Nelle nuove indicazioni gli obiettivi aggiuntivi risultano attribuiti al liceo scientifico tradizionale, mentre l’opzione scienze applicate vede ridursi la propria specificità. Vengono meno l’attenzione ai metodi, alle tecniche, alla dimensione operativa della scienza
Dopo la pubblicazione della bozza delle nuove indicazioni nazionali il dibattito pubblico si è concentrato soprattutto sulle modifiche relative alla letteratura italiana, alla storia e sul ritorno del termine geografia. Lo studio delle scienze sembrerebbe non aver subito modifiche rilevanti. In realtà non è così.
Una trasformazione radicale
Prendendo in esame l’indirizzo con il maggior numero di ore dedicato alla disciplina – il liceo scientifico opzione scienze applicate (3 ore settimanali al primo anno, 4 al secondo, 5 nel triennio, contro le 2+3 del liceo scientifico tradizionale) – emerge una trasformazione che appare tutt’altro che marginale. Questo indirizzo è stato istituito nel 2010 con la riforma Gelmini ed è l’unico che prevede la possibilità di una seconda prova per l’esame di stato/di maturità in scienze naturali, possibilità finora mai concretizzatasi.
Nelle nuove indicazioni, da una parte, sia per il liceo scientifico tradizionale che per le scienze applicate viene rafforzato il profilo delle competenze attese, che per la prima volta includono in modo esplicito dimensioni procedurali, epistemiche, etiche, storiche e ambientali. Si tratta di un cambiamento rilevante: la scienza non è più presentata soltanto come insieme di contenuti o abilità operative, ma come forma di conoscenza complessa, storicamente situata e criticamente interrogabile, e questo rappresenta, nel complesso un’evoluzione positiva.
Perdere la propria specificità
Nel quadro attuale, il liceo delle scienze applicate si caratterizza per un numero maggiore di obiettivi specifici e, soprattutto, per un’attenzione particolare agli aspetti metodologici e sperimentali: tecniche di laboratorio, sviluppo delle teorie scientifiche, modellizzazione, biotecnologie, campi emergenti della ricerca.
Nelle nuove indicazioni, questo rapporto viene ribaltato: gli obiettivi aggiuntivi risultano attribuiti al liceo scientifico tradizionale, mentre l’opzione scienze applicate vede ridursi la propria specificità. Vengono meno, almeno in forma esplicita, proprio quegli elementi che ne avevano finora giustificato l’identità: l’attenzione ai metodi, alle tecniche, alla dimensione operativa della scienza.
È vero che tali aspetti non scompaiono del tutto, ma vengono assorbiti implicitamente nel nuovo quadro delle competenze. Tuttavia, questo passaggio dall’esplicito all’implicito non è neutro: rischia di indebolire la traducibilità didattica di quegli obiettivi, lasciando maggiore indeterminatezza nella loro effettiva realizzazione.
Si crea così una tensione evidente: da un lato, un ampliamento delle competenze comuni; dall’altro, una riduzione delle differenze tra indirizzi proprio sul piano degli obiettivi concreti. Il risultato è una configurazione in cui aumenta la convergenza teorica, ma si attenua la distinzione curricolare.
Più ore ma meno coerenza
A questo punto, la domanda diventa inevitabile: qual è la ragione dell’opzione scienze applicate se perde la propria specificità senza che venga ridefinita in modo chiaro su altri piani?
Il rischio è quello di una contraddizione strutturale: un indirizzo che mantiene un numero significativamente maggiore di ore, ma non presenta più un corrispondente livello di approfondimento esplicito nei contenuti e nei metodi. In altre parole, più tempo senza una chiara differenziazione degli obiettivi.
Il risultato è una sensazione di disallineamento, come se – paradossalmente – le parti relative ai due indirizzi fossero state scambiate o riorganizzate senza una piena coerenza complessiva.
In un contesto in cui il dibattito pubblico si concentra su altre discipline, questo slittamento rischia di passare inosservato. Eppure, riguarda un nodo centrale: il senso stesso dell’educazione scientifica nei licei e la coerenza interna dei percorsi formativi.
*docente di Scienze naturali al liceo scientifico e al liceo scientifico opzione scienze applicate
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