La Russia è pronta a una rappresaglia dopo aver accusato l’Ucraina di aver colpito una residenza del presidente Vladimir Putin questa notte. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, sostenendo che «Kiev ha tentato di attaccare la residenza di Stato di Putin con 91 droni, tutti distrutti». «Una storia palesemente falsa», per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che secondo cui Mosca sta cercando «una giustificazione per continuare gli attacchi contro l’Ucraina e rifiutarsi di compiere i passi necessari per porre fine alla guerra». A seguire, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha scritto su X che la chiamata tra Trump e Putin «in merito all’Ucraina» è stata «positiva».

Uno scambio arrivato dopo una giornata, quella di domenica, in cui Trump – al termine di un incontro definito «straordinario» con Zelensky e la delegazione ucraina a Mar-a-Lago, in Florida – si era mostrato molto ottimista, affermando che «siamo molto più vicini alla pace». Un’intesa sul «90 per cento dell’accordo», aveva detto il presidente ucraino, precisando che la versione finale dovrebbe essere raggiunta nelle prossime settimane. Rimangono però ancora dei punti irrisolti, come la questione del Donbass, la regione a sud est dell’Ucraina, e della centrale nucleare di Zaporizhzhia, che – secondo Trump – è un «elemento delicato».

«Abbiamo avuto una telefonata produttiva congiunta con i leader europei, compresi Nato e Ue, e abbiamo concordato che ci incontreremo nelle prossime settimane per finalizzare le questioni discusse», aveva fatto sapere il presidente ucraino, annunciando un probabile incontro dei leader europei e della delegazione ucraina «con Trump a Washington a gennaio».

PUNTI CHIAVE

17:22

Casa Bianca: «Trump ha sentito Putin. Telefonata positiva»

17:10

Zelensky: «Attacco alla residenza di Putin una bugia. Mosca mina la pace»

17:00

Lavrov: «Kiev ha tentato di attaccare la residenza di Putin»

20:05

Trump: buona la chiamata con Putin ma «abbiamo delle cose da risolvere»

Trump ha affermato, «Ho avuto una buona chiamata con Putin. Abbiamo parlato alle 8.00. Abbiamo alcune questioni spinose, come potete immaginare. Abbiamo un paio di cose da risolvere». 

19:14

Putin ha firmato un decreto sul servizio di leva militare per il 2026

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto sul servizio di leva militare del 2026. In base al documento, le operazioni di chiamata al servizio militare dureranno tutto l'anno, dal 1 gennaio al 31 dicembre. La leva del 2026 riguarderà 261 mila uomini di età compresa tra i 18 e i 30 anni, che ora non appartengono alla riserva. Nel 2025 la Russia ha approvato una legge che unifica il periodo di reclutamento , in precedenza diviso in sessioni stagionali. Tuttavia la selezione e l'invio dei cittadini con obbligo di leva nelle unità militari avverrà come in precedenza due volte l'anno, ad aprile e a ottobre. 

17:22

Casa Bianca: «Trump ha sentito Putin. Telefonata positiva»

Donald Trump è tornato a sentire oggi al telefono Vladimir Putin. Lo ha riferito la Casa Bianca. «Il presidente Trump ha concluso una telefonata positiva con il presidente Putin in merito all'Ucraina», ha scritto su X la portavoce Karoline Leavitt.

17:10

Zelensky: «Attacco alla residenza di Putin una bugia. Mosca mina la pace»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto, definendole "altre bugie", le notizie secondo cui droni ucraini avrebbero tentato di attaccare una residenza di Putin a Novgorod la notte scorsa.

"La Russia ci riprova, usando dichiarazioni pericolose per minare tutti i risultati degli sforzi diplomatici condivisi con la squadra del presidente Trump. Continuiamo a lavorare insieme per avvicinare la pace", ha scritto su X sottolineando che "l'Ucraina non adotta misure che possano minare la diplomazia. Questa presunta storia dell'attacco è una completa invenzione per giustificare ulteriori attacchi contro l'Ucraina, inclusa Kiev". 

