Dopo aver convocato la piazza per mostrare solidarietà alla famiglia del 42enne Abderrahim Fakir, morto durante un intervento di polizia nel quartiere Pilastro di Bologna, il primo cittadino ha ricevuto insulti e minacce di morte. Sabato mattina aveva presentato denuncia-querela in questura
La Prefettura di Bologna ha deciso di assegnare la scorta al sindaco della città Matteo Lepore, in seguito alle minacce ricevute sui social dopo la morte del 42enne Abderrahim Fakir, deceduto domenica 19 luglio durante un intervento di polizia nel quartiere Pilastro. La protezione, secondo quanto riportano Repubblica e il Corriere della Sera, dovrebbe attivarsi nei prossimi giorni.
Il sindaco ha presentato in Questura una denuncia-querela sabato mattina di fronte a minacce e insulti come «Lepore ti vogliamo come Fakir», o anche attacchi inviati privatamente, comprese minacce di morte.
La decisione di Lepore di convocare una piazza di cordoglio immediatamente dopo la morte dell’uomo è stata anche al centro di uno scontro politico, con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che – ospite a L’aria che tira su La7 – l’ha definita una decisione «inconsapevole», una «cosa sbagliata» convocare «una piazza per chiedere verità e giustizia». «Un sindaco che convoca una piazza e sottovaluta cosa sarebbe potuto accadere ha un suo elemento di gravità», ha aggiunto il ministro.
Al centro delle accuse di Piantedosi gli scontri che sono seguiti a una manifestazione pacifica e partecipata. Il sindaco era intervenuto affermando come si trattasse di due piazze diverse: «Piazza Nettuno rappresenta Bologna. C’erano migliaia di persone che si sono incontrate pacificamente e spontaneamente, per esprimere la loro vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir», aveva scritto Lepore in una lettera aperta alla città. «Piazza Roosevelt e gli scontri, invece, non rappresentano Bologna. Chi pensa di rispondere alla violenza con la violenza si chiama fuori dallo stato di diritto. E dunque si chiama fuori dalla nostra comunità democratica».
«Penso spetti alle istituzioni stare accanto alle vittime», aveva aggiunto il sindaco. Da qui, la decisione di convocare la piazza.
A usare gli scontri come arma politica, anche il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, che ha sostenuto come «la violenza vera» sia «di sinistra» e sollecitato che il Partito democratico condannasse e chiedesse le dimissioni del sindaco.
Il corteo
Intanto oggi, domenica 26 luglio, è atteso un corteo al Pilastro in ricordo di Fakir, a una settimana dalla sua morte. L’attenzione è «massima» ma non c’è nessun allarme delle forze dell’ordine, poiché non ci sarebbero elementi che facciano ritenere che ci sia un rischio concreto.
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