantaggi. Israele ha appena inviato loro le batterie Iron Dome e il personale per contribuire al loro funzionamento".
Teheran: "Se gli Usa tornano ad attaccare arricchire l'uranio al 90% è un'opzione"
Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera, minaccia affermando che l'Iran potrebbe arricchire l'uranio fino al 90 per cento di purezza se il paese subisse un altro attacco. "Una delle opzioni a disposizione dell'Iran in caso di un altro attacco potrebbe essere l'arricchimento dell'uranio al 90 per cento. Ne discuteremo in parlamento", ha scritto Ebrahim Rezaei su X. Mentre le centrali nucleari utilizzano uranio arricchito al 3-5 per cento, le armi nucleari richiedono in genere un arricchimento del 90 per cento.
Pakistan smentisce di aver dato rifugio ad aerei Teheran
Il Pakistan ha negato di aver fornito rifugio ad aerei iraniani sul proprio territorio, come sostenuto da Cbs. Secondo l'articolo della testata statunitense, Islamabad avrebbe contribuito a proteggere i velivoli da attacchi Usa, un'operazione non compatibile con il suo ruolo di mediatore.
"Il Pakistan smentisce categoricamente il servizio di Cbs News sulla presenza di aerei iraniani presso la base aerea di Nur Khan, definendolo fuorviante e sensazionalistico", ha dichiarato il ministero degli Esteri pakistano in un comunicato, "gli aerei iraniani attualmente di stanza in Pakistan sono arrivati durante il periodo di cessate il fuoco e non sono collegati ad alcuna operazione militare o accordo di protezione".
Trump: «Non vedo l'ora di andare da Xi, accadranno grandi cose»
"Non vedo l'ora di partire per la Cina, un Paese straordinario, guidato da un leader, il presidente Xi, rispettato da tutti. Accadranno grandi cose per entrambi i Paesi!". Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. La visita di Trump in Cina è in programma dal 13 al 15 maggio.
Wsj, Trump chiede indagini su cronisti per fughe notizie
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto al dipartimento di Giustizia di citare in giudizio i giornalisti autori di articoli basati su fughe di notizie relative alla guerra in Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal, che sarebbe una delle testate nel mirino insieme al New York Times e al Washington Post.
Secondo fonti interne all'amministrazione, il mese scorso il presidente Trump si è lamentato in privato con il ministro della Giustizia, Todd Blanche, il quale avrebbe promesso mandati di comparizione specifici per i cronisti che si sono occupati di notizie sensibili relative alla sicurezza nazionale. Trump avrebbe consegnato a Blanche una pila di articoli di giornale che lui e altri alti funzionari ritenevano una minaccia per la sicurezza nazionale, ha riferito una fonte, con un post-it su cui era scritto "tradimento".
I pezzi incriminati riguardano, tra le altre cose, le pressioni di Israele sull'amministrazione, i pareri negativi degli alti gradi militari sull'intervento in Iran e le operazioni di ricerca dei piloti degli aerei Usa abbattuti durante il conflitto.
Iran, Ghalibaf: "Nessuna alternativa" al piano in 14 punti
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha scritto su X che "non c'è alternativa" al piano in 14 punti presentato da Teheran per mettere fine al conflitto. "Non c'è altra alternativa che accettare i diritti del popolo iraniano così come sono esposti nella proposta in 14 punti - ha scritto Ghalibaf - qualsiasi altro approccio non porterà a nulla, se non a un fallimento dopo l'altro. Più tergiversano, più i contribuenti americani ne pagheranno le conseguenze".
Trump: "Il nostro esercito è fantastico, stiamo facendo il culo a tutti"
Durante una cena per la polizia alla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump ha elogiato l'esercito per le operazioni contro l'Iran. "Le nostre forze armate sono fantastiche, stiamo facendo il culo a tutti", ha detto Trump.
Cnn: "Incontro Trump-generali, si valuta di riprendere gli attacchi contro l'Iran"
Il presidente americano Donald Trump ha incontrato la sua squadra per la sicurezza nazionale e i alti vertici delle forze armate Usa per discutere le future strategie per il conflitto con l'Iran, inclusa la possibilità di riprendere le azioni militari. Lo riferisce la Cnn, citando fonti informate.
Wsj, gli Emirati hanno condotto attacchi segreti contro l'Iran
Gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi militari contro l'Iran. Lo scrive il The Wall Street Journal, spiegando che "fonti informate sui fatti" hanno citato, tra gli altri, un attacco aereo compiuto in aprile contro una raffineria di petrolio sull'isola di Lavan. Precisando che l'esercito emiratino "è ben equipaggiato con aerei da combattimento di fabbricazione occidentale", il quotidiano internazionale spiega che "gli attacchi suggeriscono che il Paese è ora più disposto a usarli per proteggere il suo potere economico e la sua crescente influenza in tutto il Medio Oriente".
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