17:00

Lavrov: «Kiev ha tentato di attaccare la residenza di Putin»

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha affermato che Kiev ha tentato di colpire la residenza del presidente russo Vladimir Putin questa notte. «Kiev ha tentato di attaccare la residenza di Stato di Putin con 91 droni, tutti distrutti», ha detto Lavrov. Il ministro ha poi affermato che «la Russia non lascerà senza risposta l'attacco dei droni ucraini alla residenza presidenziale russa». 

Il presidente Volodymyr Zelensky ha smentito che le forze ucraine abbiano cercato di bombardare la tenuta del leader russo Vladimir Putin a Novgorod. «I russi hanno inventato una storia palesemente falsa su un presunto attacco a una residenza del dittatore russo, per avere una giustificazione per continuare gli attacchi contro l'Ucraina, in particolare contro Kiev, e per rifiutarsi di compiere i passi necessari per porre fine alla guerra», ha scritto su Telegram. «È una tipica tattica menzognera dei russi», ha insistito.

16:05

Colloquio tra Zelensky, Umerov e Witkoff per parlare dei passi successivi 

Il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov, in viaggio verso l'Ucraina, ha avuto un colloquio con l'inviato del presidente degli Stati Uniti Steve Witkoff, a cui si è unito presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo ha riferito lo stesso Umerov, citato dall'agenzia Unn. I tre, ha dichiarato, «hanno concordato ulteriori contatti e prossimi passi». «Il lavoro procede intensamente e in modo sostanziale, continuiamo quotidianamente le consultazioni e l'elaborazione dei punti nei documenti», ha detto Umerov, aggiungendo di essere in costante contatto anche con i consiglieri per la sicurezza nazionale europei.

15:37

Cdm, approvato il decreto per aiuti a Ucraina

 

È iniziato a palazzo Chigi il Consiglio dei ministri, l'ultimo dell'anno. A quanto si apprende è già stato affrontato il primo punto. È stato infatti approvato il decreto «disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance». 

15:31

Putin, «liberazione del Donbass prosegue». Zelensky, «Russia vuole Donbass ma difenderemo nostri interessi»

Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che «la liberazione» del Donbass, di Zaporizhzhia e Kherson, sta procedendo secondo i piani. «Sta andando avanti per fasi, come da piano dell'operazione militare speciale», ha detto il leader, secondo quanto riporta la Tass. Mentre su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che «Per quanto riguarda il ritiro dal Donbass: non è una novità che la Russia lo voglia. Nei loro sogni, vorrebbero che non fossimo affatto presenti sul territorio del nostro Paese. Questi sogni durano ormai da molti anni. Ma noi abbiamo la nostra terra, la nostra integrità territoriale, il nostro Stato e i nostri interessi. Agiremo nell'interesse dell'Ucraina». 

15:08

Zelensky delinea road map dei prossimi giorni di negoziati

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un post sul proprio canale Telegram, ha pubblicato la road map dei prossimi giorni di negoziati, annunciando che «se tutto procederà passo dopo passo, ci sarà già un incontro, in un formato o in un altro, con i "russi"». «Nei prossimi giorni vogliamo un incontro a livello dei consiglieri per la sicurezza nazionale. Rustem Umerov ha già preso contatto con tutti i consiglieri, americani ed europei. E penso che questo incontro si terrà in Ucraina», ha scritto Zelensky. In seguito, ha continuato il leader ucraino, si prevede «un incontro a livello dei leader europei, dapprima con l'Ucraina in una composizione ampia: la "Coalizione dei volenterosi plus"». Di questo incontro Zelensky ne ha già parlato sia con il presidente francese Emmanuel Macron, sia con il presidente statunitense Donald Trump. «In questo incontro concorderemo i documenti a livello dei leader. E poi prepareremo un incontro con il Presidente Trump e con i leader europei», ha chiarito Zelensky, aggiungendo che «tutti siamo seriamente intenzionati a fare in modo che questi incontri si svolgano a gennaio. E dopo di ciò, se tutto procederà passo dopo passo, ci sarà già un incontro, in un formato o in un altro, con i "russi"».
​​«Non c'è alternativa alla pace. Con gli americani riteniamo ù e su questo la nostra posizione è unitaria ù che la guerra debba essere conclusa diplomaticamente, facendo pressione sulla Russia; altrimenti la guerra continuerà. Naturalmente, se la guerra dovesse continuare, gli americani, insieme agli europei, continueranno ad aiutare l'Ucraina, perché in questa guerra ci stiamo difendendo, combattiamo e non siamo l'aggressore», ha specificato Zelensky.

