Zaporizhzhia – A Mosca cresce l’insoddisfazione nei confronti del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, accusato di non voler mettere fine alla guerra in Ucraina. Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha lanciato un attacco frontale alla Casa Bianca, accusandola di non aver cambiato politiche rispetto all’amministrazione guidata da Joe Biden. «Nonostante tutte le dichiarazioni dell'amministrazione di Trump, secondo cui bisognerebbe porre fine alla guerra in Ucraina iniziata da Biden per aprire prospettive chiare e brillanti di cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra Russia e Stati Uniti, vengono introdotte nuove sanzioni e viene organizzata una “guerra” contro le petroliere in mare aperto». A tutto ciò si aggiungerebbe il fatto che «tutte le leggi che Biden ha adottato per “punire” la Russia dopo l'inizio dell'operazione militare speciale non sono messe in discussione».

Dopo aver accettato la «proposta» degli Stati Uniti al vertice tra i due presidente in Alaska, lo scorso agosto, ha accusato Lavrov, gli Stati Uniti, invece che cercare di migliorare le relazioni con la Russia «cercano di impedire di acquistare i combustibili russi, economici, e li costringono ad acquistare gas naturale liquefatto americano a prezzi esorbitanti. Gli americani hanno dichiarato l'obiettivo del dominio economico».

Aspettando Miami

Un attacco che riflette le conseguenze delle nuove sanzioni sul petrolio russo imposte alla Casa Bianca e le pressioni su paesi come l’India affinché cessino gli acquisti di petrolio da Mosca. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha invece gettato acqua sul fuoco delle relazioni tra i due paesi, affermando che lo “spirito di Anchorage” è ancora vivo tra i due paesi. «Restiamo convinti che sia nell'interesse di tutti condurre i colloqui a porte chiuse e non ricorrere a una diplomazia pubblica, a colpi di megafono».

Anche Trump continua a ostentare soddisfazione per le ultime mossa diplomatiche e ha parlato di «colloqui molto, molto positivi riguardo alla Russia e all’Ucraina» che sarebbero avvenuti lunedì 9. «Cose buone. Potrebbe succedere qualcosa». Il presidente non ha fornito dettagli su questi “colloqui” né sulle possibili buone notizie in arrivo, ma è probabile che le novità abbiano a che fare con il nuovo vertice Russia-Ucraina previsto a Miami nei prossimi giorni, forse già questa settimana, ma su quale non sono stati ancora comunicati dettagli.

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, non ha avuto tempo di parlare degli ipotetici progressi nei colloqui di pace. Dopo l’attacco di venerdì notte, che ha praticamente isolato le centrali nucleari ucraine dal resto della rete elettrica – «il mondo non taccia su questa minaccia», ha detto Zelensky riferendosi agli attacchi arrivati nei pressi delle centrali – la situazione nel paese è peggiorata ulteriormente. A Kiev ormai si vive con un paio di ore di elettricità al giorno, mentre il presidente ha annunciato che ci sono 1.400 edifici multipiano ancora completamente privi di riscaldamento, proprio mentre – si spera per l’ultima volta quest’anno – le temperature sono tornate a scendere ancora una volta intorno ai -20 gradi.

© Riproduzione riservata