Le indagini della Digos per identificare il responsabile stanno proseguendo, ma per la sindaca Tarasconi «non può essere derubricata a una semplice lite o a un episodio di violenza urbana». Quello che sembrerebbe «un attacco di impronta squadrista», denuncia Articolo 21, «getta un’ombra sull’agibilità democratica degli spazi pubblici»
Il segretario della Filcams Cgil Piacenza Marco Pascai è stato operato lunedì all’ospedale di Parma per una doppia frattura alla mandibola, dopo l’aggressione subita nella notte tra venerdì e sabato fuori dalla festa del club di Rugby Lions in corso Europa. L’ex consigliere comunale del Partito democratico è stato colpito con un pugno davanti dal figlio di 13 anni da una persona non ancora riconosciuta dalle forze dell’ordine.
Le indagini della Digos volte a identificare il responsabile stanno proseguendo nel massimo riserbo, scrive il quotidiano piacentino Libertà, ma per la sindaca della città Katia Tarasconi «non può essere derubricata a una semplice lite o a un episodio di violenza urbana».
L’aggressione infatti è avvenuta a poche ore dalle tensioni create da un gruppo di skinheads di estrema destra, una ventina, che hanno tentato di impedire il concerto dei Bull Brigade, una band torinese punk rock legata a movimenti di sinistra e autonomi. I musicisti avevano avvertito di non voler iniziare il concerto in presenza dei militanti di estrema destra, che avrebbero fatto anche il saluto romano verso il pubblico. Polizia e carabinieri erano già intervenuti per allontanare gli esponenti del fronte skinheads.
«Se venisse confermato quanto emerge dalle prime ricostruzioni, ci troveremmo di fronte a un episodio inquietante che richiama modalità e culture politiche che la nostra democrazia ha già condannato nella storia e che non devono trovare alcuno spazio nel presente», ha sottolineato Tarasconi in una nota, definendolo «un fatto di una gravità enorme», «ancora più vile» poiché fatto davanti al figlio.
Se le indagini dimostreranno che si è trattato di un attacco mirato a un dirigente della Cgil, e quindi la matrice politica dell’aggressione, ha detto a Domani il segretario generale della sezione piacentina del sindacato Ivo Bussacchini, «è ancora più preoccupante», ma «non ci faremo intimidire» e «difenderemo i presidi di democrazia e i luoghi di manifestazione».
Le modalità con cui viene descritto e il contesto in cui si inserisce suggerirebbero per Articolo 21 un’«impronta squadrista» dell’attacco che oltre a colpire il sindacalista riguarda «l’intera comunità democratica piacentina» poiché «getta un’ombra sull’agibilità democratica degli spazi pubblici e aperti al pubblico, alimenta insicurezza e rischia di diventare un deterrente alla partecipazione a momenti di socialità, cultura e aggregazione, frequentati anche da giovani e famiglie».
Bussacchini denuncia un clima di tensione, non solo a Piacenza, in cui movimenti di estrema destra stanno attaccando presidi di democrazia.
«La reazione della città è stata importante», continua Bussacchini, ricordando come la società civile abbia partecipato anche nell’opporsi al corteo dello scorso 24 gennaio organizzato dal Comitato remigrazione e riconquista, di cui fa parte proprio il Fronte Skinheads, insieme a Casapound, Forza Nuova e Rete dei patrioti.
A poche centinaia di metri dal luogo in cui è avvenuta l’aggressione, ricorda il segretario generale, ci sono anche le sedi dei movimenti di estrema destra cittadini.
Solidarietà
La solidarietà al sindacalista è stata bipartisan, ma – ha sottolineato la parlamentare piacentina dem Paola De Micheli – sarà da accertare se c’è anche un movente politico, di «un episodio che – per il consigliere regionale Pd Luca Quintavalla – suscita preoccupazione e merita la più ferma condanna da parte di tutte le istituzioni e delle forze democratiche del territorio».
Proprio a pochi giorni dall’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana, Filcams Cgil Piacenza ha ricordato come la risposta debba essere «democratica, nel ripudio della violenza, un’ulteriore impegno nella lotta sindacale e antifascista nel pieno rispetto dei valori democratici della Cgil».
La solidarietà è arrivata anche dalle sezioni territoriali di Cisl e Uil, che pur ritenendo «necessario attendere gli accertamenti delle forze dell’ordine e della magistratura, evitando conclusioni affrettate che rischierebbero di alimentare tensioni o strumentalizzazioni», hanno condannato ogni forma di violenza.
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