I seggi si sono aperti alle ore 7 locali, le 6 italiane. A sfidarsi saranno il premier uscente, Benjamin Netanyahu, e l'ex generale e capo di Stato maggiore dell’Idf, Gadi Eisenkot. Al voto sono chiamati poco più di 7,3 milioni di elettori
Urne aperte in Israele per il rinnovo della Knesset. Si tratta delle prime votazioni per il Parlamento dopo il 7 ottobre. I seggi si sono aperti alle ore 7 locali, le 6 italiane. A sfidarsi saranno il premier uscente, Benjamin Netanyahu, e l'ex generale e capo di Stato maggiore dell’Idf, Gadi Eisenkot. Al voto sono chiamati poco più di 7,3 milioni di elettori. In corsa 37 partiti, dall’estrema destra alle formazioni arabo-israeliane, passando per gli ultraortodossi. Il sistema elettorale è proporzionale, con un unico collegio nazionale e una soglia di sbarramento del 3,25 per cento per accedere alla Knesset, il Parlamento composto da 120 deputati.
PUNTI CHIAVE
07:15
Cosa c'è da sapere sul voto di oggi
Israele: Haredi Public, aggrediti in città ultraortodosse
Il partito Haredi Public ha denunciato alla polizia che i suoi attivisti hanno subito aggressioni e che i gazebo allestiti fuori dai seggi sono stati oggetto di atti di vandalismo nelle città ultra-ortodosse di Bnei Brak, Beit Shemesh e Beitar Illit. Lo riferisce Haaretz. L'Haredi Public è una novità delle elezioni, un'alternativa ai due tradizionali partiti ultraortodossi, United Torah Judaism e Shas, con posizioni più moderate. Secondo i sondaggi, non dovrebbe riuscire a superare la soglia di sbarramento.
Il presidente Herzog ha votato a Gerusalemme: "Sia festa per democrazia"
Il presidente israeliano Isaac Herzog e sua moglie Michal hanno esercitato il loro diritto di voto per la Knesset - il parlamento dello stato ebraico - in un seggio nel quartiere di Rehavia. "È un grande privilegio poter andare a votare e sono orgoglioso che Michal e io abbiamo esercitato il diritto fondamentale di ogni cittadino", ha dichiarato ai giornalisti. "Spero che questa sia una vera festa della democrazia", ha chiarito, "A nessuno può essere permesso di rovinarla o di minarne i principi". Oggi "siamo tutti uguali", ha proseguito, "È il nostro giorno: andiamo a far sentire la nostra voce e a votare".
Cisgiordania, esercito Israele chiude tutti gli accessi a Ramallah
Questa mattina le forze israeliane hanno chiuso tutti gli accessi a Ramallah, città palestinese della Cisgiordania, e hanno istituito posti di blocco lungo i percorsi alternativi utilizzati dai palestinesi. Lo scrive l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Secondo fonti locali, le forze israeliane hanno chiuso i posti di blocco di Ein Sinya e Atara e l'ingresso di Rawabi, a nord di Ramallah, oltre agli accessi di Nabi Saleh e Aboud, a nord-ovest. Hanno inoltre allestito un posto di blocco nei pressi della Direzione per l'Istruzione e la Formazione, sulla strada che collega al-Bireh ad al-Jalazone, e un altro lungo la strada che unisce il villaggio di Yabrud alla cittadina di Silwad, a nord-est di Ramallah.
L'Idf lancia un'operazione a Nablus
Le forze di difesa israeliane, la polizia di frontiera e lo Shin Bet hanno lanciato un'operazione nella notte nell'area di Nablus "per contrastare il terrorismo, nell'ambito di un'operazione su larga scala che si svolgerà nella regione nei prossimi giorni". L'operazione prevede la distruzione di monumenti che incitano al terrorismo, l'arresto di individui ricercati per traffico d'armi e terrorismo, l'interrogatorio di sospetti e la perquisizione di edifici con informazioni che indicano la presenza di armi. Secondo quanto riferito da fonti palestinesi, le Idf hanno iniziato a distruggere il monumento ai "martiri" nel villaggio di Rujeib, a est di Nablus, che commemora i nomi di terroristi
Cosa c'è da sapere sul voto di oggi
Sono circa 7,3 milioni gli israeliani chiamati alle urne, su una popolazione di 10 milioni di abitanti. In corsa 37 partiti, dall’estrema destra alle formazioni arabo-israeliane, passando per gli ultraortodossi. Il sistema elettorale è proporzionale, con un unico collegio nazionale e una soglia di sbarramento del 3,25% per accedere alla Knesset, il Parlamento composto da 120 deputati. Gli elettori votano una lista e non un singolo candidato. A catalizzare l’attenzione è soprattutto la sfida tra Netanyahu ed Eisenkot, ex generale entrato in Parlamento nel 2022 con Unità Nazionale e successivamente nel governo di emergenza formato dopo il 7 ottobre. Ne è uscito nel giugno 2024 insieme a Benny Gantz. Oggi si presenta con una propria formazione politica, puntando tra l’altro sull’istituzione di una commissione statale d’inchiesta sulle falle nella sicurezza che permisero l’attacco di Hamas e sull’arruolamento degli ultraortodossi. Tra le novità anche Amcha Yisrael, il partito fondato ad agosto dall’ex generale Ofer Winter, contrario alla nascita di uno Stato palestinese. I sondaggi prospettano un risultato incerto, con il rischio di uno stallo politico o la formazione di un governo di minoranza. I seggi resteranno aperti fino alle 22, con orari ridotti nelle piccole comunità, negli ospedali e nelle carceri. Il voto all’estero è consentito soltanto ad alcune categorie, tra cui diplomatici e militari, che hanno già espresso la propria preferenza il 15 ottobre. Netanyahu è atteso alle urne alle 11, ora locale, a Gerusalemme Est, mentre Eisenkot voterà tre ore più tardi a Herzliya, vicino Tel Aviv. I risultati saranno ufficializzati il 4 novembre, con possibilità di ricorso fino al 18.
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