Nella Striscia di Gaza si continua a morire di freddo e sotto i colpi dell’esercito israeliano. Negli ultimi attacchi sono stati uccisi altri 12 palestinesi, portando il numero totale delle vittime a 463 da quando è stata siglata la tregua tre mesi fa. Sono invece 1.269 i palestinesi feriti dallo scorso 11 ottobre, quando a Sharm el Sheikh Donald Trump ha annunciato il raggiungimento del cessate il fuoco tra Hamas e Israele. Da allora, sono stati raccolti dalle macerie 712 corpi.

E mentre a Gaza imperversa la crisi umanitaria e la popolazione civile è esposta alle dure condizioni meteorologiche, dagli Stati Uniti il presidente Trump ha annunciato la formazione del Consiglio di pace. L’organo, del quale probabilmente ne faranno parte anche la premier Giorgia Meloni e il primo ministro britannico Keir Starmer, supervisionerà il comitato di tecnocrati palestinesi scelti per gestire la governance transitoria della Striscia prima di passare il potere in futuro all’Autorità nazionale palestinese.

«È per me un grande onore annunciare che il Consiglio per la Pace è stato formato», ha scritto il tycoon sulla sua piattaforma Truth Social, aggiungendo che i membri dell'organismo saranno annunciati «a breve». «Posso dire con certezza che si tratta del Consiglio più grande e prestigioso mai riunito in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo».

Il piano di 20 punti di Trump è quindi entrato ufficialmente nella fase 2, come già annunciato lo scorso 14 gennaio dall’inviato Usa Steve Witkoff. Tra le altre cose, il piano prevede la smilitarizzazione di Hamas e il progressivo ritiro dei soldati israeliani dalla linea gialla che garantisce a Tel Aviv il controllo di oltre il 53 per cento di Gaza.

Presto le trattative entreranno nel vivo anche per l’invio di una Forza Internazionale di Stabilizzazione per contribuire a proteggere la popolazione civile e addestrare le unità di polizia palestinesi. «La palla è ora nel campo dei mediatori, del garante americano e della comunità internazionale per rafforzare il comitato», ha dichiarato Bassem Naim, uno dei leader di Hamas.

Nel frattempo al Cairo si è tenuta la prima riunione dei 15 tecnocrati palestinesi che sono stati nominati per far parte del Comitato tecnico per Gaza. Il loro compito è amministrare provvisoriamente il territorio palestinese sotto il controllo di un Consiglio di pace guidato da Trump.

La ricostruzione

In questo periodo dovrà iniziare anche la rimozione delle macerie per poter poi iniziare la ricostruzione della Striscia. Ieri le Nazioni unite hanno annunciato che ci sono «oltre 60 milioni di tonnellate di macerie» ed «è probabile che ci vorranno più di sette anni per rimuoverle», ha detto il Direttore dell'Ufficio Onu per i Servizi e i Progetti (Unops), Jorge Moreira da Silva, dopo aver visitato Gaza.

«Il problema non è solo il volume delle macerie, ma anche quello che contengono: ordigni inesplosi, rifiuti pericolosi e, purtroppo, anche resti umani», ha sottolineato il direttore dell'agenzia Onu che si è detta «pronta, insieme ai partner, a fornire supporto nella rimozione delle macerie, nel ripristino dell'energia, nella gestione dei rifiuti e nella fornitura di alloggi».

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