Durante una riunione con i ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo a Manama, in Bahrein, il segretario di Stato Usa Marco Rubio è tornato ad attaccare Teheran sullo Stretto di Hormuz
«Abbiamo firmato un accordo che ha ottenuto ciò che nessun presidente aveva fatto prima: l'Iran non avrà mai l'arma nucleare». Donald Trump a Washington ha fatto sapere che sarà al vertice turco di inizio luglio con gli altri leader occidentali solo per rispetto di Ankara. «Il Medio Oriente è ora più sicuro» ha aggiunto il presidente americano.
«Sono rimasto deluso dall'Italia, sono rimasto deluso dal Regno Unito, siamo delusi dalla Germania e dalla Francia, siamo delusi dalla maggior parte di loro. La Spagna poi è un disastro. La Spagna è terribile, anche dal vostro punto di vista. Voglio dire, non vogliono pagare nulla, pensano di farla franca» ha detto infatti Trump, al termine di un colloquio con Rutte, esprimendo «contrarietà» verso alcuni alleati europei della Nato per il mancato sostegno alla guerra con l'Iran. «Sarebbe stato carino se ci avessero detto, “vi serve un aiuto?”, anche se non ne avevamo bisogno» ha continuato.
Le nuove angherie nei confronti degli alleati arrivano dopo le parole del segretario della Nato Mark Rutte che in un'intervista a Fox News ha svelato che «500 aerei Usa sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l'operazione Epic Fury».
Parole che hanno scatenato il dibattito politico: «Il segretario della Nato ha voluto sottolineare il ruolo strategico avuto dall'Italia nella guerra all'Iran, così da creare un clima più sereno tra Washington e Roma. Ma così ha sollevato il velo dell'ipocrisia su questa vicenda, e soprattutto ha scoperto Meloni sul piano interno» ha detto per esempio Giuseppe Conte.
Il governo, nel corso della giornata, ha sì precisato le dichiarazioni di Rutte, ma non le ha smentite. L’Iran, dal canto suo, ha già categorizzato le parole di Rutte come prova della «complicità» della Nato negli attacchi a Teheran.
PUNTI CHIAVE
17:11
Ukmto: Nave colpita nel Golfo di Oman, nessun ferito
17:04
Libano, Israele non arretra: "Ci ritiriamo solo dopo il disarmo di Hezbollah"
15:02
Tajani ad Araghchi: "L'Italia non ha mai preso parte ad azioni belliche"
Houthi: "Colpiremo presenza Israele in Somaliland"
Il leader Houthi in Yemen, Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi, torna all'attacco dello Stato ebraico: "Qualsiasi tentativo di Israele di stabilire una presenza nel Somaliland sarà preso di mira con tutti gli strumenti necessari". I ribelli yemeniti filo-iraniani stanno "monitorando attentamente gli sforzi di Israele per trasformare il Somaliland in una base per controllare il Golfo di Aden e Bab al-Mandeb e dominare il Mar Rosso", ha sottolineato, assicurando che non resteranno "inerti" di fronte a qualsiasi dispiegamento israeliano nella regione. Lo scorso dicembre, Israele è diventato il primo paese a riconoscere l'indipendenza del Somaliland da quando quest'ultimo ha dichiarato la propria autonomia dalla Somalia nel 1991, in seguito alla guerra civile. La scorsa settimana il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, ha visitato Israele, dopo che i due paesi hanno stabilito relazioni diplomatiche e nominato ambasciatori. Secondo degli esperti, gli Emirati Arabi Uniti hanno svolto un ruolo chiave nel riconoscimento del Somaliland da parte di Israele.
Libano, Israele non arretra: "Ci ritiriamo solo dopo il disarmo di Hezbollah"
David Mencer, portavoce del governo di Benjamin Netanyahu, ha affermato che "Israele resterà nel sud del Libano fino al disarmo di Hezbollah". In un briefing ha poi aggiunto: "La zona di sicurezza in Libano rimarrà attiva fino al loro disarmo".
Tajani ad Araghchi: "L'Italia non ha mai preso parte ad azioni belliche"
Dopo le parole al veleno rivolte a Italia, Romania e Nato, "complici della guerra in Iran", il ministro degli Esteri di Teheran ha ricevuto la risposta dell'omologo italiano, Antonio Tajani: "Ho parlato con Araghchi. L'Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l'utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l'Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti". Ha scritto su X. "Ho chiesto che si torni a una piena apertura dello Stretto di Hormuz - aggiunge - favorendo il passaggio di tutte le navi cargo italiane ancora bloccate. La riapertura dell'ambasciata italiana a Teheran è un forte segnale di dialogo anche in vista della ripresa dei rapporti economici e culturali".
