Ferragosto da record per l’atletica italiana ai Campionati europei di Birmingham. Sette medaglie in un solo giorno: tre ori, due argenti e due bronzi. Mai prima l'Italia aveva conquistato così tante medaglie in una sola giornata di gare. Il precedente record erano stati i sei podi l'8 giugno 2024 a Roma. Le sette medaglie hanno portato l’Italia a quota 17, otto delle quali d’oro, alla vigilia dell’ultima giornata degli Europei.

Il 15 agosto il successo è arrivato grazie a Andy Diaz, campione europeo nel salto triplo maschile con 18,15 metri. Una misura con cui ha migliorato di 28 centimetri il proprio record italiano ed è diventato il quarto triplista della storia, a 14 centimetri dal record mondiale di Jonathan Edwards. E agli ori anche di Massimo Stano nella maratona di marcia maschile e di Sofia Fiorini nella maratona femminile, con record mondiale di 3 ore, 15 minuti e 11 secondi. Ma non soltanto: Francesco Fortunato ha conquistato l’argento nella mezza maratona di marcia maschile, Andrea Cosi il bronzo. E Alexandrina Mihai la medaglia d’argento nella mezza maratona femminile.

Andrea Dallavalle è arrivato terzo, con 17,37 m, nel salto triplo maschile, permettendo all’Italia di avere nella stessa gara due atleti sul podio. Lui e Andy Diaz, portacolori delle Fiamme Gialle. Prima di Birmingham solo due azzurri erano saliti sul podio nel salto triplo agli Europei: Fabrizio Donato, allenatore di Diaz, oro a Helsinki 2012 nell'anno del bronzo olimpico di Londra, e Andrea Dallavalle, argento a Monaco di Baviera 2022.

Ferragosto è stata una giornata trionfale per gli azzurri anche agli Europei di nuoto di Parigi. Con la doppietta oro-argento di Nicolò Martinenghi e Simone Cerasuolo nei 50 rana, l'argento di Anita Gastaldi nei 200 misti e il bronzo di Sara Curtis nei 50 stile libero. Curtis, alla quinta medaglia in questi Europei, ha nuotato in 23 secondi e 99 centesimi, nuovo record italiano, diventando la prima azzurra a scendere sotto i 24 secondi. Per Martinenghi l’oro nei 50 rana ha completato la doppietta dopo il successo nei 100 rana.

«È stata una gara molto strana. Sapevo che la finale sarebbe stata diversa rispetto agli altri turni», ha commentato Martinenghi: «Mi piace godermi queste sfide che mi esaltano. Bissare come a Roma sarebbe stato impensabile fino a poco tempo fa. Complimenti a Cerasuolo, ha fatto tre turni di gare pazzeschi. Il futuro è suo».

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