Tutto sotto controllo. Hernán García Borras, direttore generale dell’AC Perugia, ha cercato di essere rassicurante nel comunicato diramato durante la tarda serata del 2 gennaio. Le notizie che dagli ultimi giorni dell’anno provengono dall’Argentina stavano proiettando ombre pesanti sulla proprietà del Grifo. Motivo per cui Borras, argentino anch’egli, si è affrettato a esternare dalla Spagna. Si trovava lì per un viaggio «programmato da tempo». Né la sua presenza in Spagna è episodica, vista la dimenticabilissima esperienza da dirigente del Guadalajara, conclusa pochi mesi prima di trasferirsi in Umbria a settembre 2024.

Stando alla sua versione dei fatti, le inchieste che la magistratura argentina ha aperto su Javier Hernan Faroni, impresario teatrale ed ex deputato per il Frente Renovador, nonché proprietario del Perugia attraverso il veicolo di controllo Sport Next Gen Ltd. (con sede a Londra), non coinvolgono il Perugia. Già che c’era, Borras ha stigmatizzato alcune ricostruzioni della vicenda definendole fantasiose, oltre a minacciare azioni di tutela dell’onorabilità del Perugia.

Ha scelto anche di non dire una parola sull’inchiesta della magistratura argentina. Meglio sorvolare.

Tra Buenos Aires e Miami 

Il lavoro investigativo parte dalla procura di Lomas de Zamora, città della cintura metropolitana di Buenos Aires. A coordinarla è il sostituto procuratore federale Luis Antonio Armella, che indaga sui pagamenti della federcalcio argentina (AFA) a una società che ne intermedia le operazioni estere: la TourProdEnter LLC, con sede a Miami, i cui proprietari sono Javier Faroni e la moglie, Erica Gabriela Gillette.

L’ipotesi su cui la procura si muove è riciclaggio. Che ovviamente andrà dimostrata, ma intanto pone la vicenda su un piano non rassicurante. Costituita nel 2021, nel suo sito ufficiale la TourProdEnter si presenta come «agente commerciale ufficiale dell’Afa». Le cronache giornalistiche dall’Argentina riferiscono che questa società avrebbe gestito, negli ultimi quattro anni, circa 260 milioni di dollari, che poi sarebbero stati in parte riutilizzati per operazioni tutte da chiarire.

Anche per l’acquisizione del Perugia, finalizzata a settembre 2024? A questo sospetto si riferisce Borras quando parla di ricostruzioni fantasiose. Provvederà l’indagine della magistratura a fare chiarezza.

Ciò che per il momento si può dire con certezza è che i coniugi Faroni e Gillette sono convocati davanti al procuratore Armella per il prossimo 19 gennaio. E che certamente, prima di allora, non potranno lasciare l’Argentina. Cosa che Faroni aveva tentato di fare lo scorso 30 dicembre. Quando gli agenti del servizio di frontiera lo hanno fermato all’esterno dell’Aeroparque Metropolitano, dove si apprestava a imbarcarsi su un volo privato con destinazione Uruguay. Una sequenza ripresa dalle telecamere di sorveglianza e diffusa dai media mostra che il proprietario del Perugia, mentre discute con gli agenti, scarta un telefono mobile appena acquistato. In quell’occasione gli è stato ritirato il passaporto.

Le indagini che toccano il patron del Perugia sono soltanto parte di un più vasto lavoro investigativo sulla gestione dei fondi dell’AFA sotto la presidenza di Claudio “Chiqui” Tapia. Un tema che richiederà di essere approfondito a parte. Dagli ambienti vicini a Tapia viene fatta filtrare una versione difensiva dei fatti che inserisce l’azione della magistratura argentina nel quadro dello scontro tra l’AFA e la presidenza della repubblica guidata da Javier Milei. Oggetto dello scontro sarebbe la pressione di Milei sul calcio argentino affinché apra la strada all’ingresso dei capitali provati nei club, con accettazione della forma giuridica della SAD (Sociedad anónima deportiva, un modello di società per azioni disegnato per il mondo dello sport).

