I C 130 sono arrivati all’aeroporto di Milano, e proseguono verso Ciampino. Il Codacons presenterà un esposto in procura sulla vicenda
Le salme dei giovanissimi italiani morti nel rogo di Crans-Montana, in Svizzera, durante la notte di Capodanno sono arrivate all'aeroporto di Milano Linate, dove sono state accolte dal sottosegretario Alberto Barachini e dai presidenti di Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna – le regioni di origine delle vittime – oltre che dal capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano. All’aeroporto di Milano era presente anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha ricordato su X la vicinanza del Senato alle famiglie colpite dalla tragedia: «Il loro dolore unisce l'Italia in un unico sentimento di sincero cordoglio e profonda vicinanza», ha scritto.
Nel capoluogo lombardo resteranno i feretri di Achille Barosi e Chiara Costanzo. I funerali della ragazza verranno celebrati mercoledì alle 14.45 nella basilica di Santa Maria delle Grazie, quelli di Barosi sono stati confermati per lo stesso giorno alle 11 nella Basilica di Sant’Ambrogio.
La salma di Giovanni Tamburi rientrerà invece a Bologna (il sindaco Matteo Lepore ha proclamato il lutto cittadino per mercoledì in occasione dei funerali del giovane), mentre Genova ha accolto il corpo di Emanuele Galeppini. Il C130 è ripartito verso l’aeroporto militare di Ciampino, dove è atterrato alle 15.19 con la salma del sedicenne Riccardo Minghetti, accolta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dello Sport Andrea Abodi. Il feretro della coetanea, Sofia Prosperi, non verrà invece riportato in Italia perché la ragazza, cittadina italo-svizzera, viveva a Lugano, città in cui si svolgeranno le esequie.
«Le famiglie delle vittime chiedono giustizia», ha detto l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, dopo aver incontrato i loro familiari, aggiungendo che «le autorità elvetiche mi hanno assicurato la massima collaborazione».
Il Codacons, intanto, ha fatto sapere che presenterà alla procura di Milano un esposto chiedendo di valutare l'ipotesi di strage in relazione alla tragedia che ha coinvolto il gruppo di giovani in Svizzera.
Un minuto di silenzio
Il 7 gennaio verrà osservato, in tutte le scuole italiane, anche un minuto di silenzio in memoria delle vittime: «In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione», ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che «con il minuto di silenzio nelle scuole» vuole «ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va – ha aggiunto – il più sentito cordoglio».
Identificati tutti i feriti
Le 116 persone ferite sono state tutte identificate: 83 di loro si trovano ancora in ospedale. I più numerosi sono cittadini svizzeri, in tutto 68, seguiti dai francesi, 21. La polizia del Vallese ha poi precisato che il numero iniziale di 119 comprendeva tre persone che nella notta di Capodanno erano in ospedale per altri motivi.
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