Flora e Miro Tabanelli hanno già vinto tutto, ma la prima Olimpiade può diventare un tormento, se non la sai gestire. Per raggiungere la perfezione ci vogliono una condizione fisica di ferro e ore di ripetizione di gesti, emozioni, idee. Alle Olimpiadi invernali sarà uno degli appuntamenti più attesi
Creativi, felici, liberi. Ecco l’Italia che inventa e danza. Sugli sci, anche a testa in giù. Miro e Flora Tabanelli hanno gli occhi del mondo addosso. Ma tutti chiedono la stessa cosa: una medaglia nel freestyle. Loro sorridono, educati. Faranno il massimo. Miro, 21 anni, il nome lo ha scelto la mamma perché vuol dire «uomo di pace». Flora, 18, dice che il suo nome ha un bel suono, che la rappresenta anche per quel «legame con la natura». E poi c’è Irene, la sorella maggiore, che fa l’artista. Non dimentichiamola.
C’è qualcosa di magico nella famiglia Tabanelli. Sarà l’entusiasmo. O la voglia di mangiarsi la vita. Tutti e tre andranno ai Giochi di Milano-Cortina. Irene avrà un suo spazio e farà una performance. Invece Miro e Flora punteranno a una medaglia nel freestyle. Potevano scegliere tutto, da piccoli avevano provato altre discipline. Ma a guardare bene l’estetica e la tecnica di questo sport sono perfette per loro.
È lo sport dei trick, delle acrobazie luminose, dei salti. Quello che ti capovolge e ti fionda nel vuoto. Uno sport che richiede coraggio e precisione. Miro e Flora ne hanno da vendere. Hanno già vinto tutto (Flora anche una medaglia d’oro agli X-Games, una Coppa del Mondo di freestyle e una di Big air), ma l’età è dalla loro parte per fortuna: vinceranno ancora.
Però la prima Olimpiade è un tormento, se non la sai gestire. Negli anni Sessanta lo sci freestyle era solo acrobazie e show. Intratteneva. Oggi esalta e fa sognare. Per raggiungere la perfezione ci vogliono una condizione fisica di ferro e ore e ore di ripetizione di gesti, emozioni, idee.
Ai Giochi di Milano-Cortina sarà uno degli appuntamenti più attesi. Con i top del mondo, compresi Miro e Flora, pronti per l’italian job. Cresciuti senza tv ma pieni di sguardi, vento e neve. Le loro albe in un rifugio sul lago Scaffaiolo, a 1.700 metri, a Fanano. Hanno cercato la loro vocazione in fretta, e a Livigno hanno trovato una dimensione sportiva. Ora tutte le strade portano a Milano-Cortina.
Le nostre interviste a Flora e Miro Tabanelli
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