Nelle ultime ore una nave commerciale iraniana è stata colpita al largo dell’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, mentre nello Yemen l’avanzata degli Houthi verso Bab al-Mandeb riapre il fronte con l’Arabia Saudita e le forze del governo riconosciuto internazionalmente.

La nave iraniana è stata colpita da un proiettile nelle prime ore di domenica mentre attraversava Hormuz. Nell’attacco una persona è morta e diverse sono rimaste ferite. La UK Maritime Trade Operations, collegata alla Marina britannica, ha riferito che a bordo è scoppiato un incendio e che l’equipaggio è stato evacuato dalle autorità locali. Il governatore dell’isola di Qeshm ha attribuito l’attacco a un «nemico terrorista», senza indicarne la responsabilità.

La nuova escalation arriva alla vigilia dell’incontro previsto lunedì in Oman tra l’Iran e alcuni Paesi del Golfo sul futuro dello Stretto di Hormuz. Tehran e Muscat discutono da mesi di un possibile accordo per regolare la navigazione, ma un alto funzionario iraniano ha ridimensionato le aspettative: dal vertice non è attesa la firma di un’intesa. L’Iran chiede, tra le altre cose, che gli sia riconosciuto un ruolo nel controllo del traffico e la possibilità di riscuotere tariffe dalle navi in transito, ipotesi respinta dall’Oman. Il Bahrain ha annunciato che non parteciperà.

Sul versante opposto della penisola arabica cresce intanto la pressione degli Houthi sullo stretto di Bab al-Mandeb. Dopo aver conquistato Mokha e raggiunto l’isola strategica di Perim, nel mezzo dello stretto, il gruppo sostenuto dall’Iran ha rivendicato nella notte nuovi attacchi con missili e droni contro l’Arabia Saudita, compresa una base militare nella regione di Najran. Riad ha confermato che un proiettile attribuito agli Houthi è caduto ad Al-Tawwal, vicino al confine yemenita, ferendo due persone e danneggiando una moschea e altri edifici.

La tv degli Houthi Al Masirah ha inoltre riferito di tre raid sauditi nella provincia yemenita di Taiz, una notizia che non è stata confermata da Riad. Il governo yemenita, dopo la perdita di Mokha, ha annunciato che le proprie forze si stanno riorganizzando per tornare a combattere.

A pagare l’escalation sono soprattutto i civili. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, almeno 76 mila persone sono state costrette a lasciare le proprie case da luglio, mentre oltre duemila yemeniti hanno già attraversato Bab al-Mandeb raggiungendo Gibuti.

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