L’ex concorrente del Grande Fratello vip è stato sentito dai pubblici ministeri come testimone nell’ambito del procedimento aperto contro il conduttore tv, accusato di violenza sessuale ed estorsione. «Non mi vergogno ad aver parlato così tardi, volevo rimuovere»
Antonio Medugno, ex concorrente del Grande Fratello vip, ha confermato, in base a quanto si apprende, le accuse di violenza sessuale ed estorsione, contenute nella sua denuncia contro Alfonso Signorini. E l’ha fatto davanti ai pm della procura di Milano che questa mattina, per circa tre ore, lo hanno sentito come testimone.
«Non sono io a dover dire se esiste un “sistema”, io penso alla mia vicenda e a quello che ho subito io e che ho raccontato, io ho detto tutta la verità oggi e sono molto fiducioso nella magistratura», ha spiegato Medugno, rispondendo alle domande dei cronisti dopo l'audizione davanti ai pubblici ministeri Letizia Mannella e Alessandro Gobbis.
A chi gli ha chiesto se altri denunceranno Signorini «o se rimarrà il solo», il modello ha risposto: «Credo che non rimarrò solo, non so chi ci potrà essere, non posso dire se esiste un sistema, non lo so, io – ha ribadito – posso parlare della mia esperienza».
«Sono molto fiducioso nella magistratura e sono tranquillo, perché ho raccontato tutta la verità, anche se sono molto stanco perché sono stati giorni pesanti», ha spiegato ancora Medugno ai cronisti.
A chi gli ha fatto notare che il suo ex manager, da lui tirato in ballo, ha riferito di non aver fatto «pressioni» su di lui nel cosiddetto “caso Signorini”, il modello ha spiegato di aver «risposto ai magistrati su questo: il mio vecchio manager si è contraddetto molte volte e lasciano il tempo che trovano le sue dichiarazioni».
E ancora: «Io non sono passato per il tramite di Fabrizio Corona (l’ex paparazzo intervistò Medugno nella trasmissione Falsissimo, ndr) io sono stato messo nella bufera mediatica senza volerlo e quindi mi sono dovuto difendere per forza e ho fatto denuncia per avere giustizia e la verità».
«Non sono pentito per aver aspettato tanto per denunciare – ha concluso – il problema è che avevo rimosso e volevo rimuovere, è servito del tempo, sono qui oggi e va bene così, non posso dire di più». Fuori dal Palazzo di Giustizia, intanto, Medugno, accompagnato dalla legale Cristina Morrone e da persone del suo entourage, ha incontrato proprio Corona, a sua volta indagato per revenge porn. Medugno, inoltre, ha deciso di mettere a disposizione tutti i suoi dispositivi in modo che i tecnici delegati dalla procura possano estrapolare i dati a sostegno della sua testimonianza.
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