Nella notte tra domenica e lunedì Kiev ha visto innalzarsi enormi colonne di fumo nero nell'ennesima pioggia di missili e droni russi, che hanno causato almeno 11 morti e 53 feriti tra la capitale e Kharkiv. Nei raid è stata colpita anche la millenaria cattedrale della Dormizione all'interno della Lavra delle Grotte di Kiev, uno dei più venerati monumenti religiosi del Paese, da secoli meta di pellegrinaggio.

Un «attacco mirato» di Mosca al cuore della storia e della fede ucraine, per Kiev, che ha puntato il dito su due droni Geran-2 russi leggendo nel raid «un messaggio di Putin al G7 e al Consiglio europeo che si tengono questa settimana: scommette sul terrore anziché sulla diplomazia». Per Mosca invece è tutta colpa di un «Patriot scaduto americano».

«È importante che il mondo non resti in silenzio di fronte a questo ultimo atto di barbarie russa. Questo attacco alla Lavra è un’aggressione alla comunità cristiana e al patrimonio culturale dell'umanità», ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha poi richiesto maggiori protezioni da parte della comunità internazionale. Anche il metropolita Epifanio, capo della Chiesa ortodossa d'Ucraina, ha condannato il bombardamento e l’ha definito un ulteriore crimine russo «contro l'umanità, contro la storia e contro il cristianesimo».

In attesa della sessione sull’Ucraina al G7

I bombardamenti russi hanno colpito anche altri target culturali: gli studi cinematografici Oleksandr Dovzhenko, dove è andata distrutta la più grande e antica collezione di costumi dell'Ucraina; il Complesso nazionale culturale, artistico e museale “Mystetskyi Arsenal”, il Museo d'Arte di Kharkiv e la Casa dell'Organo e della Musica da camera di Dnipro.

«È così che la Russia mostra al mondo la sua intenzione di continuare la guerra», ha scritto Zelensky su X, chiedendo una risposta «decisa e concreta» da parte del G7, dove martedì parteciperà alla sessione sull'Ucraina. Il leader ucraino ha rivelato che aveva proposto un faccia a faccia con Putin al summit di Evian, approfittando della presenza di europei e americani, ma che Mosca «non è pronta» per un incontro. Appena sbarcato nella città francese, Donald Trump si è tuttavia mostrato ottimista: «Ieri abbiamo avuto un'ottima conversazione con il presidente Zelensky e con il presidente Putin. E vedo la possibilità di fare qualcosa anche su quel fronte...ora che questa questione dell'Iran è conclusa».

Intanto l'Ue ha avviato ufficialmente i negoziati di adesione con l'Ucraina: nella riunione in Lussemburgo è stato aperto il primo cluster, quello dei Fondamentali, un via libera bloccato a lungo dall'opposizione di Budapest.

© Riproduzione riservata