Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso di innalzarli di 25 punti base, portandoli al 2,25%. La presidente Christine Lagarde ha richiamato i «rischi di rialzo per l’inflazione e di ribasso per la crescita» che aumentano con il protrarsi della guerra di Usa e Israele contro l’Iran. Attesa per la mossa della Fed la settimana prossima
La Bce è la prima banca del G7 ad alzare i costi di finanziamento per rispondere alla crisi energetica del Golfo Persico. La Banca centrale europea ha aumentato i tassi di 25 punti base portandoli al 2,25%. «Più dura la guerra, più aumentano i rischi», ha detto la presidente Christine Lagarde a Francoforte, in un chiaro monito all’ondivaga politica di Donald Trump, sottolineando che la decisione è stata presa all’unanimità. «Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica», ha aggiunto.
L'aumento dei tassi risponde alle previsioni di una crescita dell’inflazione per il 2026, stimata dalla Bce al 3% per quest'anno, rispetto al 2,6% previsto a marzo; e al 2,3% anziché al 2% nel 2027. Nonostante la maggioranza degli investitori finanziari prevedano altri due rialzi dei tassi nel corso dell’anno a causa del deterioramento dell’inflazione, è probabile che la stretta monetaria sia cauta e graduale, poiché l'economia dell’eurozona è già in difficoltà e un forte aumento dei costi di finanziamento aumenterebbe il rischio di recessione. L’Eurotower ha limato le sue previsioni di crescita economica per il 2026 allo 0,8%, rispetto allo 0,9% di tre mesi fa, e prevede una crescita di appena l'1,2% il prossimo anno, il che indica la necessità di procedere con cautela, moderando le aspettative sui prezzi, senza soffocare la crescita economica, in un difficile gioco di equilibri.
Una mossa annunciata
Con il rialzo dei tassi deciso dalla Bce, secondo uno studio della Fabi, il costo dei mutui potrà tornare a superare il 4%, riportandosi su livelli che incidono in modo significativo sui bilanci delle famiglie (il Codacons stima che su base annua le famiglie spenderanno in più per i mutui tra i 180 e i 300 euro). Per la banca d’affari americana Goldman Sachs lo shock energetico crea margine per un ulteriore inasprimento futuro della politica monetaria europea mentre per la banca State Street la decisione della Bce «era ampiamente prevista, ma è probabile che si riveli inefficace».
La stretta era stata anticipata da giorni da Isabel Schnabel, membro del consiglio direttivo della Bce. Schnabel, potenziale successore della presidente della Bce Christine Lagarde il prossimo anno, aveva affermato alla Reuters che la Bce era davanti a una scelta obbligata perché «gli alti prezzi dell'energia si ripercuotono sull'intera economia». Anche il governatore della Banca di Francia, François Villeroy de Galhau, aveva detto che una stretta era ormai necessaria per riportare l’inflazione verso il 2%. E così è stato.
L'inflazione dei prezzi al consumo nell'Eurozona ha raggiunto il 3,2% a maggio 2026, in aumento rispetto al 3% di aprile.
Tassi di interesse più elevati colpiranno in particolare l'economia tedesca in un periodo di debolezza, dato che tre anni di stagnazione frenano il mercato del lavoro, con più di 3 milioni di disoccupati in termini destagionalizzati. Anche l’Italia, con una crescita dello 0,5% del Pil secondo le stime della Commissione europea e con il maggior debito pubblico dell’eurozona – subirà i contraccolpi di una politica monetaria restrittiva sia in termini di riduzione al credito, sia come maggiori interessi sul debito pubblico.
La Fed resta ferma ma dovrebbe alzare
A maggio, l'inflazione statunitense ha raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni a causa dell'impennata dei prezzi dell'energia provocata dalla guerra con l'Iran e dalla crisi di Hormuz. I prezzi al consumo sono saliti del 4,2%, rispetto al 3,8% di aprile.
Interrogato sull’inflazione e sulla possibilità che ciò potesse ostacolare i candidati repubblicani a pochi mesi dalle elezioni di medio termine di novembre, Trump ha risposto: «Adoro l'inflazione». E poi ha aggiunto di prevedere che i prezzi «crolleranno» dopo la fine del conflitto in Medio Oriente, la cui conclusione non è però all’orizzonte. Il rapporto sull'inflazione è importante perché Trump ha vinto le elezioni proprio accusando Joe Biden di non fermare la spirale dei prezzi che aveva eroso il potere di acquisto degli americani.
L'elevato valore dell'inflazione, unito ai solidi dati sull'occupazione, rafforza la probabilità che la Fed statunitense mantenga i tassi di interesse invariati la prossima settimana, mettendo il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, in contrasto con le pressanti richieste di Trump di tagliare i tassi. Sarà interessante leggere le minute del Fomc, il comitato decisore della Fed, per vedere se l’ex governatore Jerome Powell voterà per un rialzo.
© Riproduzione riservata