Dunque, si lascia intendere che c’è aria di complotto. Una rappresentazione delle cose che va presa per ciò che è: una versione di parte. Estratta da una storia in cui, di galantuomini, non se ne vede proprio.

Una gestione da decifrare

Resta il fatto che il Perugia viene tirato in ballo. E che se anche la società umbra non dovesse essere stata toccata dai flussi di denaro provenienti dall’AFA, rimangono parecchi interrogativi sul suo futuro. Sommati a quelli che sono stati alimentati dal momento in cui il club è stato ceduto alla cordata argentina dalla vecchia gestione della famiglia Santopadre.

L’architettura proprietaria del club è complessa. L’AC Perugia Calcio Srl è controllata da un veicolo denominato Perugia Futbol Srl, con sede a Panicale e un capitale sociale di 10mila euro. L’amministratore di questa scatola è Borras, il proprietario al 100 per cento è Sport NextGen. Quella rappresentata è la situazione che si è creata a partire da luglio 2025, quando una parte della compagine proprietaria argentina ha deciso di lasciare Perugia per spostarsi a Ferrara: lì c’era l’opportunità di rilevare la società nata dal fallimento della Spal.

Un’occasione che ha ingolosito il finanziere Juan Martin Molinari, che di Faroni è stato compagno d’avventura perugina dalla prima ora. Un legame che è stato oggetto di ispezione e sanzione da parte della Federcalcio (Figc), che è andata a guardare dentro un intricato sistema di scatole societarie e ha inflitto tre mesi e mezzo di inibizione a entrambi. Si è così appreso che il veicolo Perugia Futbol era originariamente sotto il controllo di una catena di veicoli sotto il controllo di Molinari: Beagle Capital Management, che controlla Saia Investments, che a sua volta deteneva la scatola di controllo del Perugia.

Successivamente il 90 per cento di Perugia Futbol è stato ceduto a Sport Next Gen, che ha sede legale a Londra ma risulta controllato al 100 per cento da una società denominata Dilney con sede in Uruguay. Cioè, il paese in cui Faroni stava tentando di andare a fine anno, con telefono portatile nuovo di pacca.

Coincidenze

L’addio di Molinari al Perugia ha comportato che Borras entrasse nel consiglio d’amministrazione del club assieme ai coniugi Faroni-Gillette. Ma il tandem Molinari-Faroni è rimasto formalmente attivo fino a pochi giorni fa in Sport NextGen. Come testimoniano i documenti reperibili sul sito di Companies House UK, Molinari si è dimesso dalla carica detenuta nella società londinese lo scorso 29 dicembre. Più o meno nelle ore in cui Faroni provava a fare la sua gita in Uruguay.

Coincidenze. Così come sarà altrettanto casuale la ritirata del terzo amministratore, James David Elwen, avvenuta lo scorso 6 gennaio. Elwen era stato dato come possibile sostituto di Molinari a Perugia. Di sicuro, fino a gennaio 2024, è stato consigliere d’amministrazione della Spal, sotto la gestione di Tacopina. Quanto alla situazione del Perugia, il verbale dell’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio al 30 giugno 2025 parla di un’iniezione di capitali, effettuata durante l’esercizio, di 6.445.500 euro. L’imperativo del risanamento è richiamato a più riprese, ma intanto la spesa per il personale è salita dai 4.828.195 euro del 2024 ai 5.602.311 euro del 2025. Cifre più alte di quelle presentate dal Pescara, che per andare in Serie B passando dai playoff ha speso per il personale 4.834.434 euro.

Da aggiungere che quella voce di spesa, nel bilancio del Perugia, è più alta nonostante un costo della produzione più basso rispetto a quello del Pescara (10.450.385 euro contro 11.520.150 euro) e un valore dei diritti economici dei calciatori che dal 2024 al 2025 è crollato da 619.233 euro a appena 1.800 euro. Piccole anomalie. Come quella di un ritiro precampionato condotto in Argentina, la scorsa estate. Proprio ciò che serviva per contenere i costi di gestione.

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