Sono moltissime le reazioni della politica e delle istituzioni alla morte di Eugenio Scalfari, fondatore e a lungo direttore di Repubblica, morto oggi all’età di 98 anni. «Sono particolarmente addolorato per la scomparsa di Eugenio Scalfari giornalista, direttore, saggista, uomo politico, testimone lucido e appassionato della nostra storia repubblicana», ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Per il presidente del Consiglio, Mario Draghi, la scomparsa di Scalfari «lascia un vuoto incolmabile nella vita pubblica del nostro Paese». Secondo Draghi: «La chiarezza della sua prosa, la profondità delle sue analisi, il coraggio delle sue idee hanno accompagnato gli italiani per oltre settant’anni e hanno reso i suoi editoriali una lettura fondamentale per chiunque volesse comprendere la politica, l’economia».

In Senato, la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati lo ha ricordato con un breve discorso seguito da un minuto di silenzio. Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha detto che Scalfari «ha segnato la storia del giornalismo, innovando il mondo editoriale con passione e lo sguardo sempre rivolto al futuro».

https://twitter.com/Pres_Casellati/status/1547587501874761730

È arrivato anche il commento di papa Francesco che, a quanto riferisce il direttore della sala stampa della Santa sede, Matteo Bruni «ha appreso con dolore della scomparsa del suo amico, Eugenio Scalfari. Conserva con affetto la memoria degli incontri - e delle dense conversazioni sulle domande ultime dell'uomo - avute con lui nel corso degli anni e affida nella preghiera la sua anima al Signore, perché lo accolga e consoli quanti gli erano vicini».

La politica

Il segretario del Pd Enrico Letta ha espresso il suo cordoglio su Twitter: «Rimarranno sempre con noi le sue idee, la sua passione, il suo amore profondo per l’Italia».

Per l’ex presidente del Consiglio e leader dell’Ulivo Romano Prodi, Scalfari «è stato un grande innovatore del giornalismo italiano, capace di imprimere un segno indelebile nel mondo dell'editoria e di trovare nuove formule di comunicazione, prima con l'Espresso e poi con La Repubblica. Sono molto addolorato per la sua scomparsa, con lui oggi l'Italia perde un eccezionale interprete della vita del paese».

Condoglianze anche da Silvio Berlusconi, storico avversario di Scalfari e del suo giornale Repubblica: «È stato una figura di riferimento per i miei avversari in politica. Oggi, però, non posso non riconoscergli di essere stato un grande direttore e giornalista».

Anche Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, ricorda Scalfari «nonostante le nostre diverse visioni, politiche e non».

Condoglianze arrivano anche dalle fila della Lega, tramite una nota del presidente della regione Veneto Luca Zaia: «Con la scomparsa di Eugenio Scalfari se ne va una figura che ha scritto pagine di storia del giornalismo italiano».

Bobo Craxi, figlio di Bettino Craxi, storico avversario di Scalfari e Repubblica prima di Berlusconi, lo ha definito «italiano di valore».
https://twitter.com/bobocraxi/status/1547525659802624001

Per il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, «la scomparsa di Eugenio Scalfari segna un momento molto triste per il Paese intero. Oggi diciamo addio a una vera e propria pietra miliare del giornalismo italiano. Un abbraccio e la massima vicinanza ai suoi cari».

I giornalisti

Molti ricordi anche dai suoi giornalisti, come il direttore della Stampa Massimo Giannini.

Per il direttore di Repubblica, Maurizio Molinari, Scalfari lascia in eredità «un pensiero sempre aperto a cogliere le novità e di un’azione tesa a riformare il Paese, unite dalla passione per confezionare ogni giorno un quotidiano di qualità».

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