Da giovedì i cieli europei sono presi di mira da allarmi bomba che, fino a ora, si sono tutti rivelati falsi. Segnalati anche voli italiani
Continua la tensione nei cieli europei, dopo l’ondata di allarmi bomba che da giovedì 5 novembre sta investendo il traffico aereo. Sono almeno 25, infatti, i voli segnalati in meno di 48 ore, molti dei quali coinvolgono l’Italia. Solo questa mattinata se ne sono contati 18 in totale, in tutta Europa, come riferisce il Guardian.
Proprio questa mattina, infatti, è stato segnalato un Boeing 737-8AS di Ryanair (volo operato da Malta Air) che proveniva da Roma ed è atterrato a Lisbona alle ore 7:55. Nell’aeroporto portoghese sono poi state realizzare le operazioni di messa in sicurezza dell’aereo, ed è stato accertato che nessuna bomba era presente sul mezzo. L’allerta è arrivata tramite una chiamata di un’agente della polizia di pubblica sicurezza.
Un ulteriore volo, questa volta Wizzair proveniente da Praga e diretto a Roma, è stato deviato e fatto atterrare a Venezia. Una volta atterrato tutti i passeggeri sono stati sbarcati e sono iniziati i minuziosi controlli da parte delle forze dell’ordine. Tutti con esito negativo, quindi l’aereo è ripartito per Roma. Sempre da Praga sono arrivate almeno 8 segnalazioni, e riguardavano sia voli in arrivo che in partenza.
Solo in Francia sono poi stati segnalati ulteriori 4 allarmi bomba, ma tutti i velivoli sono atterrati «senza problemi», come riportano le autorità. «È in corso un'indagine per determinare l'origine di questi allarmi, che stanno interessando tutta l'Europa», hanno fatto sapere gli uffici del Primo Ministro francese Sébastien Lecornu.
Anche a Copenaghen la polizia è al lavoro per gli allarmi in aeroporto. «La nostra valutazione immediata è che non vi sia stato alcun pericolo per i passeggeri o altre persone all'aeroporto» dichiarano però le forze dell’ordine, che continuano a indagare sulle segnalazioni.
Le reazioni
La portavoce della Commissione europea per i Trasporti, Anna-Kaisa Itkonen, ha commentato la vicenda dicendo: «Prendiamo queste minacce molto sul serio e qualsiasi minaccia contro i civili è assolutamente inaccettabile. La nostra priorità assoluta è garantire la sicurezza e l’incolumità dei nostri cittadini». La portavoce ha però ricordato che «indagare e approfondire tali questioni spetta agli Stati membri, noi ci manteniamo in contatto con l’Agenzia europea per la sicurezza aerea». «Abbiamo inoltre attivato il meccanismo di condivisione delle informazioni a livello dell’Ue, gestito dalla Commissione europea, che prevede riunioni periodiche e alle quali partecipano i rappresentanti degli Stati membri per scambiarsi informazioni» ha poi concluso Itkonen.
Anche la Nato è intervenuto, richiamando alcuni caccia militari ungheresi per fare sì che potessero scortare i voli segnalati da pericoli di bombe.
Anche Guido Crosetto, ministro della Difesa italiano, ha preso parola riguardo l’accaduto al margine del question time in senato, e ha detto: «Per fortuna gli allarmi si sono rivelati tutti falsi, ma è un esempio di come è facile innescare problemi, ansia e creare psicosi nei nostri Paesi». Crosetto ha poi proseguito: «Sono al 99 per cento attacchi ‘sotto la soglia di attribuzione’, è una nuova minaccia, sono quattro anni che dico che in qualche modo dovremmo abituarci».
La Procura di Busto Arsizio di Varese ha aperto un fascicolo per procurato allarme proprio in relazione ai falsi allarmi registrati nell’aeroporto di Milano Malpensa. L’indagine, al momento, è a carico di ignoti.
Gli allarmi di giovedì
Solo nella giornata di giovedì 5 novembre, da nove voli in partenza o in arrivo in aeroporti italiani sono giunte segnalazioni che hanno provocato l’atterraggio o il dirottamento verso aeroporti di emergenza.
Nel nostro paese gli allarmi sono scattati a seguito di mail inviate dai sedicenti “Combattenti dello Stato maschile” con l’intento di generare panico e preoccupazione: «Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre. L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso», si leggeva nella rivendicazione.
Non è chiaro chi si celi dietro i “combattenti”, una prima ipotesi è che sia la traduzione italiana del “Muzhskoe Gosudarstvo”, movimento estremista russo, ultranazionalista, misogino e omofobo. Ma questa correlazione non è stata dimostrata, anzi potrebbe essere una strategia al fine di creare ancor più confusione.
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