Un bambino di due anni originario della Sierra Leone risulta disperso dopo il naufragio di un’imbarcazione avvenuto nel pomeriggio del 14 marzo al largo di Lampedusa, in zona Sar maltese. Il piccolo viaggiava insieme alla madre su una barca di ferro lunga circa nove metri, affondata mentre tentava la traversata.

I militari della motovedetta Cp 327 della Guardia costiera sono riusciti a salvare 64 persone, tra cui 14 donne e 10 minori. Nonostante le ricerche nella zona dove l’imbarcazione è colata a picco, del bambino non è stata trovata traccia. La madre del piccolo, insieme agli altri sopravvissuti, è stata fatta sbarcare nella notte sull’isola. 

Il commento di Save the Children

«Ancora una volta un bambino di due anni ha pagato il prezzo di politiche che privilegiano la difesa dei confini rispetto al salvataggio di vite umane», ha dichiarato Save the Children, commentando il naufragio.

Il team dell’organizzazione, in collaborazione con Croce Rossa e altre realtà presenti a Lampedusa, sta garantendo assistenza ai sopravvissuti. Secondo Save the Children l’episodio «dimostra ancora una volta che ogni ritardo, omissione o scelta politica in questa direzione mette a rischio persone che fuggono da povertà, violenze e persecuzioni», una responsabilità che l’organizzazione ritiene ricada sull’Unione europea e sui suoi Stati membri.

L’organizzazione ricorda inoltre che oltre 100 bambini all’anno hanno perso la vita negli ultimi tre anni nel Mediterraneo e chiede l’apertura di canali regolari e sicuri verso l’Europa e l’attivazione di un sistema coordinato di ricerca e soccorso nel rispetto del diritto internazionale.

Save the Children esprime anche preoccupazione per eventuali norme che possano limitare o sanzionare le imbarcazioni che effettuano soccorsi in mare, siano esse navi umanitarie o mercantili. Misure di questo tipo, se confermate, rappresenterebbero secondo l’organizzazione «un grave passo indietro nella tutela di bambini, bambine e adolescenti migranti», in particolare per i minori soli o sopravvissuti ai naufragi.

Gli sbarchi delle ultime ore

Nelle ultime ore a Lampedusa sono sbarcati complessivamente 292 migranti, compresi i 64 superstiti del naufragio. In totale sono stati soccorsi sette natanti dalle motovedette della Guardia di finanza e della Guardia costiera, che ha anche fornito assistenza a Safira 2 di Mediterranea, impegnata nel salvataggio di 40 persone, tra cui quattro donne e un minore provenienti da Eritrea, Etiopia, Guinea, Somalia e Sudan, trovate su un gommone alla deriva.

Dopo gli sbarchi tra molo Favarolo e il molo commerciale, quattro persone sono state trasferite al poliambulatorio di contrada Grecale: tre uomini e una donna per ipotermia e un altro migrante per tachicardia. All’hotspot di Lampedusa sono presenti attualmente 394 ospiti. Per la mattinata è stato disposto il trasferimento di 248 persone con il traghetto di linea diretto a Porto Empedocle.

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