15:05

Putin: nuova riunione al Cremlino sullo stato delle operazioni militari

Il presidente russo Vladimir Putin ha convocato una riunione sulla situazione nella zona per operazioni militari speciali. Lo scrive l'agenzia Tass. L'evento è in svolgimento al Cremlino. «Oggi ci concentreremo sulla
situazione attuale sulla linea di contatto, discuteremo i risultati del nostro lavoro, ascolteremo i rapporti dei comandanti dei raggruppamenti di truppe sulle prestazioni delle loro formazioni e unità militari subordinate e discuteremo i piani per il prossimo futuro», ha detto il capo dello Stato.

15:02

Tusk: «Bene gli Usa sulle garanzie, ma la pace è ancora lontana»

«La dichiarazione di partecipazione degli Stati Uniti alle garanzie di sicurezza è un successo. Ma la conclusione dei negoziati è ancora lontana», ha scritto su X il premier polacco Donald Tusk. «Dopo i colloqui a tarda notte con i capi di Stato e di governo europei, una cosa è chiara: l'Occidente e l'Ucraina perderanno questo confronto se la Russia riuscirà a dividerci e a dettare le condizioni di pace», ha detto.

15:00

Mosca: «Le forze di Kiev non avanzano più»

Il capo di stato maggiore dell'esercito russo, Valery Gerasimov, ha affermato che le forze armate ucraine non stanno più conducendo operazioni offensive, ma stanno solo cercando di rallentare l'avanzata delle truppe
russe. Nell'ultimo anno, 334 insediamenti sono passati sotto il controllo delle forze armate russe, ha riferito Gerasimov, citato dall'agenzia Tass. Il capo di stato maggiore ha precisato che nel mese di dicembre sono stati «liberati» oltre 700 chilometri quadrati nella zona dell'operazione militare speciale. 

14:59

Putin sostituisce il rappresentante permanente presso l'Osce a Vienna

Il rappresentante permanente della Russia presso l'Osce a Vienna, Alexander Lukashevich, è stato sollevato dall'incarico. Al suo posto è stato nominato Dmitry Polyansky, che dal 2018 è primo vice rappresentante della Russia
alle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ne scrive l'agenzia Rbk che cita i decreti firmati dal presidente russo, Vladimir Putin. Lukashevich andrà a coprire la carica di rappresentante permanente della Russia presso la Comunità di Stati indipendenti (Csi).

14:51

Cremlino: «A breve telefonata Putin-Trump»

A breve avrà luogo una nuova conversazione telefonica tra i presidenti  russo e statunitense Vladimir Putin e Donald Trump. Lo ha annunciato il  portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. «Il prima possibile. Vi faremo  sapere», ha detto ai giornalisti, aggiungendo che la Russia si aspetta  di ricevere informazioni sui risultati dei colloqui tra il capo della  Casa Bianca e Volodymyr Zelenskyy in Florida. Ha aggiunto che Putin e  Trump non hanno discusso di un cessate il fuoco per il 7 gennaio durante il loro colloquio di ieri. 

13:46

Russia: è legge divieto applicazione sentenze straniere

Il decreto firmato dal presidente russo Vladimir Putin che vieta l'applicazione delle pene dei tribunali penali stranieri è legge. Il testo è  stato pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale. La nuova legge, tagliata su misura per proteggere Putin dal mandato di arresto della Corte Penale Internazionale (Cpi), stabilisce che i tribunali di paesi stranieri «senza la partecipazione della Federazione Russa, e gli organismi giudiziari internazionali la cui giurisdizione non si basa su un trattato internazionale» con la partecipazione della Russia o delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu non saranno eseguiti nel paese. La Russia aveva firmato lo Statuto di Roma nel 2000, ma non lo ha mai ratificato e nel 2016 ha revocato la sua firma dopo che la corte ha stabilito che l'annessione della penisola ucraina di Crimea costituiva un' «occupazione permanente». La Cpi ha emesso un mandato di arresto contro Putin nel marzo 2023 per i reati di deportazione forzata e trasferimento illegale di minori ucraini nei territori occupati dalla Russia durante la guerra in Ucraina. 

