Un edificio residenziale è stato parzialmente distrutto tra il settimo e il nono piano, nel quartiere di Podilskyi, a Kiev. Lo ha fatto sapere Tymur Tkachenko, capo dell'amministrazione militare della capitale ucraina. I detriti, ha poi aggiunto il sindaco Vitali Klitschko, hanno colpito un altro edificio residenziale e ne hanno distrutto uno «non residenziale». 

Così è stato dato l’allarme nella notte, quando Mosca ha lanciato un’ondata di missili e droni contro la capitale ucraina, poche ore dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva avvertito di un attacco su larga scala su Kiev. Il bilancio è di almeno undici morti e 46 feriti, ha scritto su Telegram il sindaco. 

«Secondo gli operatori sanitari, al momento ci sono undici vittime dell'attacco notturno nemico a Kiev. Di queste, un uomo ferito è deceduto in ospedale stamattina. 46 persone sono rimaste ferite. 27 di loro sono state ricoverate in ospedale, tra cui tre bambini», ha affermato Klitschko, sottolineando che sono stati colpiti quattro quartieri della capitale: l’epicentro degli attacchi e della caduta dei frammenti è stato nei distretti di Darnytskyi e Podilskyi, ma sono stati segnalati danni anche nei distretti di Holosiivskyi e Obolonskyi. 

A Podilskyi sono stati distrutti appartamenti tra il settimo e il nono piano di un edificio; Darnytskyi, un incendio ha distrutto  appartamenti tra il secondo e il quinto piano di un edificio di 25 piani. Mentre un altro grattacielo di 30 piani è stato interessato dalle fiamme a causa della caduta di detriti. Giovedì un altro pesante attacco russo su Kiev aveva ucciso almeno 27 persone. 

Il vertice Nato

L’ondata di droni e missili sulla capitale ucraina è stata lanciata dalla Russia alla vigilia del vertice Nato di Ankara, in programma il 7 e l’8 luglio, dove parteciperà come ospite anche Volodymyr Zelensky. A margine della riunione degli alleati è atteso un colloquio tra il presidente Usa Donald Trump e il presidente ucraino. 

Secondo il quotidiano britannico Guardian, l’Ucraina punta a firmare entro la fine dell’anno importanti accordi nel settore della difesa con almeno sette paesi della Nato. L’obiettivo di Kiev è quello di presentarsi non solo come destinataria di aiuti militari, ma anche come fornitrice di competenze, tecnologie e soluzioni operative. 

Il Guardian cita il vice segretario del Consiglio di sicurezza ucraino come uno dei responsabili dei cosiddetti drone deals. Negli ultimi mesi il paese ha firmato accordi di questo tipo con tre Stati del Golfo – Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar – interessati all’esperienza ucraina dopo essere stati colpiti da droni iraniani; l’Azerbaigian e due paesi Nato: Lettonia e Lituania. 

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