New York – Per trovare un angolo di Buenos Aires a New York bisogna prendere la linea 7 della metropolitana e arrivare fino a Corona, nel Queens. Qui, all’incrocio tra Corona Avenue Junction Boulevard, dalle vetrine della Rio de la Plata Bakery, si vedono medialunas, alfajores ed empanadas e sui muri compaiono Diego Armando Maradona e Lionel Messi.

Mercoledì scorso, dopo la vittoria dell’Argentina contro l’Inghilterra nella semifinale dei Mondiali, decine di persone sono rimaste per ore in strada a festeggiare, cantare e sventolare bandiere dell'Albiceleste.

Domenica 19 luglio torneranno. Alle 15 locali, le 21 in Italia, Argentina e Spagna si affronteranno nella finale della Coppa del Mondo al MetLife Stadium di East Rutherford, in New Jersey, ribattezzato per il torneo New York New Jersey Stadium. Alla Rio de la Plata la partita verrà trasmessa come sempre, conferma a Domani il proprietario Christian Gimenez, nato a New York nel 1986 da genitori argentini.

Ereditato dal padre, emigrato negli Stati Uniti e primo ad acquistarlo, oggi il locale è gestito da Christian, che a ogni Mondiale lo trasforma in uno dei principali punti di ritrovo della comunità argentina della città. Era già successo nel 2022, quando una folla biancoceleste riempì Corona Avenue. Per domenica i tifosi si sono dati di nuovo appuntamento qui, per vedere l’Argentina provare a difendere il titolo conquistato quattro anni fa.

Little Spain

Dall’altra parte dell’East River, la presenza spagnola è meno visibile. La Little Spain che per gran parte del Novecento occupava un tratto della 14esima strada, a Chelsea, è quasi completamente scomparsa. Hanno chiuso ristoranti, negozi e pensioni che avevano accolto generazioni di immigrati. È rimasta La Nacional, il ristorante della Spanish Benevolent Society, l’associazione fondata nel 1868 per sostenere gli spagnoli appena arrivati a New York.

Nel 1925 la società si trasferì nell’attuale edificio sulla 14esima strada e aprì al piano terra il ristorante, da allora un punto di riferimento per una comunità spesso divisa tra identità regionali - galiziana, basca, catalana - ma capace di ritrovarsi attorno alla nazionale. L’11 luglio 2010, quando la Spagna vinse il suo primo Mondiale, la fila per entrare era interminabile. Sedici anni dopo, La Nacional si prepara a un’altra finale. Per domenica ci sono già mille prenotazioni, tanto che il ristorante trasformerà una sala per eventi in una grande area dove seguire la partita.

Raggiungere la finale, però, è diventato quasi complicato quanto trovare un biglietto. Il tragitto ferroviario tra Manhattan e il Meadowlands, l’area di East Rutherford dove si trova lo stadio, che normalmente costa circa 13 dollari, per la finale era arrivato a 100. Alcuni giornalisti hanno provato a percorrere a piedi o in bicicletta le circa tredici miglia che separano la centrale Penn Station dal complesso sportivo, attraversando strade, svincoli e zone prive di marciapiedi. Dopo le polemiche è stata introdotta una navetta ufficiale da 20 dollari, con posti da prenotare in anticipo.

Nel frattempo, da Google Maps è scomparsa l’opzione per raggiungere lo stadio a piedi: il MetLife, circondato dalle autostrade, non prevede un normale accesso pedonale dalle strade pubbliche.

Sulla finale pesa anche un’incognita che non riguarda il calcio. Da giorni New York, il New Jersey e l'East Coast sono avvolti dal fumo degli incendi che continuano a bruciare in Canada, aggravato dal caldo e dall’afa che trattengono le particelle vicino al suolo. Tanto che le autorità hanno invitato soprattutto le persone più vulnerabili a limitare le attività all’aperto.

La pioggia e il passaggio di un fronte freddo previsti per sabato dovrebbero migliorare la qualità dell’aria prima della partita, ma la situazione resta sotto osservazione.

Domenica, mentre più di ottantamila persone cercheranno di raggiungere lo stadio dall’altra parte dell’Hudson, a Corona e sulla 14esima strada basterà entrare in uno dei locali storici per accorciare la distanza. Per qualche ora la Rio de la Plata tornerà a essere un angolo di Buenos Aires e ciò che resta della Little Spain ritroverà le bandiere lasciate negli armadi dal 2010. La finale si giocherà in un altro Stato, ma una parte della partita sarà già cominciata a New York.

© Riproduzione riservata