Il primo podio tricolore del 2026 nelle discipline olimpiche invernali porta una firma inaspettata. Anzi, due. L'anno nuovo si è aperto all'insegna di Andrea Vötter e Marion Oberhofer che, nel primo weekend di gare, hanno conquistato il terzo posto nel doppio femminile di Coppa del Mondo di slittino (e il 23° podio nel circuito). In Lettonia le due altoatesine hanno dato l'ennesima dimostrazione della loro forza. Della loro velocità. Ma, soprattutto, della loro connessione.

Già vincitrici di due Coppe del Mondo generali e di un oro mondiale nel doppio femminile sprint, Vötter e Oberhofer sono una delle coppie più formidabili dello sport azzurro. E insieme puntano a scrivere un'altra pagina di storia, ai Giochi di Milano-Cortina. Un evento speciale per entrambe. Per Marion sarà il debutto olimpico, per Andrea la quarta partecipazione in carriera. Il cuore e la mente non possono già che essere lì.

Andrea, un podio è un bel modo di iniziare un nuovo anno.

Esatto. Anche perché stiamo cercando di arrivare a febbraio con la miglior preparazione possibile. Abbiamo saltato la prima gara di Coppa del Mondo per fare allenamento a Cortina. Non abbiamo più possibilità di vincerla. Per noi quest'anno è tutto per i Giochi olimpici. Usiamo le gare per provare, per vedere dove lavorare ancora.

Ha già alzato due Sfere di Cristallo. È possibile fare il tris?

Questa stagione possiamo sfruttarla per testare il materiale, per conoscerlo meglio. La Coppa del Mondo resta un obiettivo per i prossimi anni.

Ha iniziato la carriera con il singolo. Poi, da quando è stato inserito nel 2022, sei passata al doppio femminile. Come mai?

Quando ho toccato il massimo, quando ho capito di non poter entrare fra le prime tre ho cambiato. Chi mi conosce lo sa: voglio vincere sempre, voglio essere la migliore. Non arrivare in cima non mi stava bene. Con Marion ho trovato una bella compagnia. Non ci saremmo mai aspettate di andare così bene. All'inizio gareggiavamo sia in singolo, sia in doppio. Dovevamo testarci. Quando le cose hanno iniziato a girare, ci siamo dedicate solo alla nuova disciplina.

Tra le tante medaglie e vittorie, qual è il momento della sua carriera che ricorda con più piacere?

La prima vittoria in un doppio di Coppa del Mondo. A Whistler, Canada. Tra l'altro la settimana pre-gara andò malissimo. Siamo cadute, abbiamo fatto errori gravi. Pensavamo solo di scendere e tagliare il traguardo. Saremmo contenti così. La vittoria fu una grande sorpresa.

Ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina manca una settimana. 

Non vediamo l'ora di gareggiare. Ci saranno le nostre famiglie, i nostri amici. Avere qualcuno che ti guarda è bellissimo.

Nell'estate del 2022, il Cio annunciò che il doppio femminile sarebbe entrato a far parte del programma Olimpico invernale a partire da Milano-Cortina 2026. Per la prima volta nella storia a cinque cerchi, quindi, ci sarà anche la sua disciplina fra le gare di slittino. È felice?

È una bella cosa per lo sport femminile. Nel nostro sport, le donne possono scendere dalla stessa partenza degli uomini. Spero che in futuro si continui così.

Che tipo di persona è la sua compagnia della doppia Marion?

È aperta. Quando si mette in testa una cosa la vuole raggiungere. Non ha paura di esprimersi, di dire la sua opinione. Rispetto a me si prende molti più rischi. Io sono molto più analitica. Se sbaglio voglio avere subito la soluzione, pianifico i dettagli: come partire, come fare una curva. Lei è più: “Ma sì, dai, vediamo. Tranquilla”.

Come nasce la vostra coppia?

Conoscevo Marion già quando facevamo il singolo. Ho capito che era la persona perfetta per me in un doppio: più piccola, non così alta e più magra. Le ho chiesto se volevo provare e ha accettato subito. All'inizio è stato un salto nel vuoto. Oggi invece abbiamo lo stesso obiettivo: vogliamo vincere una medaglia olimpica.

Quanto conta la vostra affinità fuori dalla pista dentro lo sport stesso?

È molto importante. Se non vai d'accordo con la persona che scegli, non può funzionare. Io e Marion siamo molto amiche anche al di là dello slittino, facciamo tante cose insieme. Lei sa cosa penso e viceversa. Questo ci unisce molto.

Oggi Armin Zöggeler è il direttore tecnico della Nazionale di slittino. Com'è lavorare con lui?

È una persona molto famosa. Quando entri nella squadra e magari sei giovane lo senti. Oggi abbiamo un rapporto diverso. Lui fa sempre e comunque un ottimo lavoro. Sa come scendere, è un atleta molto bravo. Conosce le traiettorie, come lavorare con il materiale, come organizzare la nostra squadra. È fenomenale averlo.

Zöggeler ha partecipato a sei edizioni dei Giochi invernali. Lei sta per raggiungere la quarta presenza. Guardandosi alle spalle, è fiera del suo percorso?

So di aver dato sempre il 100%. Sono contenta, sono fiera di poter gareggiare nelle Olimpiadi a casa mia. Voglio godermele al massimo. Tornassi indietro, rifarei tutto quello che ho fatto.

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