A Mosca, sulla Piazza Rossa, si è tenuta in tono minore la parata militare per l'ottantunesimo anniversario della vittoria sul nazifascismo, senza carri armati e artiglieria pesante, per il timore di blitz arei ucraini. Pochi gli ospiti stranieri alla commorazione della vittoria contro i nazisti nel 1945: c’erano i presidenti biolorusso e kazako Alexander Lukashenko e Kassim-Jomart Tokayev.
«Sarebbe bello se durasse di più» aveva detto Trump riferendosi allo stop alle ostilità tra Russia e Ucraina, previsto da oggi all'11 maggio. Ma nel suo discorso, Putin non ha fatto cenno alla possibilità di un’estensione della tregua.

Alla parata non si sono registrati incidenti mentre le le autorità ucraine hanno denunciato diversi attacchi militari russi nelle ore immediatamente precedenti, con almeno 5 morti.

Dopo l'annuncio della tregua, Volodymyr Zelensky aveva annunciato di aver ordinato di non attaccare Mosca durante le celebrazioni. Da parte sua, il ministero della Difesa russo aveva dichiarato un «massiccio attacco missilistico» su Kiev se l'Ucraina avesse tentato di interrompere le celebrazioni.

Durante la parata il presidente Putin ha tentato di motivare il paese: «Credo fermamente che la nostra causa sia giusta». «La vittoria è stata nostra e lo sarà per sempre» ha detto. Nonostante l’Ucraina sia «supportata dall’intero blocco Nato».

Putin come prevede il rituale ha deposto fiori sulla Tomba del milite ignoto, sotto le mura del Cremlino, appena fuori dalla Piazza Rossa, in onore dei caduti in quella che in Russia è conosciuta come la Grande guerra patriottica.

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