Un secondo presunto attacco hacker ha colpito catene di supermercati in Svezia, Paesi Bassi, Irlanda, Belgio, Estonia e Lussemburgo, dopo episodi simili già accaduti nei supermercati francesi ad ottobre. Anche in questo caso, le temperature degli impianti di refrigerazione commerciale e industriale gestiti attraverso sistemi informatici, sarebbero state alterate da remoto, aumentandole fino a raggiungere anche 50 gradi. Decine di punti vendita sarebbero stati colpiti durante la notte, causando molte perdite alimentari.

Secondo il commissario europeo per l’agricoltura e l'Alimentazione, Christophe Hansen, l’episodio rappresenta «un tentativo deliberato di interrompere la catena di approvvigionamento alimentare» nell’Unione Europea. Restano da identificare i responsabili e da chiarire se gli episodi siano collegati tra loro. In diversi casi è stato accertato un intervento non autorizzato sui sistemi di refrigerazione, mentre sono ancora in corso le verifiche sulle modalità degli attacchi.

Secondo quanto riporta Ansa, alla luce degli attacchi informatici che stanno interessando i sistemi della catena del freddo di numerosi operatori in diversi Paesi europei, anche in Italia l'Agenzia per la cybersicurezza ha richiamato gli operatori della grande distribuzione organizzata, della logistica alimentare, della refrigerazione industriale e le società di manutenzione alle misure di sicurezza già raccomandate dopo gli incidenti digitali in una serie di catene di supermercati in Francia.

Al momento Acn ha ricevuto una notifica di incidente da parte di un'azienda toscana operante nel settore della ristorazione collettiva. E ha rilevato, non ancora notificato, un attacco ai danni di un'impresa emiliana della produzione di surgelati. L'Agenzia fa anche sapere di aver intensificato ogni tipo di  monitoraggio vista la capillare distribuzione territoriale del settore per individuare ogni ulteriore possibile caso di attacco e di aver programmato «già per domani un incontro con le federazioni di settore e le principali aziende della grande distribuzione nazionale», oltre ad aver dato la disponibilità «delle proprie strutture per rafforzare la capacità di resistenza delle aziende, rinnovare l’attenzione sui rischi per la sicurezza informatica della filiera alimentare e sollecitare se necessario l'adozione subitanea delle necessarie misure di prevenzione e mitigazione».

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