L’episodio ha causato nuovi scontri tra manifestanti e forze di polizia
Un agente federale ha sparato e ferito un immigrato a Minneapolis, città dove una settimana fa un agente dell'immigrazione aveva ucciso una donna. Lo hanno riferito da funzionari federali. L'incidente ha scatenato nuovi scontri tra manifestanti e forze dell'ordine.
In un comunicato Tricia McLaughlin, portavoce del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, ha dichiarato che gli agenti federali stavano cercando di arrestare un uomo proveniente dal Venezuela che si trovava illegalmente nel Paese e che l'uomo è fuggito.
«Quando è stato raggiunto ha iniziato a opporre resistenza e ad aggredire violentemente l'agente». All'aggressione - riferisce McLaughlin - si sono poi unite altre persone. A questo punto l'agente ha sparato, colpendo il venezuelano alla gamba.
Entrambi sono stati condotti in ospedale. A Minneapolis, dopo l’episodio, sono dunque ripartiti gli scontri.
Intanto il presidente Trump si è scagliato contro la città di Minneapolis, affermando che '«non c'è cibo, non c'è pulizia, non ci sono servizi, ma solo frode». In un post condiviso su Truth Social Trump ha affermato che a Minneapolis «le persone ricevono milioni di dollari dei soldi dei contribuenti e ridono di quanto siano stupidi gli americani, ma non accadrà più».
Trump ha ribadito la sua contrarietà alla comunità somala in particolare e gli immigrati in generale. «Queste persone dovrebbero essere rispedite in Somalia o in qualsiasi altro Paese provengano», ha aggiunto.
Il presidente americano non ha risparmiato «la California, New York, l'Illinois e molti altri posti che sono altrettanto pessimi». Trump ha quindi concluso affermando che «è tutta una gigantesca truffa dei democratici, con la protezione dei media delle fake news, ma finirà perché noi renderemo l'America di nuovo grande».
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