13:43

Ucraina: «giustiziati dai russi due prigionieri ucraini nel Donetsk»

Il 27 dicembre, nel villaggio di Shakhove, vicino a Pokrovsk, nell'oblast' di Donetsk, le truppe russe avevano ucciso due prigionieri di guerra ucraini disarmati. Lo ha riferito l'ufficio del procuratore generale ucraino, in quello che sembra essere almeno il terzo caso segnalato questo mese di soldati ucraini catturati e uccisi dopo essere stati fatti prigionieri. Secondo le indagini, i soldati russi hanno costretto uno dei prigionieri di guerra a spogliarsi parzialmente sotto la minaccia delle armi prima di giustiziarli entrambi. Proprio per questo è stata avviata un'indagine preliminare ai sensi dell'articolo 438.2 del Codice penale ucraino, che riguarda i crimini di guerra che hanno causato la morte. La Procura regionale di Donetsk sta supervisionando il caso. All'inizio di questo mese, DeepState, un gruppo ucraino di mappatura open source, ha riferito che tre prigionieri di guerra ucraini sono stati giustiziati a sud di Huliaipole, nell'oblast' di Zaporizhzhia, il 20 dicembre. La Procura generale dell'Ucraina ha affermato che un caso separato riguardava un soldato arreso, ucciso a colpi d'arma da fuoco in direzione di Siversk il 5 dicembre. Tali uccisioni sono considerate crimini di guerra e sono proibite dalle Convenzioni di Ginevra.

13:35

Palazzo Chigi: alle 15 cdm per questione proroga aiuti Kiev

 

Il Consiglio dei ministri è convocato, oggi,  29 dicembre 2025 alle ore 15, a palazzo Chigi per l'esame dello schema di decreto-legge sulle «disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità  governative dell'Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance». Tra i punti da discutere all'ordine del giorno anche lo schema di decreto legislativo «sull'attuazione della direttiva (Ue) del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto riguarda la promozione dell'energia da fonti rinnovabili».

13:22

Zelensky, «Le azioni di Putin non coincidono con la retorica pacifica che usa con Trump»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky all'incontro con i giornalisti a Kiev ha dichiarato che gli attacchi che la Russia continua a sferrare contro l'Ucraina e i messaggi interni del leader del Cremlino Vladimir Putin sulla guerra non corrispondono alla «retorica pacifica» che il presidente russo utilizza quando parla con Donald Trump: «A mio avviso, queste azioni non corrispondono alla retorica apparentemente pacifica che degli usa nei dialoghi con il presidente degli Stati Uniti», ha sottolineato Zelensky. Infatti, «Da un lato, dice al presidente degli Stati Uniti che vuole porre fine alla guerra e che questo è il suo desiderio», ma «dall'altra parte comunica apertamente ai media tutti di essere disponibile e di volere continuare la guerra» ha commentato Zelensky. «Ci colpisce con i missili, celebra la distruzione delle infrastrutture civili, dà istruzioni ai suoi generali su dove avanzare e cosa catturare, e così via», ha aggiunto il presidente ucraino.

 

13:08

Zelensky e richieste ucraine: garanzie sicurezza su 50 anni. Cremlino, Peskov: «Se Kiev vuole la pace, deve ritirare le truppe dal Donbass»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che gli Stati Uniti hanno proposto per l'Ucraina garanzie di sicurezza per 15 anni e che lui ha invece chiesto un impegno su 50 anni, per scoraggiare future aggressioni russe.
L'annuncio segue l'incontro di ieri sera tra Zelensky e il presidente statunitense in Florida, dove Donald Trump aveva dichiarato che l'Ucraina e la Russia erano molto vicine ad un accordo.
Oggi, però, il Cremlino ha ribadito  la posizione massimalista rispetto alla questione territoriali: «Se Kiev vuole la pace, deve ritirare le truppe dal Donbass», ha avvertito il portavoce Dmitri Peskov, aggiungendo che, in mancanza di un accordo, l'Ucraina perderà ulteriori territori. Peskov ha quindi realtà alzato la posta. Ha infatti confermato che «si parla del ritiro delle forze del regime ucraino dal Donbass», senza escludere che la richiesta possa estendersi alle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, attualmente parzialmente occupate dalla Russia. «Se Kiev non firmerà un accordo, la situazione peggiorerà», ha affermato, citando indirettamente le parole di Trump secondo cui «l'Ucraina potrebbe perdere altri territori nei prossimi mesi». Il Cremlino ha evitato di commentare ipotesi su zone economiche speciali nel Donbass o sul futuro della centrale nucleare di Zaporizhzhia, definendo il tema come inopportuno. 

