Martedì si aprono le urne: si profila un testa a testa tra Netanyahu e Eisenkot, l’ex generale che può avere l’occasione di detronizzare il premier
Mancano poche ore dalle elezioni in Israele, dove i cittadini sono chiamati alle urne per rinnovare la Knesset, il parlamento formato da 120 seggi. Dalla loro decisione nascerà il prossimo governo israeliano. Nel frattempo Donald Trump, il presidente americano, rinnova il suo appoggio al premier uscente Benjamin Netanyahu, sperando in una sua riconferma: «Deve finire il lavoro».
Proprio Netanyahu ieri, a 48 ore dalle elezioni, ha postato sul suo profilo X una foto che ritraeva una bomba atomica esplosa su Tel Aviv. L’immagine, creata con l’intelligenza artificiale, aveva l’intento di rappresentare l’Iran come un «pericolo esistenziale reale e concreto» contro Israele.
Nel fine settimana ha chiuso la sua campagna elettorale anche il principale sfidante di Netanyahu, l’ex generale Gadi Eisenkot, che ha promesso di «riunire tutti gli israeliani, sia coloro che ci hanno votato sia coloro che non lo hanno fatto».
Eisenkot: "Riunirò tutti gli israeliani, anche gli elettori del Likud"
Commissione d'inchiesta istituzionale sul fallimento del 7 ottobre 2023, iter legislativo per l'arruolamento "per tutti", gabinetto nazionale per combattere la criminalità: sono i tre punti che Gadi Eisenkot, leader di 'Yashar!' e principale concorrente di Benjamin Netanyahu alle elezioni di domani, si impegna a portare avanti "entro una settimana" dall'insediamento di un eventuale governo a sua guida. Lo ha detto domenica sera durante l'ultimo comizio elettorale a Tel Aviv, a cui ha preso parte un migliaio di sostenitori da diverse parti del Paese. "Entro diciotto mesi dal mio insediamento, l'organizzazione terroristica Hamas non governerà più Gaza. Nessuno è più determinato di me a smantellare Hamas'', ha detto l'ex capo di Stato maggiore dell'Idf, nominato alla carica nel 2014 da Netanyahu. Rivolgendo un appello diretto proprio agli elettori del partito del premier, il Likud: ''So quanto sia difficile fare una scelta diversa. Ma questa volta, non siete voi a intraprendere una nuova strada: è il Likud ad aver smarrito la propria. In fondo, anche voi sapete che Israele non può continuare così, che ha bisogno di un cambiamento. Guardatemi negli occhi: potete fidarvi di me'', ha detto, garantendo che lavorerà ''per riunire tutti gli israeliani, sia coloro che ci hanno votato sia coloro che non lo hanno fatto''.
Liberman chiede un'indagine per tradimento contro Netanyahu
Avigdor Liberman, leader del partito Yisrael Beytenu, ha dichiarato di aver scritto una lettera alla procuratrice generale di Israele Gali Baharav-Miara per richiedere l'avvio di un'indagine penale contro il primo ministro Benjamin Netanyahu per "tradimento", in seguito alle notizie secondo cui starebbe per riaprire le ostilità con l'Iran.
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