Cambio di strategia a Washington: dai raid si passa alle sanzioni economiche e Trump minaccia ritorsioni contro tutti colore che aiuteranno Teheran. La Cina ha già preso le distanze: «Le sanzioni non sono la soluzione»
Un cambio di fase, nella speranza di provocare gli ayatollah. La guerra all'Iran sarà ora economica. Il presidente americano Donald Trump propone sanzioni e persino di una possibile confisca degli asset di Teheran per isolare il regime. Il tycoon promette «conseguenze economiche tremende» anche per i paesi che aiuteranno il regime.
«Sarà un altro flop» provoca Teheran. Le minacce economiche per il momento, poi, non hanno fermato la corsa del petrolio.
In medio oriente, intanto, le tensioni intorno alla Cisgiordania, dove i coloni israeliani continuano a fare il bello e il cattivo tempo, restano alte. Fronte comune di Italia, Gb, Francia e Germania che chiedono a Tel Aviv di fermare gli insediamenti: «È inaccettabile e distruttivo per la soluzione dei due Stati».
PUNTI CHIAVE
09:54
Pechino: "Sanzioni e pressioni non sono la soluzione"
I pirati somali sequestrano un tanker legato all'Iran
La pirateria somala torna a proiettarsi nel Golfo di Aden, approfittando di uno scenario regionale nel quale crisi iraniana, minaccia Houthi e dispersione degli assetti di sicurezza marittima concorrono ad ampliare gli spazi di manovra dei gruppi criminali. L'Ukmto ha segnalato il 20 agosto il dirottamento di una petroliera 136 miglia nautiche a est di Al Mukalla, nello Yemen: dopo una richiesta di soccorso trasmessa sul canale Vhf 16 per l'avvicinamento di un'imbarcazione non autorizzata, sei uomini armati sono saliti a bordo, hanno assunto il controllo dell'unità e l'hanno diretta verso la Somalia.
Pechino: "Sanzioni e pressioni non sono la soluzione"
Le autorità di Pechino hanno dichiarato che le "sanzioni e le pressioni" statunitensi non rappresentano la soluzione, dopo che gli Stati Uniti hanno esortato i propri alleati e la Cina a unirsi in uno sforzo congiunto per mettere in ginocchio economicamente l'Iran. "Le sanzioni e le pressioni non risolveranno il problema", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian. "La Cina invita tutte le parti interessate ad adottare misure responsabili e a risolvere la questione attraverso i canali politici e diplomatici", ha aggiunto.
Paesi occidentali: "Le imprese non partecipino ai bandi per la Cisgiordania"
"Le imprese non dovrebbero prendere in considerazione la partecipazione a questi bandi di gara. Devono essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali, incluso il rischio di rendersi complici di gravi violazioni del diritto internazionale. Ribadiamo il nostro impegno a favore di una pace globale, giusta e duratura, basata sulla soluzione a due Stati. Continueremo ad agire in tale direzione". Lo scrivono in una nota congiunta i leader di Francia, Germania, Italia e Regno Unito a proposito della decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione nell'ambito del progetto di insediamento E1 in Cisgiordania.
L'Idf bombarda la periferia di Mayfadoun
Questa mattina, le Forze di difesa di Israele (Idf) hanno effettuato bombardamenti di artiglieria intermittenti che hanno preso di mira la periferia della città di Mayfadoun, vicino a Zawtar al Sharqiyah, nella zona di Nabatiyeh, nel sud del Libano.
La portaerei Lincoln torna negli Stati Uniti
La portaerei USS Abraham Lincoln ha terminato la sua missione in Medio Oriente e sta rientrando negli Stati Uniti. Centcom ha annunciato l'arrivo nel Mar Arabico della portaerei USS George Washington destinata a sostituirla. Nelle scorse settimane, i familiari dei militari a bordo della Lincoln hanno espresso preoccupazione per il peggioramento delle condizioni di vita, dovute alle difficoltà logistiche derivanti dalla distruzione, da parte dell'Iran, di una base navale a Manama, in Bahrein, che funge da centro di rifornimento.
Bessent avverte la Cina: "O con noi o contro di noi"
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha avvertito alleati e avversari, inclusa la Cina, che Washington si aspetta la loro piena adesione alla nuova campagna di isolamento economico dell'Iran, lanciata dal presidente Trump con l'obiettivo dichiarato di far cedere il governo di Teheran dopo sei mesi di conflitto. "O siete con noi o siete contro di noi", ha affermato Bessent, definendo l'operazione la più grande campagna coordinata di isolamento economico della storia. Nel corso di una intervista televisiva, Bessent ha sottolineato che gli Stati Uniti stanno chiedendo agli alleati di aderire alla nuova strategia e, interrogato sulla posizione della Cina, ha invitato Pechino a "salire a bordo".
Trump: "Abbiamo spazzato via militarmente l'Iran"
"Abbiamo spazzato via l'Iran. Lo abbiamo spazzato via militarmente" ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Hanno qualche drone, qualche missile. La loro capacità di costruire è molto bassa adesso rispetto a cinque mesi fa; sono in cattiva forma, l'inflazione è al 3 per cento, la loro moneta non ha valore, l'esercito non viene pagato - ha continuato il capo della Casa Bianca, parlando sempre di Teheran -. La ragione per cui l'ho fatto - non avevamo scelta e lo rifarei cento volte - è non possono avere l'arma nucleare e non l'avranno".
Vance: "La pressione economica è lo strumento più efficace"
La pressione economica è lo "strumento più efficace" degli Stati Uniti contro l'Iran, ma si tratta di una "danza delicata". Per il vice presidente americano JD Vance, intervenuto in un podcast, "se esercitiamo pressione economica su di loro, loro cercheranno di fare altrettanto con noi", ha detto Vance, sostenendo che "nelle ultime due settimane loro hanno subito molta più pressione di noi". Vance ha riconosciuto che "ovviamente i prezzi del petrolio sono alti, come si può notare alla pompa", ma ha evidenziato la capacità dell'amministrazione di far transitare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz. "Stanno cercando di chiudere lo Stretto, e se riusciamo, non tanto a riportarlo alla situazione precedente, ma a far uscire abbastanza petrolio e gas da dare un po' di sollievo agli americani alla pompa, un po' di sollievo sui prezzi dell'energia", ha aggiunto il vice presidente. Secondo Vance, "gli iraniani vengono puniti per aver sparato contro le navi mercantili" e "questo esercita una forte pressione economica su di loro e cambia le loro valutazioni sul tipo di accordo che vogliono concludere".
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