12:35

Ucraina, Zelensky: «Sono ancora aperte le questioni  Zaporizhzhia e Donbass»

La questione della centrale nucleare di Zaporizhzhia e quella riguardante i territori rimangono non concordate nel piano di pace di 20 punti. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, «Rimangono due questioni: la centrale nucleare di Zaporizhzhia, come funzionerà. E la questione dei territori. Queste sono le due questioni che rimangono proprio nel documento di 20 punti», ha spiegato Zelensky alla stampa. Il leader ucraino ha notato che è proprio a causa della mancanza di accordi su questi punti che la completa finalizzazione del documento è per ora impossibile. Allo stesso tempo, il presidente ha sottolineato che la questione delle garanzie di sicurezza è già stata completamente concordata. «Per quanto riguarda le garanzie di sicurezza, è tutto pronto al 100 per cento. Stiamo solo discutendo alcuni dettagli riguardanti la durata delle garanzie», ha aggiunto Zelensky.

12:05

Cremlino, telefonata Putin-Zelensky non in agenda

Putin comunica di non avere alcuna intenzione di parlare con Volodymyr Zelensky. Lo ha svelato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo il quale «una conversazione del genere non e’ attualmente in fase di valutazione». Ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la notizia di Fox News secondo cui i negoziati con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbero offerto l’opportunità di una telefonata tra Putin e Zelensky il Cremlino ha ribadito che una conversazione diretta tra i due leader dovrebbe essere preceduta da colloqui tra i due team negoziali. 

11:39

Peskov: «La Russia valuta la fine delle ostilità nel contesto dei suoi obiettivi»

Il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov, ha dichiarato che «la Russia sta valutando la fine del conflitto militare nel contesto del raggiungimento dei suoi obiettivi». Lo ha affermato nel corso del biefing odierno con i media.

Il portavoce del Cremlino ha ricordato la dichiarazione del presidente statunitense. «Qui, sarebbe probabilmente opportuno ricordare la ripetuta dichiarazione di ieri del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che, apparentemente rivolgendosi ai suoi interlocutori ucraini, ha ricordato loro che l'Ucraina sta perdendo territori e continuerà a perderli, e che la situazione di domani sarà diversa da quella di oggi», ha aggiunto Peskov, citato da Interfax. 

11:21

Zelensky: «L'accordo dovrà essere firmato da noi, Russia, Europa e Usa»

Un accordo per la fine della guerra in Ucraina «dovrà essere firmato da quattro parti: Ucraina, Europa, Stati Uniti e Russia», ha affermato il presidente ucraino, Volodymir Zelensky dopo l'incontro di domenica con Donald Trump. Zelensky ha anche espresso l'auspicio di Kiev perché «si possa procedere velocemente» e la sua disponibilità a incontri «in qualsiasi formato».

11:20

Peskov: «D'accordo con Trump, colloqui in fase finale»

Il Cremlino ha dichiarato di concordare con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul fatto che i colloqui per porre fine alla guerra in Ucraina siano nella fase finale. Alla domanda dei giornalisti se Mosca condivida la valutazione di Trump dopo i colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha risposto: "Certamente".

10:42

Zelensky: «Trump e Putin hanno esaminato tutti i 20 punti del piano»

Nella loro telefonata prima dell'incontro con Volodymyr Zelensky, Donald Trump e Vladimir Putin hanno avuto una lunga conversazione durante la quale sono stati discussi in dettaglio tutti i 20 punti del piano di pace. Lo ha dichiarato il presidente ucraino parlando con i giornalisti all'indomani dei colloqui a Mar-a-Lago con il presidente Usa, riporta Rbc Ucraina.

«Trump mi ha detto di aver esaminato tutti i 20 punti del piano, punto per punto. L'ho ringraziato per questo, perché è importante che siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda e che discutiamo di questo documento, non di un altro», ha detto Zelensky.

