I droni hanno colpito un deposito di munizioni. Kiev: «Un terribile atto di negligenza quel magazzino vicino ai civili». Secondo il primo ministro polacco Donald Tusk, la Russia starebbe preparando una massiccia avanzata militare: verrà avviata il prossimo autunno e proseguirà in inverno
Il nome di Bucha era già entrato in questa guerra scoppiata nel 2022. Il mondo aveva appreso dell’esistenza della città per i crimini di guerra commessi dalle truppe di Mosca nel primo anno del conflitto. Ma da sabato 30 agosto Bucha è anche il simbolo di un’altra strage. Almeno 37 persone sono morte (decine e decine sono i feriti) in seguito a un raid di droni russi contro un deposito.
Il rogo è divampato immediatamente, tingendo di rosso le macerie, avvolte poi da un fumo nero. Secondo quanto riportano i media, «è probabile che siano state le munizioni contenute nel deposito colpito a produrre conseguenze catastrofiche».
Il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi nelle prossime ore, ha reso noto Volodymyr Zelensky, che ha promesso di punire i responsabili che hanno autorizzato lo stoccaggio di materiale esplosivo a così poca distanza dalle aree residenziali del villaggio di Myla, dove in queste ore circa duecento persone vengono evacuate dalle zone considerate a rischio.
Si tratta di una «terribile negligenza», secondo il premier ucraino Serhiy Koretskyi, che ha ricordato come una tragedia analoga si fosse già verificata lo scorso 6 luglio a Vyshneve (regione di Kiev) senza tuttavia servire da lezione. «Nel quinto anno di guerra», ha detto, «commettere gli stessi errori è negligenza criminale. I responsabili, senza eccezioni, dovranno essere puniti seriamente».
Offensiva russa
Molte cose ardono a Kiev per i continui attacchi russi che non risparmiano le regioni a ridosso della frontiera. E aumentano i timori che riguardano l’avanzamento dei piani, la definizione di possibili scenari per una nuova offensiva russa in direzione della capitale.
Sabato Pavlo Palisa, vicecapo dell’Ufficio del presidente ucraino, ha riferito di aver ricevuto dall’intelligence informazioni secondo cui «la leadership militare delle Forze armate russe ha ricevuto dalla leadership politica l’incarico di pianificare diverse varianti di una simile operazione nella direzione di Kiev e Chernihiv», anche se mancano ancora prove di ordini definitivi.
Ancora più allarmata dall’escalation russa e dai nuovi reclutamenti del Cremlino per le perdite al fronte è apparsa Varsavia. Secondo il primo ministro polacco Donald Tusk, la Russia starebbe preparando una massiccia avanzata militare: verrà avviata il prossimo autunno e proseguirà in inverno.
A essere minacciata, ha avvertito il premier, non è soltanto la sicurezza dell’Ucraina, ma anche quella della Polonia e degli altri Paesi della regione. All’orizzonte c’è solo altra guerra in vista: nessun negoziato, nessun’ipotesi di accordo. Lo dice anche Mosca: non sembrano esserci, almeno per ora, i presupposti per un miglioramento delle relazioni tra Mosca e l’Unione europea.
«I politici, l’attuale generazione di politici al potere, sono orientati al confronto, nelle parole come nei fatti», ha dichiarato Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino.
L’alternativa ai Patriot è Starlink: per Kiev ora il fronte è con MuskI droni di Lipsia
La situazione non migliorerà tra qualche giorno. Anche la Germania darà voce alle sue preoccupazioni: Berlino non sembra intenzionata ad aspettare oltre prima di attribuire a Mosca la responsabilità dei droni rinvenuti a Lipsia. Nei primi giorni di questa settimana – forse già martedì, in coincidenza con la riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue in Irlanda – il Bundestag potrebbe formalizzare l’accusa nei confronti della Russia per il fallito attacco con un velivolo esplosivo all’aeroporto di Lipsia.
Un nuovo pacchetto di sanzioni «ampie» contro Mosca sarebbe già pronto, secondo quanto riferisce Politico, che cita tre funzionari a conoscenza dei piani del governo guidato da Merz. Il cancelliere è stato avvisato dalle autorità tedesche che sostengono di essere in possesso di prove relative a «minacce molto concrete».
Anche sabato sono proseguiti i raid contro le rispettive infrastrutture logistiche ed energetiche: gli attacchi ucraini sono tornati a concentrarsi su Ozon, il colosso russo dell’e-commerce, secondo solo a Wildberries.
A Rostov, un altro dei depositi della società è finito in fiamme e si unisce alla lunga lista di strutture colpite nel corso degli ultimi mesi per indebolire l’economia russa. In attesa del disgelo con Bruxelles, Mosca stringe ancora di più i legami con Minsk. Ma Aleksandr Lukashenko sabato non è arrivato in Russia per «prendere decisioni».
La sua visita a sorpresa, spiegano da Mosca, serve piuttosto a «riassumere i risultati» dell’impegno congiunto di Russia e Bielorussia sulle principali piattaforme internazionali, dalle Nazioni unite alla Csi, fino all’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai.
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