L’udienza sulla commemorazione del 2024. La decisione dopo la storica sentenza dei giudici del capoluogo barese. Nel procedimento era parte civile l’Anpi, che «impugnerà il provvedimento»
Non andranno a processo. Gianluca Iannone e Luca Marsella, rispettivamente presidente e portavoce di Casapound, e gli altri ventisette militanti sono stati prosciolti. Erano stati identificati e indagati perchè nel 2024 avevano partecipato al rito fascista del saluto romano davanti all’ex sede dell’Msi, oggi acquistata dall’associazione Acca Larenzia con un contributo di 30mila euro della Fondazione Alleanza Nazionale, storica cassaforte di Fratelli d’Italia.
Lo ha deciso questa mattina il gup del tribunale di Roma. L’accusa era quella di aver violato la legge Mancino sui crimini d’odio e la legge Scelba sull’apologia del fascismo e il divieto di manifestazioni fasciste. Nel procedimento si era costituita parte civile l’Anpi, che nella denuncia presentata, tramite il legale Emilio Ricci, alla procura della Repubblica guidata da Francesco Lo Voi, aveva scritto: «La manifestazione, che avrebbe dovuto svolgersi come mera commemorazione dei defunti, si è come sempre tramutata nell'occasione per la rievocazione in chiave apologetica l'esaltazione (criminale, s'intende...), del regime fascista: un migliaio di nostalgici impegnati a celebrare l'ideologia e le aberrazioni che hanno caratterizzato il ventennio fascista, in spregio alla barbarie che esso ha rappresentato e, non ultimo, delle suddette norme che vietano tali comportamenti, assolutamente intollerabili. Ciò, inevitabilmente, si risolve nell'auspicio e nell'incitazione per la ricostituzione del partito e solleva l'allarmante pericolo che le varie organizzazioni composte dai cosiddetti irriducibili e nostalgici del fascismo possano fondersi e dar luogo ad una nefasta ripetizione della cupa storia che caratterizzato il regime in parola». In base a quanto apprende Domani, Anpi impugnerà la pronuncia del giudice. «Impugneremo il provvedimento – dichiara l’avvocato Ricci – Ogni battaglia non vale la fine della guerra».
La decisione di oggi, dopo lo svolgimento dell’udienza preliminare a piazzale Clodio, arriva dopo la sentenza storica dei giudici del capoluogo pugliese su CasaPound: dodici militanti dell’organizzazione di estrema destra sono stati condannati in primo grado per aggredito diversi manifestanti nel 2018 e soprattutto per il reato di riorganizzazione del partito fascista.
«É stata rispettata la giurisprudenza delle sezioni unite della Cassazione e quindi la mancanza di pericolo concreto per una manifestazione che si svolge con le stesse modalità da quasi 45 anni. Oggi si chiude un processo, mentre di fatto sono ancora impuniti e sconosciuti gli assassini di Acca Larentia», ha afferma l'avvocato Domenico Di Tullio, uno dei difensori dei 29 indagati dopo il non luogo a procedere deciso dal gup di Roma.
Proseguono, intanto, le indagini sul rito romano del «presente» in via Acca Larentia: i fascicoli sono due e riguardano le commemorazioni del 2025 e del 2026. In entrambi i casi centinaia le braccia tese a ricordare i «caduti» Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, uccisi quarantotto anni fa.
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