Il presidente Usa ha annunciato la disponibilità di Putin, ma la parte Ucraina sta prendendo tali dichiarazioni con cautela: «Non è la prima volta che Putin dice una cosa e ne fa un'altra. Per noi è importante che le sue parole siano coerenti con le sue azioni», ha sottolineato il presidente ucraino.

Trump e il Cremlino hanno riferito che dopo i colloqui con Zelensky, ci sarebbe stata un'ulteriore telefonata tra il presidente Usa e il leader russo, di cui tuttavia al momento non ci sono notizie. 

10:26

Zelensky: «Presto incontro a Kiev con Ue e Usa. Si revocherà la legge marziale solo con garanzie»

Zelensky spera in un incontro in Ucraina «nei prossimi giorni» con funzionari statunitensi ed europei. La legge marziale, ha proseguito il presidente ucraino, sarà revocata in Ucraina solo dopo che Kiev avrà ricevuto sufficienti garanzie sulla sua sicurezza.

10:03

Zelensky: «Nel piano garanzie di sicurezza Usa per 15 anni prolungabili»

Volodymyr Zelensky ha riferito che il piano di pace per l'Ucraina prevede attualmente garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti per 15 anni estendibili, sottolineando che Kiev vorrebbe che raggiungessero un periodo di «30-40-50 anni».

«Ieri - ha aggiunto il presidente ucraino citato da Rrc Ucraina - abbiamo confermato con il presidente degli Stati Uniti che avremo forti garanzie di sicurezza dagli Usa. In realtà, non è per sempre, nei documenti si parla di 15 anni, con la possibilità di estendere queste garanzie di sicurezza».

«Gli ho detto che abbiamo già una guerra in corso che dura da quasi 15 anni. Pertanto, vorrei davvero che le garanzie fossero più lunghe. E gli ho detto che vorremmo davvero considerare la possibilità di 30-40-50 anni. Questa sarebbe una decisione storica da parte del presidente Trump» che «ha detto che ci avrebbe pensato», ha concluso.

09:58

Mariupol, le autorità filorusse annunciano la riapertura del teatro

Il teatro centrale di Mariupol, devastato dai bombardamenti nel 2022 e lasciato in rovine, ha riaperto domenica le sue porte nell'est dell'Ucraina sotto il controllo russo. Lo hanno annunciato le autorità locali insediate da Mosca. "Il teatro drammatico russo di Mariupol ha riaperto le porte al pubblico", ha scritto su Telegram Denis Pushilin, capo della Repubblica autoproclamata di Donetsk, di cui Mariupol fa parte.

09:00

Aeronautica ucraina, abbattuti 21 droni russi nella notte

Le difese aeree dell'Ucraina hanno distrutto 21 droni lanciati dalla Russia nel corso di un attacco notturno. Lo ha reso noto l'Aeronautica Ucraina, che ha spiegato come si siano verificati danni materiali a causa della caduta di detriti.

08:31

Financial Times, dall'incontro nessuna svolta sul piano pace

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l'omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, hanno discusso a Mar-a-Lago una bozza di piano di pace in venti punti per porre fine alla guerra in Ucraina, ma l'incontro non ha prodotto svolte decisive, riferisce un editoriale del quotidiano britannico Financial Times. Secondo Trump, «siamo molto più vicini a un accordo», ma «restano questioni spinose», in particolare sui territori contesi nel Donbass, l'area sudorientale dell'Ucraina.

Zelensky ha affermato che le due parti avrebbero già raggiunto un'intesa sul cento per cento degli aspetti militari, ma ha precisato che «su alcuni punti manca ancora un accordo completo». Il capo dello stato ucraino ha confermato che eventuali concessioni territoriali richiederebbero un referendum: «È il popolo che deve decidere, non un singolo individuo».

Sul tavolo vi è anche la proposta Ucraina di creare una «zona economica» nel Donbass, demilitarizzata e sotto supervisione internazionale, mantenendo la sovranità Ucraina sul territorio. Trump ha riferito di aver parlato con il presidente russo Vladimir Putin prima dell'incontro con Zelensky e di aver ricevuto aperture da Mosca sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia: «Putin vuole lavorare con l'Ucraina per riattivare l'impianto», ha dichiarato.

