Leone XIV si opererà nei prossimi giorni per togliersi un nodulo al polmone, lo ha annunciato lui stesso al termine dell’Angelus di domenica. Il papa, ha così completato il percorso cominciato con Francesco di una comunicazione fondata sulla totale trasparenza circa le condizioni di salute del capo della Chiesa cattolica.

Il papa, infatti, dando lui stesso la notizia, ha rimosso il problema del gossip, delle voci che escono dai sacri palazzi sotto forma di spifferi anonimi e magari interessate a far circolare le notizie in un certo modo. Sta di fatto che il prossimo ricovero del Papa al Policlinico Gemelli con annesso decorso post operatorio di circa una settimana, è stato annunciato, in buona sostanza, dallo stesso Vaticano. È comunque un fatto, che le notizie relative alle condizioni di salute del pontefice, sono state tenute segrete fino a domenica 11.

«Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato» ha spiegato il papa rivolgendosi ai fedeli in piazza San Pietro. «I medici – ha detto ancora Prevost – ritengono opportuno intervenire, e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo. L’intervento è già programmato nei prossimi giorni».

Al di là delle parole di Leone, in ogni caso, si vedrà nei prossimi giorni la reale gravità del nodulo trovato al papa. Se da una parte sembra evidente che i controlli effettuati periodicamente dal pontefice hanno permesso di individuare per tempo il problema, comunque andrebbe spiegata la scelta di procedere con l'intervento chirurgico per rimuovere il nodulo. Ma questo è un compito che spetterà alla componente sanitaria. Resta il fatto che Leone XIV, mostra una debolezza fisica inattesa e che potrebbe aprire, sul lungo periodo, qualche problema.

I papi al Gemelli

Di certo, i precedenti in questo senso sono significativi e rilevanti. Ad inaugurare le degenze presso il Gemelli, è stato infatti Giovanni Paolo II che proprio lì venne portato il 13 maggio 1981, il giorno del drammatico attentato ad opera di Ali Agca. In seguito alla sparatoria in piazza San Pietro, venne ricoverato per ben 55 giorni a causa di un'infezione di citomegalovirus contratta probabilmente dopo le trasfusioni effettuate in seguito al ferimento da parte di Ali Agca. Wojtyla fu oggetto, negli anni seguenti di diversi ricoveri che lo portarono ad indicare il Gemelli come il Vaticano III, dopo la Santa Sede e Castelgandolfo. Nessun ricovero al Gemelli, invece, per Joseph Ratzinger che visitò comunque più volte l’ospedale romano, sia per stare vicino al fratello ricoverato, sia per portare il proprio saluto a pazienti e dipendenti.

Diversamente, papa Francesco – che nel 2019 venne operato in gran segreto alla clinica Pio IX per una cataratta – è stato ricoverato al Gemelli quattro volte. La prima risale al 2021, quando rimase al Policlinico per 10 giorni per un intervento al colon. Successivamente, nel 2023, venne preso in cura prima per un’infezione respiratoria dovuta ad una bronchite e poi, a giugno, per un’altra operazione di “laparotomia e plastica della parete addominale con protesi”. Poi, il 14 febbraio 2025 l'ennesimo ricovero, di 38 giorni, questa volta per quella che si scoprì essere una polmonite bilaterale.

Le massime istituzioni del nostro paese nel frattempo hanno espresso il proprio sostegno al papa, a cominciare dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In un messaggio inviato a Leone XIV, il capo dello Stato ha affermato: «Il suo annuncio all'Angelus di oggi è stato accolto con partecipazione da tutto il popolo italiano. In vista del suo ricovero nei prossimi giorni, Le giunga l'affettuoso pensiero degli italiani tutti, di cui mi faccio interprete unendovi il mio personale».

«Il popolo italiano – ha aggiunto Mattarella – Le è vicino e Le esprime i suoi sentimenti di affetto. Ella potrà contare, oltre che sulle preghiere dei fedeli cattolici, sul partecipe pensiero di innumerevoli persone, in Italia come da ogni parte del Mondo, siano essi credenti o non credenti». «Rinnovo a vostra Santità il più sincero augurio di una serena convalescenza, e di pronto e completo ristabilimento», ha concluso il capo dello Stato. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da parte sua, ha voluto rivolgere «al Santo Padre la mia vicinanza personale e quella del Governo italiano per la prova che è chiamato ad affrontare nei prossimi giorni. La serenità e la tranquillità con cui ne ha parlato nell'Angelus di oggi ci rincuorano. Sono certa che anche il popolo italiano non farà mancare il proprio sostegno e il proprio affetto».

Anche da parte dei vescovi italiani, attraverso il card. Matteo Zuppi, e da parte della conferenza episcopale degli Stati Uniti, attraverso monsignore Paul Stagg Coakley, sono arrivati messaggi di vicinanza.

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