Rubio: "Per noi qualsiasi pagamento Hormuz è pedaggio. Non ci saranno"
Il segretario di Stato Usa Rubio taglia corto sul nodo Hormuz: "Penso che siamo stati chiari, potete chiamarla tassa, potete chiamarla pedaggio, chiamatela come volete. Se chiedete denaro per usare lo stretto, non lo sosterremo, non lo tollereremo, non lo permetteremo. E credo che su questo punto ci fosse unanimità in quella stanza", ha detto al termine del suo incontro con i ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo a Manama. "In sala ho detto che tasse e pedaggi per me sono la stessa cosa. Quella è la via navigabile internazionale. Non c'è una nazione sulla Terra che sopporti il dover pagare soldi per attraversare lo stretto. E non è nemmeno fattibile: non credo si possa sparare o affondare le navi che si rifiutano di pagare", ha evidenziato il braccio destro di Trump.
Media: Idf si è ritirato da una parte della zona cuscinetto nel sud del Libano
I media israeliani, citando una fonte Reuters, riferiscono che Israele si è ritirato da una parte della zona cuscinetto nel Sud del Libano. Lo avrebbe detto un funzionario del dipartimento di Stato americano: Israele si sta ritirando ''come gesto di buona volontà nei confronti del governo libanese'' e l'esercito libanese si ristabilirà in queste aree. Una fonte della tv pubblica israeliana Kan ha smentito la notizia, nonostante nei giorni scorsi siano già stati registrati movimenti di truppe.
Il Bahrain plaude il corridoio istituito dall'Oman per il passaggio sicuro a Hormuz
Il Bahrain ha accolto con favore l'annuncio dell'Oman relativo alla creazione di un corridoio per il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Abdullatif bin Rashid Al Zayani, durante la visita del Segretario di Stato americano Marco Rubio nel paese.
Rubio: "Con i pedaggi a Hormuz sarà caos totale nel mondo"
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha ribadito il rifiuto di Washington all'introduzione di pedaggi nello stretto di Hormuz: "Se accettassimo che si possa far pagare l'utilizzo di una via navigabile internazionale perché si trova vicino allo spazio territoriale di un paese, questo si diffonderebbe nel mondo come un'epidemia". E ha poi aggiunto: " Sarebbe il caos nel mondo"
Iran, al via riunione di Rubio con i ministri del Golfo in Bahrein
E' iniziata la riunione del segretario di Stato americano, Marco Rubio, con i ministri degli Esteri dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo in Bahrein.
Libano, l'Idf comunica la morte di un proprio soldato
L'Idf ha comunicato la morte di un soldato riservista di 32 anni nel Libano del sud in un incidente operativo.
La Casa Bianca ha chiesto 88 miliardi aggiuntivi
La Casa Bianca ha chiesto al Congresso degli Stati Uniti quasi 88 miliardi di dollari in fondi aggiuntivi, la «maggior parte» dei quali serve per far fronte a «esigenze urgenti» legate alla guerra in Iran. Più di 67 miliardi di dollari verrebbero assegnati al Pentagono – nello specifico per i «costi operativi» del conflitto avviato da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio e per «rifornire le scorte di munizioni» – secondo quanto indicato in una lettera inviata al Congresso da Russ Vought, responsabile del bilancio della Casa Bianca. A marzo, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva ipotizzato che il Pentagono potesse necessitare di ulteriori 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra.
Teheran: "La Nato è complice nell'aggressione illegale"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, ha accusato la Nato di "complicità" nella "guerra di aggressione illegale" lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Baghaei ha commentato le dichiarazioni rilasciate dal segretario generale dell'Alleanza atlantica, Mark Rutte, alla rete americana Fox News. Rutte aveva affermato che "500 aerei americani sono decollati da basi statunitensi in Italia" per sostenere l'offensiva del 28 febbraio, rivelando inoltre che l'aeroporto di Bucarest aveva ridotto i voli civili per lasciare spazio ai velivoli di rifornimento e che tra 4.000 e 5.000 aerei Usa erano partiti da basi europee durante il conflitto. "Si tratta di un'ammissione chiara e schiacciante della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato sovrano membro delle Nazioni Unite", ha scritto Baghaei su X.
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