Zelensky ha ribadito ai leader europei che non si aspetta concessioni da parte di Mosca, mentre la Russia ha già fatto sapere che respingerà eventuali modifiche al piano elaborato in autunno con il contributo del Cremlino. Mosca continua a chiedere che Kiev si ritiri dal Donbass e riconosca il controllo russo su quei territori. 

08:10

Starmer: «Pieno sostegno a slancio nei colloqui di pace»

Il primo ministro britannico Keir Starmer è pronto a sostenere lo slancio dei colloqui di pace in Ucraina e lo ha ribadito durante il suo colloquio con Donald Trump, Volodymyr Zelensky e i leader europei. Un portavoce di Downing Street ha dichiarato che la discussione si è concentrata «sugli sforzi in corso per garantire una pace giusta e duratura in Ucraina», con i leader che hanno «elogiato il presidente Trump per i progressi compiuti finora» e «hanno sottolineato l'importanza di solide garanzie di sicurezza e ribadito l'urgenza di porre fine a questa barbara guerra il prima possibile».

07:55

Tajani: «Sosteniamo il tentativo Usa, continuano gli aiuti a Kiev»

«Noi come Italia sosteniamo il tentativo Usa per raggiungere il cessate il fuoco e la fine definitiva del conflitto. Ogni passo in avanti verso una pace giusta e duratura è un fatto positivo. E mi pare che oggi (ieri, ndr) si sia registrato qualche progresso. Speriamo che Putin voglia veramente la fine del conflitto». Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in una intervista al Corriere della Sera.

Quanto al decreto che prevede aiuti, anche militari, ha aggiunto: «È un decreto assolutamente equilibrato, come i precedenti. L'Italia continuerà a sostenere militarmente, economicamente, finanziariamente e politicamente l'Ucraina. E parteciperà alla grande fase della ricostruzione. Aiutiamo l'Ucraina perché è una battaglia di libertà, per un paese invaso che deve godere di una pace giusta e duratura, che significa sicurezza per loro e per tutta l'Europa».

07:40

Macron: «A gennaio incontro dei Volenterosi a Parigi per gli aiuti a Kiev»

A inizio gennaio i Volenterosi si riuniranno a Parigi per definire i contributi concreti da fornire all'Ucraina. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron su X. «Insieme ad altri leader europei - ha scritto Macron - ho partecipato a uno scambio di opinioni con i presidenti Zelensky e Trump. Ho poi parlato con il presidente Zelensky. Stiamo facendo progressi sulle garanzie di sicurezza che saranno fondamentali per costruire una pace giusta e duratura. All'inizio di gennaio riuniremo a Parigi i paesi della Coalizione dei volenterosi per definire i contributi concreti di ciascun paese».

07:30

Von der Leyen: «Buoni progressi sui negoziati di pace»

«Abbiamo avuto una chiamata di un'ora con il presidente americano Donald Trump, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e diversi leader europei per discutere del loro incontro odierno sui negoziati di pace. Ci sono stati buoni progressi, che abbiamo accolto con favore». Così su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al termine del vertice tra Trump e Zekensky in Florida.

«L'Europa - ha proseguito - è pronta a continuare a collaborare con l'Ucraina e gli Stati Uniti per consolidare questi progressi. Fondamentale per questo sforzo è avere garanzie di sicurezza ferree fin dal primo giorno».

07:00

Meloni: «Ora serve coesione e massima convergenza tra partner»

Al termine dell'incontro tra Trump e Zelensky in Florida, la premier Meloni ha avuto, insieme ad altri leader europei, una conversazione telefonica con i due leader.

«La telefonata ha permesso di fare un punto di situazione sul processo di pace per l'Ucraina e sui prossimi passi per il raggiungimento di una pace giusta e duratura», si legge in una nota di palazzo Chigi. «I due hanno illustrato i risultati raggiunti nel negoziato in corso, con particolare riferimento al tema delle garanzie di sicurezza, e indicato le questioni ancora aperte», prosegue la nota, che fa sapere come Meloni abbia «nuovamente ricordato l'importanza della coesione tra partner in un momento in cui il processo negoziale segna passi in avanti. È stata inoltre ribadita l'esigenza di mantenere la massima convergenza sui temi che toccano gli interessi vitali dell'Ucraina e dei suoi partner europei. Si è infine convenuto che spetti alla Russia dare prova di senso di responsabilità e apertura al negoziato, mostrando una reale volontà di giungere alla cessazione delle ostilità».

06:50

Zelensky: «Kiev è pronta per la pace, a gennaio con i leader Ue in Usa»

«L'Ucraina è pronta per la pace», «ringrazio il presidente Donald Trump per l'ottimo incontro. Abbiamo avuto una discussione approfondita su tutte le questioni e apprezziamo molto i progressi compiuti dalle squadre americana e Ucraina nelle ultime settimane. Un ringraziamento speciale va a Steve Witkoff e Jared Kushner per il loro impegno e la loro dedizione, nonché alla nostra squadra, in primis a Rustem Umerov e Andrii Hnatov». È quanto ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a seguito dell'incontro con il presidente Usa a Mar-a-Lago, in Florida.

«Abbiamo discusso tutti gli aspetti del quadro di pace e ottenuto risultati significativi. Abbiamo anche discusso la sequenza delle azioni future. Abbiamo convenuto che le garanzie di sicurezza sono fondamentali per il raggiungimento di una pace duratura e i nostri team continueranno a lavorare su tutti gli aspetti», ha spiegato.

«Abbiamo concordato che i nostri team si riuniranno già la prossima settimana per finalizzare tutte le questioni discusse. Abbiamo anche concordato con il presidente Trump che ospiterà i leader ucraini ed europei a Washington nel mese di gennaio», ha aggiunto.

06:46

Trump: «L'Europa avrà un ruolo nelle garanzie di sicurezza per Kiev»

Al termine del colloquio, Trump e Zelensky hanno informato - in una chiamata - i leader europei sui risultati raggiunti e indicato le questioni aperte. L'Europa avrà un ruolo nelle garanzie di sicurezza per Kiev: «Ci sarà un'intesa sulla sicurezza. Sarà un accordo solido. Le nazioni europee sono coinvolte in questo», ha messo in evidenza Trump senza comunque entrare nei dettagli. 

Zelensky ha poi informato sull'ipotesi immaginata da Trump di ospitare alla Casa Bianca, il mese prossimo, il presidente ucraino a i leader Ue. 

06:30

Trump sente Putin e poi riceve Zelensky: «L'accordo sempre più vicino»

Un accordo «è vicino. Se le cose vanno bene fra poche settimane ci potrebbe essere», ha detto Donald Trump accanto a Volodymyr Zelensky, al termine del loro incontro a Mar-a-Lago, in Florida, preceduto da una lunga e «molto costruttiva» telefonata con Vladimir Putin.

«Qualcuno direbbe che siamo al 95 per cento, io non so la percentuale ma abbiamo fatto molti progressi», ha detto soddisfatto il presidente Usa, ammettendo però che ci sono ancora «uno o due temi spinosi»: tra questi il Donbass e la centrale nucleare di Zaporizhzhia. «È una questione difficile. Abbiamo posizioni diverse con la Russia», ha precisato Zelensky. «Non direi che su questo punto c'è accordo ma ci stiamo avvicinando. È un grosso problema ma siamo più vicini di quanto probabilmente eravamo. Ci stiamo muovendo nella giusta direzione», in merito al Donbass come zona di libero scambio.

Un altro nodo da sciogliere, oltre ai territori, è una possibile tregua: «Ci stiamo lavorando, capisco Vladimir Putin su questo punto», ha osservato il tycoon. Nel corso della telefonata con lo zar che ha preceduto il bilaterale con Zelensky, Washington e Mosca - ha riferito il Cremlino - hanno concordato sul fatto che una tregua prolunghi solo le ostilità.

Trump e Putin hanno parlato anche della centrale nucleare di Zaporizhzhia, e il leader del Cremlino «sta lavorando con l'Ucraina per farla aprire. È bravo in questo senso», ha detto il presidente Usa, che sostiene che Putin sia «molto serio» nel volere la pace. Sia Zelensky che lo zar «vogliono un accordo» e ci sono gli «elementi per raggiungerlo. Siamo nelle fasi finali dei colloqui. O la guerra finirà o andrà avanti per molto tempo», è stata l'analisi di Trump.

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